Magistratura democratica
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Separazione delle carriere e nuovi assetti del potere: quale destino per l’indipendenza della magistratura? *

di Lorenzo Tombelli
avvocato e cultore di diritto processuale penale nell’Università degli Studi di Firenze

Il saggio analizza criticamente la proposta di separazione delle carriere tra magistratura giudicante e requirente, esaminandone le implicazioni sul piano costituzionale e processuale. Partendo dall’esperienza della Costituente e dal principio di unità della magistratura, si evidenzia come la riforma non riguardi soltanto la distinzione funzionale tra giudice e pubblico ministero, ma influisca sul luogo dell’indipendenza dell’azione penale e sull’equilibrio tra potere politico e giurisdizione. Si discutono inoltre le conseguenze sistemiche della duplicazione del Consiglio Superiore della Magistratura, la concentrazione del potere disciplinare e la gestione delle priorità investigative, mostrando come tali misure possano, se isolate, indebolire l’autonomia del pubblico ministero, la forza della difesa e le garanzie costituzionali fondamentali, rischiando di compromettere l’effettivo equilibrio tra accusa, giudizio e difesa nel processo penale italiano.

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Testo rielaborato dalle relazioni svolte ai Convegni promossi dal Comitato per il NO al referendum costituzionale, tenutisi a Firenze e provincia a marzo 2026.

20/03/2026
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