Il presente contributo costituisce anticipazione del n. 4/2023 di Questione Giustizia trimestrale, di prossima pubblicazione
La cultura giuridica della magistratura italiana all’alba del nuovo millennio: primi spunti di riflessione storico-sociologica *
Come è cambiata negli ultimi decenni la cultura giuridica dei giovani magistrati italiani? Viene qui proposta una prima analisi dei risultati della ricerca che prova a utilizzare, in una prospettiva storico-sociologica, una tipologia di modelli di giudice elaborata sul finire degli anni settanta. Partendo da quest’ultima, l’Autore evidenzia persistenze e discontinuità in tre modelli di magistrato (l’integrato-tradizionalista, l’alienato-burocratizzato e il deviante-innovatore) che, in qualche misura, riescono a descrivere con un certo grado di esaustività gli elementi presenti nella cultura giuridica dei magistrati che si sono affacciati alla professione nell’ultimo decennio. Una modellistica ideal-tipica, che cerca di porre le premesse per ulteriori indagini mirate a una sua più accurata validazione statistica.
Pubblichiamo, per il suo rilevante interesse, il documento del Syndicat de la magistrature del 23 ottobre 2026 sul rispetto delle libertà fondamentali
Il 25 e il 26 ottobre 2026 i magistrati italiani sono chiamati ad eleggere i componenti togati del prossimo Consiglio superiore della magistratura. Si tratta di un appuntamento che, per più ragioni, è di straordinaria importanza.
Non solo perché il Consiglio superiore della magistratura è un organo previsto dalla Costituzione repubblicana, ma anche perché si tratta di una “elezione” che si celebra solo pochi mesi dopo il fallimento del progetto di revisione costituzionale che avrebbe profondamente inciso sulla fisionomia del CSM.
È un’occasione per ragionare su come ciascun gruppo associativo si proponga di impedire altre degenerazioni nell’esercizio del governo autonomo. È un’occasione per fare un esercizio di memoria e misurare le differenze. Ricordando, anzitutto, a cosa serve il Consiglio superiore della magistratura.
Cosa c’è di vero, e di falso, nella notizia secondo la quale i magistrati sarebbero prossimi a ricevere «fino a» 100.000 euro a testa
Pubblichiamo, per il suo rilevante interesse, il Rapporto tecnico sulla percezione della magistratura italiana, predisposto dalla Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca per il periodo gennaio 2025-luglio 2026 (quadro strutturale 2014-2026)