Magistratura democratica
Giurisprudenza e documenti

Rimessa alle Sezioni unite la questione sul luogo di deposito della richiesta di riesame delle misure cautelari reali

di Federico Piccichè
Avvocato del Foro di Monza e membro del Consiglio Direttivo della Scuola Forense di Monza
Nota a Cass. Pen., Sez. III, Ord. 14 marzo 2017 (dep. 28 aprile 2017), n. 20255, Pres. Cavallo, Rel. Andronio

Con l'ordinanza, che qui si segnala, la Corte di cassazione ha rimesso alle Sezioni unite la questione «se la richiesta di riesame delle misure cautelari reali, di cui all'art. 324 cod. proc. pen., debba essere presentata nella cancelleria del tribunale del capoluogo della provincia nella quale ha sede l'ufficio che ha emesso il provvedimento impugnato o possa anche essere presentata nella cancelleria del tribunale o del giudice di pace del luogo in cui si trovano le parti private o i loro difensori»[1].

Nel caso di specie era accaduto questo.

I due ricorrenti, rispettivamente nelle loro vesti di indagato e terzo interessato, avevano presentato nella cancelleria del gip del Tribunale di Lagonegro richiesta di riesame avverso il decreto di convalida e contestuale sequestro preventivo, avente ad oggetto un terreno, che il gip di quel tribunale aveva emesso in relazione al reato di cui all'art. 256, comma 3, d.lgs n. 152/2006.

Il gip del Tribunale di Lagonegro aveva trasmesso l'atto di impugnazione al Tribunale di Potenza competente sul riesame ex art. 324, comma 5, cpp.

Il Tribunale di Potenza dichiarava inammissibile la richiesta di riesame, atteso che era stata proposta a un tribunale incompetente «in quanto diverso da quello individuato ai sensi dei commi 1 e 5 dell'art. 324 cod. proc. pen.».

Avverso tale ordinanza, i ricorrenti proponevano ricorso per cassazione per violazione degli artt. 324 e 582 cpp, sostenendo che la richiesta di riesame poteva essere alternativamente depositata anche presso la cancelleria del tribunale in cui le parti o i loro difensori si trovavano.

La Corte suprema, investita del ricorso, poiché intorno alla questione di diritto, sollevata dai ricorrenti e sopra richiamata, si contrappongono in seno alla giurisprudenza di legittimità due diversi orientamenti, ha ritenuto opportuno rimettere il ricorso al primo Presidente per l'assegnazione alle Sezioni unite.

In particolare i due orientamenti, che hanno dato origine al contrasto, possono così sintetizzarsi.

In base al primo orientamento, dal momento che il comma 2 dell'art. 324 cpp rinvia all'art. 582 cpp nella sua interezza e, dunque, pure alla regola contenuta nel suo secondo comma, le parti private o i loro difensori possono presentare la richiesta di riesame delle misure cautelari reali anche nella cancelleria del tribunale o del giudice di pace del luogo in cui si trovano.

Seguendo questo orientamento, per le misure cautelari reali si adotterebbe un'interpretazione del tutto analoga a quella già consolidatasi per le misure cautelari personali e maggiormente conforme al principio del favor impugnationis.

In base al secondo orientamento, invece, più restrittivo, tenuto conto di quanto dispongono i commi 1 e 5 dell'art. 324 cpp, la richiesta di riesame delle misure cautelari reali deve essere presentata, anche per via telegrafica o postale, soltanto nella cancelleria del tribunale del capoluogo della provincia nella quale ha sede l'ufficio che ha emesso il provvedimento; conseguentemente è da ritenere inammissibile l'atto di impugnazione presentato nella cancelleria di altro tribunale.

A una diversa conclusione non è possibile pervenire neppure in virtù del richiamo che, come si è visto, l'art. 324 cpp opera all'art. 582 cpp, atteso che di quest'ultima disposizione sono richiamate esclusivamente le “forme” con le quali la richiesta di riesame va presentata e non già le modalità del suo deposito.

Tale interpretazione, poi, oltre a non confliggere con il principio del favor impugnationis, porterebbe con sé il salutare effetto di semplificare e accelerare il procedimento.

Non resta, adesso, che attendere la decisione delle Sezioni unite per il componimento del contrasto[2].

21/06/2017
Altri articoli di Federico Piccichè
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
Un palazzo nella "grande bellezza" di Roma, nato sotto una cattiva stella

Recensione a Pietro Curzio, Il Palazzo della Cassazione (Bari, 2021, Cacucci Editore).

10/07/2021
Il crocifisso di nuovo in Cassazione. Note da amicus curiae

L’esposizione del crocifisso nelle aule scolastiche viola il principio di laicità e, pur se votata a maggioranza dalla classe, è discriminatoria nei confronti degli studenti e dell’insegnante non consenzienti. La tutela del diritto di libertà di coscienza consente la rimozione del simbolo, ad opera eventualmente dello stesso insegnante per la durata della lezione.

16/06/2021
Custodia in carcere e prognosi sanzionatoria: la proporzionalità delle misure tra predizione e realtà

L’art. 275, comma 2 bis, c.p.p. – pur con eccezioni – esclude che possa applicarsi la custodia in carcere quando, al momento dell’emissione dell’ordinanza, il giudice ritenga che, all’esito del giudizio, la pena detentiva irrogata non sarà superiore a tre anni. Ma cosa succede quando la prognosi è smentita dalla successiva sentenza? Sul punto si registra un contrasto di giurisprudenza, esaminato in questo contributo.

10/05/2021
L’assistenza sociale degli stranieri e gli strani dubbi della Cassazione

La Corte di cassazione rinuncia alla disapplicazione della normativa interna contrastante con le disposizioni delle direttive munite di efficacia diretta verticale, e sceglie la strada dell’incidente di costituzionalità, così finendo per indebolire oggettivamente rilievo e portata precettiva del principio di parità di trattamento nell’accesso all’assistenza sociale assicurato dalle direttive ai cittadini di paesi terzi, e per alterare il rapporto tra diritto interno e diritto dell’Unione.

06/05/2021
Il ricorso per Cassazione in materia di protezione internazionale: alcune domande eretiche

Le controversie in materia di protezione internazionale si confrontano con il giudizio di legittimità in una condizione di complessiva sofferenza. La sinergia fra avvocatura e magistratura può essere utile a far “rispecchiare la legge nella legge” senza abolire “l’immagine dell’uomo”. Il contributo intende mettere a fuoco sia i più recenti sviluppi della giurisprudenza della Cassazione, sia la necessità che l’approccio della difesa all’impugnazione di legittimità sia consapevole dei limiti di ammissibilità con i quali si deve confrontare. 

25/01/2021
Limiti esterni e giurisdizione: il contrasto fra Sezioni Unite e Corte Costituzionale arriva alla Corte UE. Note a prima lettura di Cass. SS.UU. 18 settembre 2020, n. 19598

Le Sezioni unite della Cassazione hanno rimesso alla Corte UE la questione relativa ai limiti del sindacato della Suprema Corte sulle sentenze del Consiglio di Stato quando questo abbiano deciso in contrasto con il diritto UE. Nel commento, gli Autori si soffermano sulla valutazione di sussistenza dei presupposti per il corretto rinvio pregiudiziale alla Corte UE e sull’opportunità che la contrapposizione fra limiti "interni" ed "esterni" della giurisdizione venga superata per assicurare che i principi costituzionali del «giusto processo» dell’art. 111 Cost. trovino uniforme interpretazione e applicazione a garanzia dell’unità funzionale della stessa giurisdizione e del principio costituzionale di uguaglianza.

19/10/2020
Il giudizio di legittimità e la protezione internazionale. La parola alla difesa

Dopo la soppressione del grado di appello, il ruolo della Corte di Cassazione ha acquisito, nei procedimenti in materia di protezione internazionale, un’eccezionale rilevanza, non solo per le dimensioni del relativo contenzioso, ma anche per il contributo fornito dalla giurisprudenza di legittimità alla definizione della natura del giudizio di accertamento della protezione e dello stesso diritto di asilo

11/09/2020
Emergenza COVID-19 e giudizio penale di merito: un catalogo (incompleto) dei problemi
Si presenta qui una mappa (inevitabilmente incompleta) dei problemi che solleva per il giudice di merito penale la disciplina emergenziale, tanto sotto il profilo dei problemi interpretativi che si possono porre nella sua applicazione, quanto sotto il profilo di alcuni profili di frizione che con il dettato costituzionale possono forse presentarsi all’interprete
16/04/2020
Diritto sovranazionale e diritto interno: rimedi interpretativi
Una riflessione sull’attuale panorama dei rapporti interordinamentali alla luce della doppia pregiudizialità per come la stessa si è dipanata nel corso dell’ultimo anno
27/12/2019