Articoli di Questione Giustizia su social media
L’articolo esamina la figura dell’amministratore di sostegno nell’attuale ordinamento giuridico, tracciandone le origini storiche e delineandone l’evoluzione normativa. Particolare attenzione è dedicata alla necessità di una sua applicazione estensiva nei contesti digitali, con specifico riferimento ai social network, ove i diritti delle persone fragili rischiano di essere compromessi in un vortice digitale noto anche come “metaverso”. L’analisi evidenzia le criticità dell’impianto normativo vigente e suggerisce un’estensione delle competenze dell’amministratore di sostegno alle attività online, delineando strumenti giuridici innovativi. Il contributo è altresì arricchito da un confronto comparato con altri ordinamenti e da proposte per future riforme legislative volte a garantire una protezione più incisiva delle persone vulnerabili nel panorama digitale.
I rischi a cui gli utenti più giovani possono essere esposti usando i social portano a interrogarsi sull’opportunità di vietarne l’uso prima del raggiungimento di un’età sicura.
Il tema, oggetto in Italia di un disegno di legge in corso di esame parlamentare, è stato affrontato in Australia con l’Online Safety Amendment (Social Media Minimum Age) Act 2024 che modifica l’Online Safety Act del 2021.
La legge, entrata in vigore nel dicembre 2025, vieta l’uso dei social ai minori di sedici anni mediante un sistema completo: un divieto, un obbligo di fare in capo alle piattaforme, ma anche una sanzione, un’autorità di riferimento con poteri giudiziali concreti, determinazioni ministeriali tempestive e vincolanti, linee-guida aggiornate, siti user-friendly, rapporti frequenti sulle attività svolte.
La legge australiana contiene regole chiare e accessibili, osservabili dalle piattaforme e comprensibili a chi (genitori e figli) può percepire una parziale restrizione della propria libertà di espressione, educazione, comunicazione, tuttavia necessaria in un bilanciamento di interessi.