Magistratura democratica
Leggi e istituzioni

Al referendum del 22-23 marzo, votare «NO» per contrastare un pericoloso assalto allo Stato di diritto

di Gianfranco Gilardi
già presidente del Tribunale di Verona, componente del Comitato scientifico di Questione Giustizia
La Corte Suprema, il gerrymandering e la discriminazione razziale

Louisiana v. Callais: un passo importante verso il definitivo smantellamento della democrazia statunitense

25/06/2026
Riforme e stato di eccezione: una riflessione critica sul referendum e sulle sue conseguenze

Ad una giusta distanza di tempo si può cercare di cogliere le ragioni e le conseguenze di un evento traumatico come il referendum sui rapporti tra avvocatura e magistratura nell’ottica di un “obiettore di coscienza” sulla defunta riforma della giustizia. Alla base dell’esito referendario si pongono criticità come l’evidente incostituzionalità sostanziale del sorteggio secco dei togati, lesivo del diritto di elettorato attivo e passivo dei magistrati e di matrice schiettamente populista e l’aggiramento dell’art. 138 Cost. attraverso una procedura parlamentare blindata e priva di reale ricerca del consenso. Lo schmittiano “stato d’eccezione” come categoria interpretativa del momento istituzionale presente.

12/06/2026
Aggiornamento delle linee-guida per l’organizzazione degli uffici giudiziari ai fini di una corretta comunicazione istituzionale (delibera CSM 9 giugno 2026)
a cura di Redazione

Pubblichiamo, per il suo rilevante  interesse, il testo della delibera del CSM sulla comunicazione giudiziaria approvata il 9 giugno 2026. Questione giustizia si riserva di ritornare sul tema con analisi e commenti.

11/06/2026
Per pensare il futuro

L'editoriale del direttore di Questione giustizia al numero doppio 1-2/2026 della rivista trimestrale

28/05/2026
Digitalizzazione della giustizia, intelligenza artificiale e autogoverno. Il ruolo del Csm

L’articolo affronta il tema della digitalizzazione e dell’uso dell’intelligenza artificiale applicata al mondo giudiziario, con uno sguardo rivolto alla normativa nazionale e sovranazionale. Vengono analizzate le delibere approvate dal consiglio superiore della magistratura, con alcune riflessioni critiche da parte dell’autrice in relazione alla legge delega di recente approvata in tema di AI e alla prossima piena operatività del regolamento europeo 1689/2024

22/05/2026
Non si valuta un giudice solo sulle carte

Con sentenza n. 95/2024, confermata dalle Sezioni Unite, la Sezione disciplinare del Consiglio Superiore della Magistratura ha condannato il magistrato Riccardo De Vito alla sanzione della perdita di anzianità di sei mesi, disponendone il trasferimento dal Tribunale di sorveglianza di Sassari al Tribunale di Nuoro con funzioni civili. La vicenda riguarda l’omessa astensione in numerosi procedimenti relativi a detenuti assistiti da un’avvocata con la quale, secondo quanto emerso da intercettazioni telefoniche disposte nell’ambito di un’indagine della DDA di Reggio Calabria, il magistrato intratteneva una «relazione significativamente confidenziale, quanto meno di stretta amicalità tra i due». Gli elementi valorizzati nel procedimento disciplinare riguardano il tenore di alcune espressioni confidenziali utilizzate dai conversatori. Successivamente, il Consiglio superiore della magistratura ha deliberato il mancato superamento della quarta valutazione di professionalità per gli stessi fatti. Ne ha scritto, su Il Dubbio del 5 maggio 2026, Valentina Stella e a questo pezzo fa riferimento la riflessione di Donatella Stasio.

07/05/2026