Morte del giudicato implicito? Implicazioni sistematiche della sentenza della Corte di Giustizia del 18 dicembre 2025, in causa C-320/24, anche alla luce dei c.d. contro-limiti
La Corte di Giustizia dell’Unione europea, con la pronuncia in epigrafe, resa a seguito del rinvio della Cassazione italiana, ammette il rilievo da parte del consumatore della nullità di clausole contrattuali abusive anche dopo (e nonostante) la formazione di giudicato interno contrastante.
La Corte di Giustizia, con la pronuncia 7.10.2026, C-667/24, YP contro AMCO - Asset Management Company SpA e, per essa, IFIS NPL Servicing SpA, su rinvio pregiudiziale di un giudice italiano, conferma il principio secondo cui il controllo dell’eventuale abusività delle clausole contrattuali, da parte del giudice italiano, è doveroso, senza che vi osti l’esistenza di un giudicato, seppur implicito.
La Corte di Lussemburgo ha accertato con la sentenza in commento che, in relazione al sistema vigente di assunzioni a tempo determinato del personale ATA della scuola, la Repubblica italiana ha mancato agli obblighi ad essa incombenti in virtù della clausola 5 dell’accordo quadro sul lavoro a tempo determinato, concluso il 18 marzo 1999, che figura nell’allegato della direttiva 1999/70/CE del Consiglio, del 28 giugno 1999, relativa all’accordo quadro CES, UNICE e CEEP sul lavoro a tempo determinato.
Nelle conclusioni presentate ieri nella causa Case C‑17/25, LS ed altri c. Società Cattolica di Assicurazione SpA ed altri, l’AG Emiliou frena sull’estensione delle deroghe all’autorità del giudicato per effetto del diritto comunitario
La Corte di Giustizia dell’Unione europea, con la pronuncia in epigrafe, resa a seguito del rinvio della Cassazione italiana, ammette il rilievo da parte del consumatore della nullità di clausole contrattuali abusive anche dopo (e nonostante) la formazione di giudicato interno contrastante.
Dopo aver fatto cenno all’evoluzione normativa del contratto di somministrazione in Italia, il contributo si concentra sull’istituto dello staff leasing, evidenziando il posizionamento della giurisprudenza nazionale, con particolare riferimento alle tre ordinanze di rinvio pregiudiziale, tentando poi di ipotizzare, in luce del diritto europeo, la possibile “risposta” della Corte di Giustizia
Le più interessanti sentenze emesse dalla Corte di Lussemburgo nei primi tre trimestri del 2025