Il presente contributo costituisce anticipazione del fascicolo di Questione Giustizia trimestrale, di prossima pubblicazione, dedicato ai temi della guerra e della pace.
Alcune considerazioni di un giurista internazionalista sull’invasione dell’Ucraina *
Sommario: 1. Una premessa – 2. Sull’uso della forza armata da parte della Russia – 3. In una prospettiva di tutela dei diritti umani – 4. Violazione del diritto bellico e crimini di guerra
I dati essenziali dei fatti avvenuti fra fine aprile e gli inizi di maggio al largo delle coste europee sono abbastanza noti a chi segue i mezzi di informazione, per quanto questi si siano differenziati molto per quantità e qualità dei commenti. Sappiano dell’abbordaggio delle imbarcazioni della Flotilla ad opera dei mezzi militari israeliani; sappiamo del sequestro degli equipaggi, trasferiti poi d’autorità presso le autorità greche, e sappiamo che due delle persone che erano a bordo di una imbarcazione italiana sono state, invece, tradotte in Israele, detenute e dopo dieci giorni espulse.
Sappiamo che la situazione è ulteriormente peggiorata nei giorni 19-20 maggio, con abbordaggi ancora più aggressivi e immagini di violenza e umiliazioni degli equipaggi esibite con orgoglio da rappresentanti del governo israeliano.
Ci è sembrato necessario procedere a un primo esame della escalation che registriamo sia nell’aggressività dell’intervento israeliano sia nell’intensità della violazione del diritto internazionale. Lo abbiamo fatto con una breve analisi del contesto in cui i fatti sono maturati e delle reazioni che il sistema politico ha saluto esprimere. Tale analisi è integrata da una intervista al Team legale italiano che assiste la Flotilla e che ci fornisce una lettura documentata e chiara dei profili giuridici e insieme politici della vicenda ancora in corso.
Spunti sulla presentazione del libro di Nandino Capovilla e Betta Tusset Sotto il cielo di Gaza, ed. La Meridiana, 2025 (Fondazione Lelio e Lisli Basso, 19 giugno 2025)
Le proposizioni - coordinate giuridicamente, politicamente, storicamente - contenute nell’articolo 11 della Costituzione, sono frutto di una significativa elaborazione in Assemblea costituente; il legame tra esse e l’insieme delle norme e dei principi costituzionali dovrebbe fondare la proiezione dell’opera e delle scelte della Repubblica in una dimensione sovranazionale di tutela dei diritti e di difesa dei beni comuni dell’umanità
Un dialogo con Giovanni Maria Flick, a partire dal suo ultimo libro (Il Sole24ore Milano, 2024)
Con ordinanza del 24 settembre 2024 il Tribunale di Firenze ha sollevato questioni di legittimità costituzionale dell’articolo 1, primo comma, lettera b) della legge 9 agosto 2024, n. 114, con cui è stato abrogato il reato di abuso d’ufficio. Di tale norma abrogativa è stato, più in particolare, denunciato il contrasto sia con i vincoli derivanti dagli obblighi internazionali assunti dall’Italia con l’adesione, ratifica ed esecuzione della Convenzione delle Nazioni Unite contro la corruzione, adottata a Merida nell’anno 2003, sia con il principio di buon andamento e imparzialità della pubblica amministrazione.