Magistratura democratica
Magistratura e società

Giustizia crocifissa: le ferite, mai rimarginate, del processo a Sacco e Vanzetti*

di Antonio Laronga
Procuratore aggiunto, Tribunale di Foggia
Giustizia crocifissa: le ferite, mai rimarginate, del processo a Sacco e Vanzetti*

A novant’anni dall’esecuzione della pena, il caso di Sacco e Vanzetti, forse la più eclatante vicenda giudiziaria dell’America di inizio Novecento, continua ad intercettare una serie di problematiche ancora ampiamente dibattute nella società contemporanea. L’interesse verso questa vicenda è stato alimentato da decine di studi e ricerche, da opere di pittori, poeti, cantanti, registi. Tra i film ed i documentari merita una menzione particolare il film Sacco e Vanzetti diretto da Giuliano Montaldo (Italia, 1971), che ha rappresentato e rappresenta un veicolo mediale straordinario per la diffusione della conoscenza del caso. Il clamore mediatico suscitato all’epoca e nei decenni a seguire non è mai cessato, a causa del coinvolgimento nella vicenda di temi attualissimi, quali la tutela dei diritti degli immigrati, l’abolizione della pena di morte, il pericolo di abusi nel procedimento di formazione della decisione giudiziaria.  

Su quest’ultimo aspetto del processo a Sacco e Vanzetti ci soffermeremo nel presente lavoro.

*La frase “Justice crucified” concluse l’omelia funebre di Sacco e Vanzetti, letta dalla scrittrice Mary Donovan e redatta da Gardner Jackson, del 27 agosto 1927

05/09/2017
Altri articoli di Antonio Laronga
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
Comunicato stampa del Syndicat de la magistrature. Rispettiamo le libertà fondamentali
a cura di Redazione

Pubblichiamo, per il suo rilevante interesse, il documento del Syndicat de la magistrature del 23 ottobre 2026 sul rispetto delle libertà fondamentali

26/10/2026
La politica trumpiana di deportazione di massa alla prova della Corte Suprema

La Corte Suprema statunitense ha da poco deciso di prendere in considerazione, per l’anno giudiziario appena cominciato, due casi cruciali per la politica di deportazione di massa attuata dall’amministrazione Trump fin dal suo insediamento. Dalle risposte che la SCOTUS darà alle questioni che ha accettato di decidere dipenderà non solo la sorte di tanti migranti, ma anche la credibilità degli Stati Uniti come Paese rispettoso dei diritti umani.

23/10/2026
Magistratura democratica e il prossimo Consiglio superiore della magistratura

Il 25 e il 26 ottobre 2026 i magistrati italiani sono chiamati ad eleggere i componenti togati del prossimo Consiglio superiore della magistratura. Si tratta di un appuntamento che, per più ragioni, è di straordinaria importanza. 
Non solo perché il Consiglio superiore della magistratura è un organo previsto dalla Costituzione repubblicana, ma anche perché si tratta di una “elezione” che si celebra solo pochi mesi dopo il fallimento del progetto di revisione costituzionale che avrebbe profondamente inciso sulla fisionomia del CSM. 
È un’occasione per ragionare su come ciascun gruppo associativo si proponga di impedire altre degenerazioni nell’esercizio del governo autonomo. È un’occasione per fare un esercizio di memoria e misurare le differenze. Ricordando, anzitutto, a cosa serve il Consiglio superiore della magistratura.

20/10/2026
Il falso scoop dei 100.000 euro per ciascun magistrato e i veri conti

Cosa c’è di vero, e di falso, nella notizia secondo la quale i magistrati sarebbero prossimi a ricevere «fino a» 100.000 euro a testa

19/10/2026
Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca, Rapporto tecnico sulla percezione della magistratura italiana (luglio 2026)
a cura di Redazione

Pubblichiamo, per il suo rilevante interesse, il Rapporto tecnico sulla percezione della magistratura italiana, predisposto dalla Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca per il periodo gennaio 2025-luglio 2026 (quadro strutturale 2014-2026)

15/10/2026
La domanda di asilo come manifestazione di volontà all’alba del Patto UE: un principio di diritto destinato a non perdere attualità. Nota a Cass. civ., sez. I, ordinanza 18 maggio 2026, n. 14851 (Pres. Giusti, Rel. Scalia)

L’ordinanza n. 14851/2026 della Prima Sezione civile della Cassazione riafferma la natura sostanziale della domanda di protezione internazionale, individuandone il momento genetico nella manifestazione di volontà del richiedente, anche non formalizzata. La Corte chiarisce che tale volontà rileva quando sia rivolta a un’autorità riconducibile all’apparato statale e presenti un minimo grado di idoneità funzionale ad attivare il procedimento. La pronuncia valorizza la distinzione tra “presentazione”, “registrazione” e “formalizzazione” della domanda, già elaborata dalla giurisprudenza europea e nazionale, trasformandola però in un criterio di diritto intertemporale. Ne consegue che la disciplina applicabile deve essere cristallizzata al momento della manifestazione della volontà, indipendentemente dai ritardi amministrativi nella registrazione. Il principio riveste rilievo immediato nella prima fase di applicazione del Patto UE su Migrazione e Asilo, entrato in applicazione il 12 giugno 2026, poiché consente di individuare il regime giuridico applicabile alle domande manifestate prima di tale data. La decisione offre così a difensori e operatori uno strumento essenziale per impedire che inefficienze amministrative incidano negativamente sul diritto alla protezione internazionale.

12/10/2026