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Recensione a "L’Autorità Nazionale Anticorruzione e la vita di relazione internazionale. L’esperienza innovativa di ANAC dal 2014 al 2020"

di Filippo Cucuccio
Direttore generale dell’ Associazione nazionale per lo studio dei problemi del credito, già dirigente Bnl

La recensione al volume di Raffaele Cantone e Nicoletta Parisi, uscito nel 2021 per i tipi di ESI-Edizioni Scientifiche Italiane

L’istituzione in Italia di un’Authority, incaricata di prevenire e contrastare il fenomeno della corruzione nelle sue diverse declinazioni, fu accolta con grande interesse e attenzione, anche per la caratura professionale dei personaggi posti al vertice di questo organismo. Un’esperienza sicuramente innovativa nel nostro panorama istituzionale e giuridico, di cui questo interessante e stimolante libro, scritto a 4 mani da Raffaele Cantone, già Presidente dell’Autorità Nazionale Anticorruzione - ANAC e attualmente Procuratore Capo di Perugia e da Nicoletta Parisi, già Consigliera dell’ANAC e attualmente docente di Diritto Internazionale all’Università del Sacro Cuore di Milano, fornisce una ricostruzione storica autentica. 

Un motivo, dunque, legittimo per accostarsi alla lettura del volume, al quale si aggiunge una seconda ragione, non banale, già evocata nel suo titolo legata al tipo di attività descritta e valutata, quella svolta su un piano internazionale. Un profilo, sicuramente, originale di questa Authority, di cui, almeno finora, era stato sottolineato, prevalentemente l’aspetto “domestico”.

L’impianto del libro prevede una parte iniziale in due capitoli, nei quali viene dato spazio, prima, all’ inquadramento organico e sistematico dell’ANAC nel panorama ordinamentale nazionale per meglio comprenderne e valutarne la crucialità del ruolo e l’ampiezza del perimetro di attività svolte; per passare, poi, alla base giuridica della competenza internazionale dell’ANAC. E qui il lettore potrà trovare un’accurata illustrazione delle fonti internazionali e interne, nonché  delle opportunità di attribuzioni di compiti dalle stesse ricavabili, tappa indispensabile per entrare nella trattazione del tema centrale. 

Detto che, sempre in questo ambito i due AA. vagliano la rispondenza dell’ANAC al modello internazionale della prevenzione della corruzione, verificandola non solo sul piano della coerenza teorico - giuridica, ma, anche e soprattutto, su quello scandito dall’ esperienza fattuale, l’itinerario proposto prevede l’esame delle collaborazioni internazionali svolte dall’ANAC, sia su base bilaterale che multilaterale. 

Si passano, così, in rassegna i preziosi contributi forniti da questa Istituzione in diverse prestigiose sedi internazionali. Un lungo elenco, di cui, in questa sede per brevità, si ricordano: i lavori dell’ottava Conferenza degli Stati parte della Convenzione di Merida, il supporto alle presidenze italiane nei consessi internazionali del G20 e del G7; la partecipazione ai gruppi di lavoro dedicati dell’OCSE, al Network of Corruption Prevention Authorities e, infine, la collaborazione prestata alle Istituzioni dell’Unione Europea.

Altre pagine particolarmente interessanti sono, inoltre, riservate al ruolo e alle attività svolte da ANAC nell’ambito della società civile internazionale, nonché alle diverse forme di ricadute interne all’Authority e al Paese, derivanti dalle molteplici forme di attività di natura internazionale, in precedenza esaminate.

Nel capitolo conclusivo Cantone e Parisi traggono le somme di questo percorso ricognitivo, ponendo l’accento, sia sul ruolo proattivo esercitato di questa Authority nella lotta alla corruzione sul piano interno e su quello internazionale, sia sulle sue potenzialità ulteriori da concretizzare nel futuro prossimo. Una rendicontazione, alla quale si accompagna un’importante avvertenza circa la definizione dei ruoli spettanti ai diversi protagonisti del contrasto alla corruzione. Infatti, nella delicata materia dell’adeguamento agli scenari, è compito del potere politico adottare le necessarie scelte decisionali, mentre all’ANAC spetta solo quello, non meno significativo, di organismo dedicato ad accompagnarle e sostenerle efficacemente con la propria attività. 

In definitiva, merita un plauso l’impegno dei due AA., sia per aver offerto una testimonianza storica autentica e dettagliata del primo quinquennio di attività dell’ANAC, in una prospettiva originale e con risultati che conferiscono prestigio anche all’intera nazione; sia, anche, per aver  indicato un orientamento operativo da perseguire con determinazione nel futuro per contribuire ad accrescere il peso carismatico del nostro Paese nei consessi internazionale.

13/11/2021
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