Magistratura democratica

Osservatorio internazionale

L’interpretazione costituzionale della demarcazione delle terre indigene secondo la Corte Suprema Federale brasiliana: quadro temporale v. teoria dell’indigenità

L'articolo esplora le controversie costituzionali legate alla delimitazione delle terre occupate e tradizionalmente destinate ai popoli indigeni in Brasile. Due teorie si fronteggiano sul campo: la teoria del quadro temporale (marco temporal) e la teoria dell'indigenità. Il lavoro adotta un approccio tripartito, che copre: i) la storia della violenza istituzionale perpetrata o finanziata dallo Stato brasiliano contro le comunità indigene; ii) la posizione della Corte Suprema Federale brasiliana riguardo alle tesi del quadro temporale e dell'indigenità; iii) la reazione del Congresso Nazionale brasiliano, che cerca di contestare la posizione delineata dalla Corte Suprema Federale. In conclusione, l'articolo sostiene che la Costituzione del 1988 consente unicamente l’affermazione della teoria del quadro temporale. 

09/02/2024
“Rwanda policy” e UK Supreme Court: riflessioni sparse sul ruolo del potere giudiziario nel Regno Unito alla luce dei recenti avvenimenti

La recente sentenza della Corte Suprema del Regno Unito che dichiara l’illegittimità del piano di ricollocamento dei richiedenti asilo in Ruanda e le successive contromisure governative adottate ai fini di neutralizzare gli effetti della pronuncia stessa sono l’occasione per sollevare alcune riflessioni sul ruolo del potere giudiziario inglese. La vicenda è uno dei sintomi di una fase storica caratterizzata dalle tendenze restrittive del potere di judicial review verso la frequente disapplicazione dello Human Rights Act 1998.

23/12/2023
L’Europa, i rischi della regressione democratica, il ruolo dell’associazionismo giudiziario

Intervento di Mariarosaria Guglielmi, Presidente di Medel -Magistrats Européens pour la Démocratie et les Libertés- al XXIV congresso di Magistratura democratica, Napoli 10 novembre 2023 (versioni italiana e inglese)

27/11/2023
Fortezze Italia e USA alla prova della democrazia

Nulla, come il timore che la fortezza - eretta dal nord del mondo contro chi prova a varcarne i confini - possa cedere, è in grado di sovvertire quei principi che - da Montesquieu in poi - sono stati posti a base delle democrazie occidentali.

13/10/2023
Le elezioni generali in Guatemala 2024-2028. Un’analisi del loro impatto politico-giuridico

Mentre si attende il secondo turno delle elezioni presidenziali, previsto per il prossimo 20 agosto, si assiste in Guatemala ad una grave crisi politico-istituzionale, che coinvolge i principali partiti di governo, uniti nell’intento di eliminare la concorrenza del partito di opposizione, e contrappone in uno scontro durissimo le istituzioni di garanzia del Paese.

26/07/2023
Dal carcere di Sincan in Turchia, la lettera di Murat Arslan alla Presidente di Medel

Pubblichiamo, in versione italiana e nell'originale inglese a seguire, la lettera di Murat Arslan e quella di risposta della Presidente di Medel, Mariarosaria Guglielmi. Murat Arslan, Presidente di Yarsav- associazione di giudici e pubblici ministeri turchi aderente a Medel, sciolta in base alla legislazione di emergenza dopo il tentativo di colpo di stato nel luglio 2016, è detenuto dall’ottobre 2016 e, dopo un  processo condotto in violazione di tutte le essenziali garanzie del giusto processo, è stato condannato a dieci anni di reclusione. Murat Arslan è stato il testimone non silenzioso della fine dello Stato di diritto in Turchia e ha pagato in prima persona il prezzo del suo impegno a favore dei diritti e di una giustizia indipendente. Nel 2017 ha ricevuto il Premio Václav Havel per il suo straordinario contributo alla difesa dei diritti umani.

15/05/2023
La democrazia israeliana a rischio: la minaccia della riforma della giustizia

Mentre lo Stato di Israele compie settantacinque anni il Paese è scosso da una ondata di manifestazioni di protesta per la riforma della giustizia. Ciò avviene perché i cittadini comprendono che, se realizzata, la proposta di legge trasformerà la già fragile democrazia israeliana in un regime autoritario. Uno studioso israeliano illustra gli aspetti più pericolosi della “riforma” della giustizia proposta dal governo.

03/05/2023
La Corte penale internazionale spicca uno storico mandato di arresto per Vladimir Putin mentre si continua a discutere di un tribunale speciale per l’aggressione in Ucraina

È da poco ricorso un anno dall’invasione dell’Ucraina da parte della Federazione russa e si continua a discutere molto di come assicurare alla giustizia i responsabili delle gravissime violazioni del diritto internazionale commesse dalle forze armate e dall’apparato di governo russo, incluso il Presidente Vladimir Putin. In particolare, è in corso un acceso dibattito su come perseguire il crimine di aggressione, mentre finora si è sentito meno parlare dei progressi compiuti nelle indagini a livello internazionale sugli altri tre crimini internazionali che vengono altresì in rilevo in questa situazione: genocidio, crimini contro l'umanità e crimini di guerra. Un decisivo passo avanti è stato tuttavia appena compiuto dalla Corte penale internazionale (Cpi), che il 17 marzo ha emesso due mandati di arresto nei confronti del Presidente Putin e di un’alta funzionaria di Stato russa, Maria Alekseyevna Lvova-Belova. In questo breve commento, partendo da quanto già esposto in passato sulle varie opzioni per accertare le responsabilità a livello sia interno sia internazionale (si veda qui e qui), ci si propone di fare il punto sullo stato della discussione e, in particolare,  sull’avanzamento delle proposte per l’istituzione di un tribunale speciale per l’Ucraina, e di valutarne pro e contro. In conclusione, ci pare che, per rappresentare un avanzamento e non un passo indietro nella traiettoria della giustizia penale internazionale, qualunque nuova soluzione non dovrà essere ad hoc e dovrà coordinarsi con la realtà già esistente, ed in particolare con la Corte penale internazionale.

23/03/2023
Il muro della vergogna

Un’analisi della prima sentenza del 2023 del Tribunale costituzionale del Perù

17/03/2023
L'Africa sub-sahariana e la trappola del petrolio: verso uno sviluppo condizionato?

Carburanti fossili, sviluppo economico, cambiamento climatico e migrazioni: quattro dimensioni strettamente collegate da rapporti di causa-effetto ormai ampiamente dimostrati, soprattutto in Africa, da cui ogni giorno uomini, donne e bambini arrivano sulle nostre coste alla ricerca di sopravvivenza, protezione e futuro. Anche dai paesi africani produttori di gas e petrolio.

23/12/2022
Attraversare frontiere dialogando con Carlo. Magistratura democratica, Medel e l’impegno per un’Europa dei diritti e della solidarietà

In occasione dell’elezione di Mariarosaria Guglielmi a presidente di MEDEL, avvenuta a Barcellona sabato 3 dicembre scorso, ripubblichiamo l’articolo a sua firma in ricordo di Carlo Verardi, nel quale si ripercorrono importanti passaggi della storia di MEDEL, dei suoi protagonisti e dell’impegno in MEDEL di Magistratura Democratica.

05/12/2022
Sull’efficacia della fatwā di Khomeini contro Salman Rushdie

Il 12 agosto 2022, durante un festival letterario nello stato di New Jersey, lo scrittore Salman Rushdie è stato vittima di un accoltellamento plurimo che lo ha ridotto quasi in fin di vita. Il suo aggressore è stato arrestato ed è in attesa di processo. La vicenda ha riportato alla ribalta la fatwā pronunciata contro Salman Rushdie dall’Ayatollah Khomeini 33 anni fa.

03/11/2022
Le convocazioni parlamentari disattese dall’audito: una comparazione

Il caso del contempt of Congress di Steve Bannon è indicativo dell’evoluzione dell’istituto immunitario gemmato dal tronco del contempt of Parliament di fonte anglosassone: esso offre anche lo spunto per una comparazione con la situazione italiana, nella quale il problema dell’enforcement della convocazione parlamentare è parimenti sentito, anche se l’ordito costituzionale richiede di collocarlo nel più generale contesto del rapporto tra i poteri dello Stato.

18/10/2022
Le rivendicazioni delle donne e le proteste in Iran: le radici femminili della rivolta

Quando Anna Karenina entra in scena, nel romanzo, «dei piccoli anelli di riccioli neri le scappavano fuori sulla nuca e sulle tempie». Analogo gesto, un capello fuori posto, pochi giorni fa in Iran è costato la vita alla ventiduenne Masha Amini, arrestata e uccisa dalla “polizia morale” perché indossava il velo in maniera inappropriata. È stata la scintilla perché in Iran – protagoniste le donne sotto lo slogan “Woman Life Freedom” – divampasse una protesta che non accenna a smettere e che sta ponendo le basi di una rivolta per ottenere un Iran democratico.
Per raccontare i fatti, inquadrarli nella storia iraniana e nelle complesse tematiche del femminismo islamico, dell’esegesi patriarcale del Corano e dei movimenti di rivolta iraniani, descrivere l’obbrobrio della “polizia morale”, Questione Giustizia ha atteso di poter dare la parola alle donne iraniane. 

05/10/2022
Il procedimento e la sentenza del Tribunale permanente dei popoli sugli omicidi dei giornalisti in Messico, Sri Lanka e Siria
a cura di Redazione

1. La sessione di apertura - 2. L’istruttoria del Tribunale - 3. I principi guida del giudizio del Tribunale (a cura di Nello Rossi) - 3.1. La libertà di stampa svolge un ruolo decisivo per la qualità della vita delle persone e, in molti casi, per la loro stessa sopravvivenza - 3.2. La libertà di stampa è indispensabile per l’esistenza di una democrazia effettiva - 3.3. La sicurezza e la libertà dei giornalisti sono una garanzia essenziale per tutti i cittadini e devono essere protette in ogni parte del mondo - 3.4. Messico, Sri Lanka, Siria: i tre casi estremi oggetto del giudizio del Tribunale - 4. Summary della sentenza (in lingua inglese)

04/10/2022