Magistratura democratica
Giurisprudenza e documenti

Stepchild adoption, via libera della Cassazione (LA SENTENZA)

Pubblichiamo la sentenza n.12962/16 che ha confermato la decisione della Corte d'appello di Roma in materia di adozioni tra partner dello stesso sesso

La prima Sezione Civile della Corte di cassazione ha respinto il ricorso della Procura generale e ha confermato la sentenza della Corte d'Appello di Roma con la quale è stata accolta la domanda di adozione di una minore proposta dalla partner della madre, con lei convivente in modo stabile

La Corte, nel dare il via libera all’adozione all’interno della coppia di donne omosessuali, ha affermato che tale adozione «non determina in astratto un conflitto di interessi tra genitore biologico e il minore adottando, ma richiede che l'eventuale conflitto sia accertato in concreto dal giudice». 

La Corte si è pronunciata sull’adozione «in casi particolari» prevista dalla legge 184 del 1983. Pubblichiamo di seguito la sentenza n.12962/2016. Il tema sarà approfondito nel n.2/2016 della rivista trimestrale.

Vedi anche: Adozione da parte di coppie omosessuali, stepchild adoption e interesse del minore (di G. Zaccaro)

22/06/2016
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Stepchild adoption: una decisione in chiaroscuro

Va accolta la domanda di adozione, ai sensi dell’art. 44, lett. d) l. 4.5.1983, n. 184 (cosiddetta “adozione in casi particolari”), della figlia della propria convivente e, stante l’abrogazione tacita dell’art. 55 della medesima legge, va riconosciuto il vincolo di parentela tra la minore adottata ed i figli dell’adottante.  

27/10/2020
Limiti esterni e giurisdizione: il contrasto fra Sezioni Unite e Corte Costituzionale arriva alla Corte UE. Note a prima lettura di Cass. SS.UU. 18 settembre 2020, n. 19598

Le Sezioni unite della Cassazione hanno rimesso alla Corte UE la questione relativa ai limiti del sindacato della Suprema Corte sulle sentenze del Consiglio di Stato quando questo abbiano deciso in contrasto con il diritto UE. Nel commento, gli Autori si soffermano sulla valutazione di sussistenza dei presupposti per il corretto rinvio pregiudiziale alla Corte UE e sull’opportunità che la contrapposizione fra limiti "interni" ed "esterni" della giurisdizione venga superata per assicurare che i principi costituzionali del «giusto processo» dell’art. 111 Cost. trovino uniforme interpretazione e applicazione a garanzia dell’unità funzionale della stessa giurisdizione e del principio costituzionale di uguaglianza.

19/10/2020
Il giudizio di legittimità e la protezione internazionale. La parola alla difesa

Dopo la soppressione del grado di appello, il ruolo della Corte di Cassazione ha acquisito, nei procedimenti in materia di protezione internazionale, un’eccezionale rilevanza, non solo per le dimensioni del relativo contenzioso, ma anche per il contributo fornito dalla giurisprudenza di legittimità alla definizione della natura del giudizio di accertamento della protezione e dello stesso diritto di asilo

11/09/2020
Sui nati da maternità surrogata si va verso la “fase 2”?

Ancora sull'ordinanza della Corte di cassazione di rimessione alla Corte costituzionale della questione della riconoscibilità del figlio di coppia same-sex

18/06/2020
La gestazione per altri: nuovo appuntamento davanti alla Corte costituzionale
La Cassazione rimette alla Corte costituzionale la questione di legittimità del diritto vivente in tema di gestazione per altri e ordine pubblico internazionale, in un panorama d’incertezza, tra spinte europee e tendenze conservatrici nazionali
22/05/2020
Diritto sovranazionale e diritto interno: rimedi interpretativi
Una riflessione sull’attuale panorama dei rapporti interordinamentali alla luce della doppia pregiudizialità per come la stessa si è dipanata nel corso dell’ultimo anno
27/12/2019
Contratto collettivo nazionale a termine e facoltà di recesso del singolo datore di lavoro
La decisione della Corte di cassazione sulla disdetta anticipata del contratto da parte di Fiat dopo l’uscita da Confindustria  
10/12/2019
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Per la prima volta è stato disposto che l’ufficiale di stato civile è obbligato a firmare l’atto di nascita del bambino riconoscendo la doppia maternità sin dall’inizio. Questo alla luce di un’interpretazione costituzionalmente conforme della legge n. 40 del 2004 sulla procreazione medicalmente assistita. Al giudice non interessa il modo in cui è nato il minore, ma solo garantire la tutela dei suoi diritti
11/07/2018