Magistratura democratica
Magistratura e società

Capitalismi e democrazie – Si possono conciliare crescita e uguaglianza?

di Filippo Cucuccio
Direttore generale dell’ Associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito, già dirigente Bnl

Recensione al volume a cura di Carlo Trigilia, edito da Il Mulino (2020).

Credo sinceramente che si debba essere grati a Carlo Trigilia, Ordinario di Sociologia Economica all’Università di Firenze, per aver curato con competenza e passione scientifica questo ponderoso volume collettaneo di oltre 560 pagine, che contiene gli esiti di una ricerca condotta nell’ambito dei PRIN - Programmi di Ricerca Scientifica di Rilevante Interesse Nazionale. Una ricerca, legata al Progetto denominato “Modelli di Capitalismo e tipi di democrazia” e alla quale hanno collaborato diversi, qualificati ricercatori, appartenenti a quattro distinte unità universitarie, di Firenze, Bologna, Torino e Macerata.

Il libro propone un percorso intellettuale di grande fascino e ricco di suggestioni, che si snoda in modo articolato, attraverso l’esame degli andamenti delle diciotto economie più avanzate del Vecchio Continente, oltre il Canada e gli Stati Uniti d’America, avvalendosi di un’analisi diacronica di trenta anni, che spazia dalla metà degli anni ’80 del secolo scorso al 2016. 

Passando, quindi, all’articolazione di questa opera, suddivisa in tre parti, si nota che, a un approccio illustrativo del tema della crescita e della disuguaglianza delle democrazie avanzate, fanno seguito nella prima parte numerosi ed interessanti contributi su altrettanti temi specifici, che contraddistinguono lo sviluppo socio-economico. Nella seconda parte, poi, ampio spazio è dedicato a un importante approfondimento storico comparatistico degli aspetti, già, illustrati nella prima, con un’accurata ricognizione sul campo, che si rivela particolarmente utile al lettore per calarsi con maggiore consapevolezza nell’ambito dell’attuale società. La terza parte, infine, accoglie una stimolante lettura in chiave socio - politica dei modelli di capitalismo, con un accurato esame degli assetti istituzionali e delle politiche adottate nei Paesi, inclusi nel perimetro della ricerca.

Per comprensibili ragioni di spazio, non essendo certamente possibile analizzare dettagliatamente ciascuno dei 14 contributi complessivamente presenti in questo libro (a loro volta preceduti da un’eccellente Introduzione del curatore Trigilia), ci si limita in questa sede a svolgere alcune considerazioni e riflessioni d’insieme. 

Innanzitutto, va messo in evidenza che la ricerca nasce da una constatazione tipica, suggerita dalle caratteristiche delle economie dei Paesi più avanzati; ove, dopo gli anni ’70 del secolo scorso, al crescere della globalizzazione non è corrisposta una crescita di tipo inclusivo, per di più, evidenziandosi una marcata accentuazione delle preesistenti disuguaglianze. Una constatazione, che schiude la porta all’individuazione dei 4 principali modelli di sviluppo capitalistico, che consentono anche al lettore meno esperto di meglio orientarsi nella descrizione degli aspetti riscontrati nello sviluppo di ciascuno dei 18 Paesi (e nella loro successiva sistematizzazione) e cioè: il capitalismo a crescita non inclusivo; quello a crescita inclusiva, con le due varianti di una crescita inclusiva egualitaria e l’altro di una crescita inclusiva dualistica; e, infine il capitalismo a bassa crescita non inclusivo.

In secondo luogo, è opportuno ricordare che ciascuno di questi modelli, di cui si dà conto nel contributo iniziale del volume, viene analizzato in quelli successivi, in modo da approfondire numerosi  e cruciali aspetti  specifici: dalla struttura produttiva all’occupazione; dalla governance delle imprese alle relazioni industriali; dalle politiche del lavoro ai modelli di welfare adottati; dalle politiche per l’istruzione e per l’innovazione agli assetti istituzionali complessivi e alle caratteristiche peculiari dei governi e dei partiti in essi presenti.

Benché estremamente sintetica, la descrizione del perimetro contenutistico di questo libro dovrebbe, comunque, favorire l’apprezzamento del percorso intellettuale offerto al lettore. Infatti, attraverso l’approfondimento storico comparatistico della seconda parte e l’arricchimento con ulteriori riflessioni legate all’incrocio con gli aspetti socio politici della terza, ci si trova a disporre di una notevole quantità  di considerazioni e riflessioni di elevato spessore qualitativo, che risultano utili per orientarsi consapevolmente nella geoeconomia e nella geopolitica del mondo contemporaneo.

Non si può, infine, trascurare di citare un secondo valido motivo, che giustifica l’attenzione per questo libro e per gli esiti della ricerca in esso contenuti. La sua pubblicazione è, infatti, avvenuta non molto tempo prima della presentazione e della successiva approvazione dei Piani Nazionali di Ripresa e Resilienza dei singoli Paesi dell’Unione Europea. E’ indubbio che questi Piani, se opportunamente orientati e coordinati, possono costituire una formidabile occasione, non solo di rilancio economico, ma, anche e soprattutto, di coesione sociale, in virtù di una minore divaricazione delle forbici di diseguaglianze, finora, riscontrate e ampiamente illustrate in questa opera. 

Sarebbe, probabilmente, questa la miglior risposta effettuale all’interrogativo contenuto nel sottotitolo del libro, che, quindi, si può anche proporre come valida bussola per navigare verso l’obiettivo di una “Casa Europa”, modello di un capitalismo, caratterizzato da minori divergenze nei tassi di crescita, minori diseguaglianze tra le diverse classi sociali all’interno di ciascuno degli Stati Membri e da un maggior grado di inclusione, nell’ottica di una società più aperta e accogliente.

17/07/2021
Altri articoli di Filippo Cucuccio
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
Firma digitale per referendum e leggi di iniziativa popolare. Una meditata rivoluzione o un improvvisato azzardo?

Con un "semplice" emendamento, approvato all’unanimità nonostante il parere contrario del Governo, il Parlamento ha rivoluzionato l’assetto del referendum abrogativo previsto dall’art. 75 della Costituzione e del referendum approvativo previsto dall’art. 138 della carta costituzionale ed ha profondamente trasformato il regime dell’iniziativa legislativa popolare disegnato dall’art. 71, comma 2, della Costituzione. Sono questi gli effetti delle norme che hanno introdotto – accanto alle sottoscrizioni tradizionali - la possibilità che il cittadino elettore usi la firma digitale per aderire ad una iniziativa referendaria o per presentare un progetto di legge di iniziativa popolare. Sono molti gli interrogativi aperti e le questioni sollevate da una innovazione “tecnica” che ha una evidente e indiscutibile rilevanza politica ed istituzionale.

15/09/2021
Magistratura e democrazia

La lectio magistralis tenuta in occasione del XXIII Congresso nazionale di Magistratura democratica Magistrati e polis. Questione democratica, questione morale (Firenze, 9-11 luglio 2021).

28/07/2021
Il diritto al servizio del capitale

Recensione a Katharina Pistor, Il codice del capitale. Come il diritto crea ricchezza e disuguaglianza, Luiss University Press, Roma, 2021

19/06/2021
Questione morale o questione democratica?

Che cosa si è alterato nelle dinamiche dell’associazionismo giudiziario, determinando la riduzione o lo svilimento della vita associativa e la contemporanea creazione di canali decisionali paralleli a quelli istituzionali? A volte si è trattato del dominio incontrastato - o poco efficacemente contrastato - di un leader; altre volte dello stabilizzarsi di un governo dei notabili, con il corredo di apparati soggetti e di ferree sfere di influenza territoriale; in altri casi, infine, della costituzione di oligarchie divenute via via meno responsabili rispetto alla loro base associativa ed elettorale. La “questione morale” rivela il suo carattere più profondo e strutturale di “questione democratica”, da affrontare con metodi e rimedi diversi dalla prima. 

26/01/2021
Magistrati e democrazia

In una fase nervosa della vita pubblica come quella che stiamo attraversando, nella quale si tenderebbe a far coincidere l’indipendenza del giudice con il suo mutismo o peggio ancora con la sua ipocrisia, si deve invece operare perché il contributo del giudice al dibattito sia limpido, comprensibile, consapevole della realtà che va a comporre, e, semmai, chiarificatore delle fasi e dei ruoli giudiziari in corso.

13/10/2020
Tocqueville, il carcere, la democrazia

La recensione al libro di Francesco Gallino Tocqueville, il carcere, la democrazia (Il Mulino, 2020)

03/10/2020
La democrazia del sorteggio

Prosegue il dibattito sulla democrazia, tra critiche alla rappresentanza e ricerca di alternative praticabili.  Riflessioni sul libro La democrazia del sorteggio di Urbinati e Vandelli. 

18/07/2020