Magistratura democratica

Articoli di Fabrizio Filice

giudice del Tribunale di Vercelli
Lo Stato democratico di diritto alla prova del contagio
La normativa a carattere emergenziale per il contenimento del contagio da Covid-19 ha aperto un inedito scenario di tensione costituzionale: merita focalizzarne le criticità più evidenti, sotto il duplice profilo dei principi e dei diritti di libertà del cittadino e delle garanzie costituzionali in materia penale
27/03/2020
Femminicidi di Bologna e Genova: perché quelle sentenze potrebbero sbagliare
Serve spostare il dibattito dal piano mediatico – incentrato sul quantum di pena e su una non condivisibile finalità “esemplare” della sanzione – a quello degli studi giuridici di genere, nel cui ambito tutti gli istituti di diritto sostanziale dovrebbero essere parametrati alla particolarità del bene giuridico protetto, che consiste nella libertà di autodeterminazione della donna
15/04/2019
Un'interessante decisione sulla legge Mancino. Nota a sentenza del Tribunale di Vercelli del 24 maggio 2017
Con la sentenza in oggetto, il Tribunale ha assolto due attivisti dall’area antagonista locale dall’imputazione del reato di cui all’articolo 3, comma 1, lett a), della l. n. 654/1975 (legge Mancino), contestata loro per avere appeso alla cancellata della Sinagoga di Vercelli un drappo con la scritta “#STOP BOMBING GAZA ISRAELE ASSASINI FREE PALESTINE”. La nota, ripercorrendo l’iter motivazionale della sentenza, illustra come sia stata decisiva la ricostruzione del contesto politico in cui si sono svolti i fatti. Nell'estate del 2014, infatti, era in corso una campagna militare delle Forze di difesa israeliane contro i guerriglieri palestinesi di Hamas, in cui sono rimasti uccisi più di duemila civili, fra cui centinaia di bambini. Determinante è stata anche la storia personale dei due imputati, che gli stessi rappresentanti delle forze dell’ordine locali, sentiti come testi istituzionali, hanno attestato essere imperniata, fin da quando erano studenti, a posizioni politiche nettamente contrarie all’antisemitismo o al revisionismo sulla Shoah, e anzi ispirate ai valori dell’antifascismo e dell’antirazzismo: posizioni che non si erano modificate nel tempo, in modo da rivelare come anche la scritta ingiuriosa oggetto di imputazione fosse attribuibile non già a un sentimento di ostilità nei confronti del popolo israeliano in quanto popolo ebraico, bensì contro la politica militare israeliana; il che, avendo riguardo all’oggettività giuridica della fattispecie, ha di fatto incrinato la sussistenza del suo elemento caratteristico, che è l’”odio razziale o etnico” quale motivo ispiratore della condotta.
13/12/2017
I prodromi e i volti della violenza di genere. Come riconoscerli, prevenirli, arginarli
Relazione tenuta all’Aula Magna del Tribunale di Torino per il convegno sul tema della violenza di genere organizzato il 25 novembre 2016, in occasione della «Giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne»
10/01/2017
Stupefacenti e ragionevolezza delle pene
Come noto, l'art. 73 DPR 309/90 diversifica oggi il trattamento sanzionatorio per droghe leggere e droghe pesanti solo per i fatti non lievi. Un simile assetto è ragionevole? E se è irragionevole, vi sono strumenti per investire della questione la Corte costituzionale? Una prima risposta in senso negativo è nella sentenza qui in commento
14/07/2015
Messa alla prova: un vademecum da Vercelli
Un documento e alcuni modelli redatti dall'autore per i colleghi del Tribunale. All'interno anche un breve spunto su possibili percorsi di mediazione penale
02/07/2014
Come interpretare la disciplina “di risulta” dell’art. 73 dpr 309/90 dopo la sentenza della Corte costituzionale n. 32 del 2014?
L'autore affronta gli effetti della dichiarazione di incostituzionalità, tra cui la "sopravvivenza" dell'art. 73, comma 5, DPR 309/90, e della sanzione sostitutiva del lavoro di pubblica utilità
09/03/2014