Articoli di Questione Giustizia su israele
I dati essenziali dei fatti avvenuti fra fine aprile e gli inizi di maggio al largo delle coste europee sono abbastanza noti a chi segue i mezzi di informazione, per quanto questi si siano differenziati molto per quantità e qualità dei commenti. Sappiano dell’abbordaggio delle imbarcazioni della Flotilla ad opera dei mezzi militari israeliani; sappiamo del sequestro degli equipaggi, trasferiti poi d’autorità presso le autorità greche, e sappiamo che due delle persone che erano a bordo di una imbarcazione italiana sono state, invece, tradotte in Israele, detenute e dopo dieci giorni espulse.
Sappiamo che la situazione è ulteriormente peggiorata nei giorni 19-20 maggio, con abbordaggi ancora più aggressivi e immagini di violenza e umiliazioni degli equipaggi esibite con orgoglio da rappresentanti del governo israeliano.
Ci è sembrato necessario procedere a un primo esame della escalation che registriamo sia nell’aggressività dell’intervento israeliano sia nell’intensità della violazione del diritto internazionale. Lo abbiamo fatto con una breve analisi del contesto in cui i fatti sono maturati e delle reazioni che il sistema politico ha saluto esprimere. Tale analisi è integrata da una intervista al Team legale italiano che assiste la Flotilla e che ci fornisce una lettura documentata e chiara dei profili giuridici e insieme politici della vicenda ancora in corso.
Spunti sulla presentazione del libro di Nandino Capovilla e Betta Tusset Sotto il cielo di Gaza, ed. La Meridiana, 2025 (Fondazione Lelio e Lisli Basso, 19 giugno 2025)
Questione giustizia pubblica il documento del 19 febbraio scorso, a firma dell'Esecutivo di Magistratura democratica, sulla catastrofe umanitaria di Gaza
Note a margine del libro di Paola Caridi (Feltrinelli, 2023)
Mentre lo Stato di Israele compie settantacinque anni il Paese è scosso da una ondata di manifestazioni di protesta per la riforma della giustizia. Ciò avviene perché i cittadini comprendono che, se realizzata, la proposta di legge trasformerà la già fragile democrazia israeliana in un regime autoritario. Uno studioso israeliano illustra gli aspetti più pericolosi della “riforma” della giustizia proposta dal governo.
Sommario: 1. Una riforma della giustizia contestata in nome della democrazia - 2. Nel confronto politico in atto è in gioco l’identità democratica di Israele - 3. Il peso decisivo rivendicato dall’esecutivo nella selezione dei giudici - 4. La riscrittura dei poteri della Corte suprema e del Parlamento - 5. C’è spazio per un compromesso? E per quale compromesso?