Magistratura democratica
Spilli

Un irragionevole silenzio

Gli spilli possono servire a molte cose.

A fissare una foto o un foglietto di appunti su di una bacheca.

A tenere provvisoriamente insieme due lembi di stoffa in attesa di un più duraturo rammendo.

A infliggere una piccola puntura, solo leggermente dolorosa, a qualcuno che forse l’ha meritata.

Lo spillo di oggi e’ dedicato a

Un irragionevole silenzio

 

In un Paese in cui sul carcere si parla, si straparla, si studia, si denuncia, si fa letteratura, si piange, ci si commuove senza incidere in “nulla” sulle condizioni dei detenuti, l’unico provvedimento che interviene sulla realtà e la modifica - il decreto del GIP di sequestro di alcune sezioni del carcere di Sollicciano in ragione delle disastrose condizioni igieniche del carcere - è ancora ignoto nelle sue motivazioni.

Non chiarite neppure le ragioni del silenzio.

Eccesso di zelo? Produzione di effetti opposti a quelli desiderati? Confusione degli operatori storditi dalla enfatica ed alluvionale prosa consiliare della circolare CSM sulla comunicazione?

Speriamo solo che alla fine sia reso pubblico un atto pubblico. Per comprenderlo, per commentarlo, per valutarne la portata intrinseca e di precedente.

E speriamo che il CSM intervenga per fare chiarezza...

              QG

19/06/2026
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Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della liberta personale Lazio, Relazione sull’attività svolta e sui risultati ottenuti ai sensi della legge regionale del Lazio 6 ottobre 2003, n. 31 Annualità 2025, Relazione di fine mandato 2016-2026
a cura di Redazione

Questione giustizia pubblica, per il suo rilevante interesse, la relazione del Garante delle persone sottoposte a misure restrittive della liberta personale sull’attività svolta e sui risultati ottenuti ai sensi della legge regionale del Lazio 6 ottobre 2003, n. 31, annualità 2025 (Relazione di fine mandato 2016-2026). Si precisa che la relazione è stata chiusa redazionalmente il 27.7.2026

25/09/2026
Comunicazione istituzionale e organizzazione della comunicazione. Contenuti reali e apparenti delle “linee-guida per l’organizzazione degli uffici giudiziari ai fini di una corretta comunicazione istituzionale” del CSM

La delibera del CSM del 10 giugno 2026 sulla comunicazione istituzionale degli uffici giudiziari e il successivo intervento del 29 luglio 2026, oltre a occuparsi della difesa reputazionale del cittadino coinvolto in un procedimento penale, sembrano delineare un sistema organizzato di comunicazione istituzionale degli uffici giudiziari, senza tuttavia tenere sufficiente conto di teoria, prassi e quadro normativo della scienza della comunicazione, e in particolare della comunicazione dei soggetti pubblici; e con un equivoco di fondo sulle risorse necessarie.
Un’analisi critica viene svolta con gli strumenti della scienza della comunicazione e con le acquisizioni derivanti dalla costruzione in corso di un quadro teorico della comunicazione giuridica e della comunicazione giudiziaria, nella consapevolezza che è oggi indispensabile organizzare una comunicazione istituzionale della magistratura, finalizzata a costruire e rafforzare il rapporto di fiducia tra cittadini e magistrati. 

21/09/2026
La delibera del CSM del 10 giugno 2026 sulla comunicazione degli uffici giudiziari. Un passo indietro rispetto al recente passato?

La recente delibera del CSM del 10 giugno 2026 sulla comunicazione istituzionale degli uffici giudiziari rischia di risolversi in un passo indietro rispetto alle linee guida emanate dal Consiglio nel 2018. Mentre queste ultime si ponevano l’obiettivo di garantire la più ampia trasparenza e comprensibilità della giurisdizione al fine di aumentare la fiducia dei cittadini nella giustizia e nello Stato di diritto, l’ultima circolare nasce da un’unica preoccupazione: porre a carico degli uffici giudiziari oneri di comunicazione destinati, nell’intenzione del Consiglio, a garantire una tutela più ampia di quella incentrata sulla presunzione di innocenza ed estesa alla protezione reputazionale della persona. Un obiettivo che viene perseguito ingessando la comunicazione degli uffici in un reticolo di burocratici doveri di aggiornamento e di rettifica e che appare arduo da realizzare dal momento che i limiti invalicabili della normativa secondaria impongono di ignorare i media che sulla “reputazione” degli imputati giocano un ruolo eminente e decisivo. In definitiva si è di fronte ad una normativa secondaria prolissa, sostanzialmente velleitaria, potenziale causa di confusione e fonte di gravose responsabilità professionali e financo disciplinari di quanti – in primo luogo i dirigenti degli uffici – operano sul versante della comunicazione giudiziaria. 

14/07/2026
L'ergastolo e il diritto alla speranza

Nel momento del dolore per la morte di Elvio Fassone, lo ricordiamo ripubblicando un suo scritto sulla pena dell’ergastolo. Un tema che ha affrontato con l’intelligenza visionaria e la straordinaria sensibilità che lo hanno caratterizzato in tutta la sua esperienza di intellettuale e di giurista

22/06/2026
Aggiornamento delle linee-guida per l’organizzazione degli uffici giudiziari ai fini di una corretta comunicazione istituzionale (delibera CSM 9 giugno 2026)
a cura di Redazione

Pubblichiamo, per il suo rilevante  interesse, il testo della delibera del CSM sulla comunicazione giudiziaria approvata il 9 giugno 2026. Questione giustizia si riserva di ritornare sul tema con analisi e commenti.

11/06/2026