Magistratura democratica
Pillole di CEDU

Sentenze di febbraio 2016

di Alice Pisapia , Pier Francesco Poli
* Prof. a contratto di Diritto UE Univ. Dell’Insubria e Avvocato Foro di Milano</br> **Dottore di ricerca in Diritto e Procedura Penale e Avvocato Foro di Milano
I casi affrontati dalla Corte: Italia condannata per il caso Abu Omar, violazione del diritto alla vita (Francia), condizione di detenzione dei richiedenti asilo (Grecia)

Italia condannata a Strasburgo per il caso Abu Omar.

Sentenza della Corte EDU (Quarta sezione) 23 febbraio 2016, rich. nn. 44883/2009, Nasr e Ghali c. Italia

Oggetto: Cooperazione delle autorità interne nel rapimento di soggetto sottoposto successivamente a tortura in altro Paese e mancato accertamento in sede processuale dei responsabili – Violazione sostanziale e procedurale dell’art. 3 CEDU – Sussistenza – Violazione dell’art. 5 CEDU – Sussistenza – Violazione dell’art. 8 CEDU – Sussistenza Importance level 1

Il ricorrente Osama Mustafa Nasr, un imam egiziano sospettato di avere rapporti con cellule terroristiche, era stato rapito a Milano da parte dei servizi segreti statunitensi grazie alla collaborazione dell’intelligence italiana e quindi trasportato in Egitto, ove era stato detenuto illecitamente e sottoposto a tortura nel corso di alcuni interrogatori.

Ricorre in sede europea assieme alla moglie lamentando i) la violazione dell’art. 3 CEDU da un punto di vista sostanziale, per avere le autorità nazionali cooperato nel rapimento da parte dei servizi statunitensi e nel successivo trasferimento in Egitto, e procedurale, per non avere le autorità successivamente ai fatti ricostruito la verità di quanto accaduto e sanzionato i responsabili; ii) 5 CEDU, in relazione alla privazione della libertà subita in assenza di qualsiasi decisione adottata in conformità di una disposizione legislativa e iii) 8 CEDU con riguardo all’interruzione dei legami familiari tra i coniugi avvenuta per effetto dell’azione illegale intrapresa dalle Autorità italiane. La Corte accoglie il ricorso ritenendo sussistenti tutte le violazioni lamentate dal ricorrente.

In particolare, con riferimento all’art. 3, i Giudici di Strasburgo, pur riconoscendo l’apprezzabile tentativo della magistratura di fare chiarezza sulla vicenda, stigmatizzano recisamente il comportamento delle altre istituzioni nazionali le quali dapprima, mediante l’apposizione del segreto di Stato da parte del governo, hanno impedito alla magistratura di accertare la verità dei fatti con riferimento agli agenti dell’intelligence italiana coinvolti e secondariamente, mediante il riconoscimento della grazia da parte del Presidente della Repubblica nonché mediante la rinuncia a presentare qualsiasi domanda di estradizione, hanno posto sostanzialmente nel nulla le decisioni assunte con riguardo ai membri dei servizi segreti statunitensi per i quali era stata riconosciuta la responsabilità all’interno delle sentenze.

 

La Francia condannata dalla Corte europea per violazione del diritto alla vita.

Sentenza della Corte EDU (Quinta Sezione) 4 febbraio 2016, rich. nn. 58828/2013, Isenc c. Francia

Oggetto: Suicidio in carcere –  Violazione sostanziale e procedurale dell’art. 3 CEDU – Sussistenza – Importance level 3

Il ricorrente è un cittadino turco padre di un detenuto suicidatosi nel carcere in cui era recluso mediante impiccagione. Il padre in particolare lamenta l’insufficienza del sostegno psicologico prestato al figlio una volta entrato in carcere, l’assenza di controllo del medesimo nonché il mancato svolgimento, successivamente alla morte, di una indagine che avesse effettivamente chiarito come si erano svolti i fatti.

La Corte accoglie il ricorso rilevando come nella condizione di detenzione spetti allo Stato il compito di sorvegliare i soggetti reclusi e come non potesse considerarsi sufficiente il solo check up iniziale eseguito al momento dell’ingresso all’interno del penitenziario.

 

Condannata ancora la Grecia per le condizioni di detenzione patite da un richiedente asilo.

Sentenza della Corte EDU (Prima) 4 febbraio 2016, rich. nn. 37991/2011, Amadou c. Grecia

Oggetto: Cittadino senza permesso di soggiorno – Condizioni di custodia presso differenti stazioni di polizia –Violazione dell’art. 3 CEDU – Sussistenza – Importance level 3

Il ricorrente, cittadino del Gambia, veniva fermato nel tentativo di entrare in territorio greco alla frontiera arrestato per tentativo di ingresso illegale in Grecia. Veniva quindi condotto presso due differenti stazioni di polizia ed ivi detenuto sino al suo rilascio avvenuto in conseguenza dell’accoglimento di una domanda di asilo presentata.

Lamenta la violazione dell’art. 3 CEDU per le condizioni di detenzione patite in quanto era stato collocato in un luogo completamente sovraffollato, senza luce naturale, in precarie condizioni igieniche e con poca possibilità di movimento.

La Corte accoglie il ricorso riconoscendo la violazione dell’art. 3 CEDU sub specie di trattamenti inumani e degradanti in ragione dei patimenti subiti.

 

01/06/2016
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
La Corte costituzionale e le scelte del legislatore sull’ergastolo ostativo

In più scritti questa Rivista ha espresso il suo orientamento di apertura verso un nuovo assetto che, in tema di liberazione condizionale, sostituisca alla presunzione assoluta di mancata rescissione dei legami con la criminalità organizzata, superabile solo con la collaborazione, un vaglio in concreto del giudice di sorveglianza. 
Nello spirito di pluralismo e di confronto aperto che caratterizza Questione Giustizia pubblichiamo anche interventi di segno diverso, come quello odierno di Luca Tescaroli, che - dopo una ricognizione della giurisprudenza della Corte costituzionale e in vista della nuova normativa sollecitata dal giudice delle leggi – rappresenta le ragioni che stanno a fondamento del mantenimento di una disciplina ostativa rigorosa ed ancorata a presupposti certi.

01/10/2021
Reformatio in peius in appello e processo equo nella giurisprudenza della Corte Europea dei diritti dell’Uomo da Dan c. Moldavia a Maestri ed altri c. Italia

Nella sentenza Maestri ed altri c. Italia dell’8 luglio 2021 la Corte Europea dei diritti dell’Uomo, oltre a ribadire la necessità di procedere ad una nuova escussione dei testimoni ai fini della condanna in appello preceduta da assoluzione in primo grado, come affermato in Lorefice c. Italia del 29 giugno 2017, per la prima volta condanna l’Italia per non essere stato disposto, anche d'ufficio, l'esame degli imputati prima di procedere al ribaltamento della sentenza assolutoria di primo grado. Il testo analizza la giurisprudenza europea sul tema, cogliendo l’occasione per qualche riflessione critica sul valore del precedente nella giurisprudenza della Corte Edu.

07/09/2021
Sentenze di marzo 2021

Le più interessanti pronunce emesse dalla Corte di Strasburgo a marzo 2021
 
 

16/07/2021
Il crocifisso di nuovo in Cassazione. Note da amicus curiae

L’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche viola il principio di laicità e, pur se votata a maggioranza dalla classe, è discriminatoria nei confronti degli studenti e dell’insegnante non consenzienti. La tutela del diritto di libertà di coscienza consente la rimozione del simbolo, ad opera eventualmente dello stesso insegnante per la durata della lezione.

16/06/2021
Il Protocollo 16 e l’urgenza di riaprire il dialogo con il Parlamento per la sua ratifica

Un imminente convegno di Area Cassazione rilancia il confronto fra Parlamento, giurisdizione e dottrina 

11/06/2021
La vittima ed il suo Giudice

La “storica” decisione della CEDU di condanna dello Stato italiano per violazione dell’art. 8 della Carta afferma il diritto della donna che denuncia una violenza sessuale al rispetto della sua vita privata, anche da parte dei Giudici che ne esaminano la credibilità, che non può essere affermata o negata in base alle sue abitudini sessuali, ed alle sue libere scelte di comportamento, in applicazione di canoni di moralità che rispecchiano stereotipi superati sul ruolo delle donne. Lo Stato è tenuto alla tutela della libertà della persona, e della sua dignità, tanto più nell’occasione dell’esercizio dell’attività giurisdizionale: un principio che Questione giustizia vuole rilanciare nel giorno della ricorrenza della istituzione della Repubblica italiana.

02/06/2021
Simmetrie tra diritti della persona offesa: equo processo e risarcimento del danno davanti alla Corte di Strasburgo

Corte EDU (Prima Sezione), 18 marzo 2021, ric. n. 24340/07, Petrella c. Italia: se le indagini si concludono con l'archiviazione per prescrizione si viola l'art. 6 § 1 CEDU. Un commento

01/06/2021