La costituzione: baluardo della certezza dei diritti nell'era dell'AI
La svolta epocale, oggi in itinere, che sta coinvolgendo l'intera società civile e la certezza dei valori storicamente acquisiti con la Costituzione del secolo scorso, impone una riflessione a voce alta, non priva di una componente emotiva, sul presente e sul futuro riguardo l'ubi consistam dei diritti della persona e, segnatamente, dei lavoratori. Il presente scritto si propone la "messa a punto", in un tempo incalzante di crisi della democrazia liberale, dei tradizionali valori saldamente acquisiti dopo il secondo conflitto mondiale ed invalicabili, circa l'appartenenza alla sfera della democrazia costituzionale, primo e fondamentale caposaldo di tutti i poteri costituiti nel nostro ordinamento giuridico. Il tutto sarà declinato, però, come specifica e dichiarata opzione culturale, dall'osservatorio del diritto del lavoro e delle sue sempre più evidenti e radicali trasformazioni.
All’avvento dell’Intelligenza artificiale non si possono opporre chiusure aprioristiche: piuttosto, occorre prestare attenzione a che i giudici non vengano isolati dentro una sorta di nuovo positivismo giuridico digitale, venendo privati di una visione assiologica e teleologica. E’ anzi l’occasione per scorgere un nuovo orizzonte, che includa il diritto all’interazione umana, da intendersi quale principio guida anche per l’evolvere del diritto costituzionale.
Intervista a Giovanni Maria Flick, avvocato, professore, già magistrato e Presidente Emerito della Corte Costituzionale, resa al termine della relazione svolta al corso della Scuola Superiore della Magistratura su Il processo e l’intelligenza artificiale, tenutosi a Roma l’1.12.2025
Riflessioni a partire dal libro di Antonio Salvati (Castelvecchi, 2024)
Sabato 8 novembre 2025, ore 10:00, Fondazione Lelio e Lisli Basso con possibilità di partecipazione online