Alberto Piccinini, avvocato giuslavorista e presidente Associazione Comma 2
Carlo Sorgi, già giudice del lavoro
Il tema del salario minimo assume nel panorama sociale e politico del paese un rilievo sempre maggiore, sia per le connessioni con il grave problema del lavoro povero, sia per l’andamento delle dinamiche salariali, non sempre in sintonia con il dettato costituzionale.
Alberto Piccinini, avvocato giuslavorista e presidente Associazione Comma 2
Carlo Sorgi, già giudice del lavoro
Il decreto legge n. 62/2026 sul salario giusto non potrà risolvere il problema della povertà retributiva né quello della contrattazione pirata. Per una maggiore garanzia ed effettività della tutela salariale nel nostro Paese occorrerebbero invece maggiore chiarezza, interventi articolati contro la precarietà del lavoro, nuove regole in materia di rappresentatività sindacale, l’efficacia erga omnes della contrattazione di categoria, un salario minimo legale su base oraria indicizzato all’inflazione reale, un cambiamento di giurisprudenza sui contenuti oggettivi dell’art.36 Cost. Questa effettività della tutela non può attribuirsi alla regola di mero rinvio alla contrattazione collettiva maggiormente rappresentativa, la quale esiste da anni in molti settori (ad es. per i lavoratori delle cooperative e per gli appalti) e non ha reso più “giusto” il trattamento retributivo dei lavoratori non avendo impedito che proprio in questi settori lo sfruttamento arrivasse a livelli elevati e che proliferasse la contrattazione pirata.
Per il 1° Maggio, pubblichiamo una poesia su quello che per molti - giovani o meno - è il primo atto per la ricerca di un lavoro: la redazione di un curriculum. L’autrice, Wisława Szymborska, ha scritto che la poesia piace a due persone su mille. Contiamo che tra il lettori di Questione giustizia la percentuale sia molto, molto più alta. Buon 1° Maggio.
Il pacchetto-sicurezza del 2025 interviene sulle occupazioni abusive del domicilio altrui (i cd. furti di case) e sull’accattonaggio, ritenuti fenomeni di grande allarme sociale. Di fatto, però, dall’analisi delle norme si comprende che l’obiettivo dell’intervento è più la tutela dei locatori e grandi proprietari, nonché la criminalizzazione delle associazioni che lavorano nel vasto campo dell’informalità abitativa. Le norme sull’accattonaggio presentano, soprattutto nella nuova versione, problemi molto forti sotto il profilo dell’offensività e della proporzionalità. Ci si chiede se non si stia creando un vero e proprio diritto penale del rom e se tale operazione sia utile per tutelare davvero la sicurezza urbana.
Un libro di denuncia e passione civile contro l’indifferenza e l’ipocrisia della nostra società per morti e feriti di lavoro (di M. Patucchi e B. Giordano, Marlin, 2025)
Il referendum è passato. Chi l’ha sostenuto, come noi, ha perso. Tuttavia il sì aveva delle buone ragioni ed era uno strumento, praticamente l’unico disponibile su un tema che non sembra essere nell’agenda della maggioranza parlamentare, per cominciare a ridurre la precarietà del lavoro, che è anche precarietà del salario. Perché c’è una relazione, obiettivamente accertata, tra precarietà e povertà lavorativa e tra contratti atipici, frammentazione dei processi produttivi e precarietà. La domanda è allora come rendere evidente questa relazione alle persone che ne sono più coinvolte? Come parlare oggi, in modo comprensibile, il linguaggio dei diritti?
Il referendum contro la liberalizzazione del contratto di lavoro a termine, la forma per eccellenza del lavoro precario