Separazione delle carriere nella magistratura come problema culturale
Questione giustizia pone alcuni interrogativi ad Avvocati e Magistrati, per ragionare collettivamente sull’esperienza e sull’esito della consultazione referendaria unitamente alle prospettive, anche di riforma, che coinvolgono il mondo della Giustizia e i suoi protagonisti. La tavola rotonda “virtuale” si è aperta lunedì con le interviste all’Avv. Franco Moretti e alla Presidente di Medel Mariarosaria Guglielmi ed è proseguita ieri con le interviste all’Avv. Cathy La Torre e al giudice Luca Milani. Si conclude oggi con le interviste all’Avv. Dario Lunardon e alla giudice Rachele Monfredi
Questione giustizia pone alcuni interrogativi ad Avvocati e Magistrati, per ragionare collettivamente sull’esperienza e sull’esito della consultazione referendaria unitamente alle prospettive, anche di riforma, che coinvolgono il mondo della Giustizia e i suoi protagonisti. La tavola rotonda “virtuale” si è aperta lunedì con le interviste all’Avv. Franco Moretti e alla Presidente di Medel Mariarosaria Guglielmi ed è proseguita ieri con le interviste all’Avv. Cathy La Torre e al giudice Luca Milani. Si conclude oggi con le interviste all’Avv. Dario Lunardon e alla giudice Rachele Monfredi.
Questione giustizia pone alcuni interrogativi ad Avvocati e Magistrati, per ragionare collettivamente sull’esperienza e sull’esito della consultazione referendaria unitamente alle prospettive, anche di riforma, che coinvolgono il mondo della Giustizia e i suoi protagonisti. La tavola rotonda “virtuale” si è aperta ieri con le interviste all’Avv. Franco Moretti e alla Presidente di Medel Mariarosaria Guglielmi. Il dibattito prosegue oggi con le interviste all’Avv. Cathy La Torre e al giudice Luca Milani, e domani con le interviste all’Avv. Dario Lunardon e alla giudice Rachele Monfredi
Questione giustizia pone alcuni interrogativi ad Avvocati e Magistrati, per ragionare collettivamente sull’esperienza e sull’esito della consultazione referendaria unitamente alle prospettive, anche di riforma, che coinvolgono il mondo della Giustizia e i suoi protagonisti. La tavola rotonda “virtuale” si è aperta ieri con le interviste all’Avv. Franco Moretti e alla Presidente di Medel Mariarosaria Guglielmi. Il dibattito prosegue oggi con le interviste all’Avv. Cathy La Torre e al giudice Luca Milani, e domani con le interviste all’Avv. Dario Lunardon e alla giudice Rachele Monfredi
Questione giustizia pone alcuni interrogativi ad Avvocati e Magistrati, per ragionare collettivamente sull’esperienza e sull’esito della consultazione referendaria unitamente alle prospettive, anche di riforma, che coinvolgono il mondo della Giustizia e i suoi protagonisti. La tavola rotonda “virtuale” si apre con due interviste: una all’Avv. Franco Moretti e l’altra alla Presidente di Medel Mariarosaria Guglielmi. Il dibattito proseguirà nei due giorni successivi con le interviste all’Avv. Cathy La Torre e al giudice Luca Milani, e a seguire all’Avv. Dario Lunardon e alla giudice Rachele Monfredi.
Questione giustizia pone alcuni interrogativi ad Avvocati e Magistrati, per ragionare collettivamente sull’esperienza e sull’esito della consultazione referendaria unitamente alle prospettive, anche di riforma, che coinvolgono il mondo della Giustizia e i suoi protagonisti. La tavola rotonda “virtuale” si apre con due interviste: una all’Avv. Franco Moretti e l’altra alla Presidente di Medel Mariarosaria Guglielmi. Il dibattito proseguirà nei due giorni successivi con le interviste all’Avv. Cathy La Torre e al giudice Luca Milani, e a seguire all’Avv. Dario Lunardon e alla giudice Rachele Monfredi.
La recente delibera del CSM del 10 giugno 2026 sulla comunicazione istituzionale degli uffici giudiziari rischia di risolversi in un passo indietro rispetto alle linee guida emanate dal Consiglio nel 2018. Mentre queste ultime si ponevano l’obiettivo di garantire la più ampia trasparenza e comprensibilità della giurisdizione al fine di aumentare la fiducia dei cittadini nella giustizia e nello Stato di diritto, l’ultima circolare nasce da un’unica preoccupazione: porre a carico degli uffici giudiziari oneri di comunicazione destinati, nell’intenzione del Consiglio, a garantire una tutela più ampia di quella incentrata sulla presunzione di innocenza ed estesa alla protezione reputazionale della persona. Un obiettivo che viene perseguito ingessando la comunicazione degli uffici in un reticolo di burocratici doveri di aggiornamento e di rettifica e che appare arduo da realizzare dal momento che i limiti invalicabili della normativa secondaria impongono di ignorare i media che sulla “reputazione” degli imputati giocano un ruolo eminente e decisivo. In definitiva si è di fronte ad una normativa secondaria prolissa, sostanzialmente velleitaria, potenziale causa di confusione e fonte di gravose responsabilità professionali e financo disciplinari di quanti – in primo luogo i dirigenti degli uffici – operano sul versante della comunicazione giudiziaria.
Ad una giusta distanza di tempo si può cercare di cogliere le ragioni e le conseguenze di un evento traumatico come il referendum sui rapporti tra avvocatura e magistratura nell’ottica di un “obiettore di coscienza” sulla defunta riforma della giustizia. Alla base dell’esito referendario si pongono criticità come l’evidente incostituzionalità sostanziale del sorteggio secco dei togati, lesivo del diritto di elettorato attivo e passivo dei magistrati e di matrice schiettamente populista e l’aggiramento dell’art. 138 Cost. attraverso una procedura parlamentare blindata e priva di reale ricerca del consenso. Lo schmittiano “stato d’eccezione” come categoria interpretativa del momento istituzionale presente.