Pubblichiamo in allegato il documento sottoscritto da docenti di Procedura penale di diverse Università, che esprime ragioni di contrarietà alla riforma costituzionale in materia di ordinamento giurisdizionale e istituzione della Corte disciplinare. Il testo nasce in risposta al documento, diffuso dal Consiglio direttivo dell'Associazione tra gli Studiosi del Processo Penale "Gian Domenico Pisapia", a sostegno della riforma costituzionale.
Separare la magistratura non è una soluzione. Un documento sottoscritto da studiose e studiosi di procedura penale
Il testo s’interroga sul disegno di legge di revisione costituzionale relativo alla separazione delle funzioni giudicanti e requirenti della magistratura, evidenziando le ricadute sull’unità dell’ordine giudiziario, sull’autogoverno e sulle garanzie d’indipendenza. La creazione di due CSM e di un’Alta Corte disciplinare solleva dubbi, anche di costituzionalità, specie alla luce del divieto d’istituire nuovi giudici speciali e del principio generale di democraticità degli organi repubblicani. La riforma, inserita in un più ampio contesto di revisioni frammentate, rischia di alterare gli equilibri costituzionali, senza affrontare realmente il fenomeno correntizio.
Questione giustizia pubblica in versione italiana e in originale spagnolo, il contributo di Perfecto Andrés Ibáñez, magistrato emerito del Tribunal Supremo, sul caso del Fiscal General del Estado di Spagna, Álvaro García Ortiz. Sull'argomento, si veda ance il recente Il processo contro il procuratore generale spagnolo / The case against the Spanish General Prosecutor, originariamente apparso sul quotidiano El País il 1° novembre 2025.
Questione giustizia pubblica, per il suo rilevante interesse, in versione italiana e in originale inglese, la Dichiarazione di MEDEL sulla riforma costituzionale della magistratura in Italia del 22 novembre 2025