Magistratura democratica
Osservatorio internazionale

Lettere dalla Turchia

di Vito Monetti
già procuratore generale della Repubblica presso la Corte di appello di Genova<br>presidente di Medel dal 2011 al 2014
Pubblichiamo la traduzione in italiano delle Lettere dalla Turchia edite in e-book da Medel in occasione del conferimento del premio Václav Havel per i diritti umani 2017 a Murat Arslan

In questa breve presentazione dell’iniziativa di tradurre in italiano le Letters from the Turkish Judiciary 2016-2017, pubblicate da Medel-Magistrats Européens pour la Démocratie et les Libertés nell’ottobre 2017 [1], cercherò di non ripetere quanto – in modo chiaro e con autorevolezza – ha scritto il Bureau nella sua introduzione all’e-book che raccoglie i messaggi arrivati dalla Turchia dopo il tentativo di coup d’État del luglio 2016, inviati da magistrati in procinto di essere arrestati o appena rimessi in libertà provvisoria, oppure spediti da loro congiunti. Sono testimonianze drammatiche e dignitosissime invocazioni di aiuto e di solidarietà.

Parto da quest’ultima parola: solidarietà. È il sentimento che ha voluto esprimere l’incontro organizzato a Genova nei primi di giugno 2018 dall’Associazione nazionale magistrati e dal Consiglio dell’Ordine degli avvocati, ospitando un dibattito sulla brutale repressione messa in atto dal regime turco e sul dramma che tanti nostri amici continuano a vivere.

Per l’occasione erano state stampate alcune copie delle Letters, nella versione originale in lingua inglese. Da quell’incontro è nata l’idea di consentirne una più ampia divulgazione con la traduzione in italiano, accolta con entusiasmo in Medel e dai colleghi che si sono detti disponibili a ripetere questo lavoro in altre lingue.

Con la pubblicazione dell’e-book contenente le Letters, Medel ha voluto lasciare traccia degli avvenimenti tragici del luglio 2016 che hanno colpito direttamente anche Yarsav, l’associazione di giudici e pubblici ministeri turchi aderente a Medel.

Durante il periodo della mia presidenza di Medel, erano avvenuti i primi contatti e poi la adesione a Medel di Yarsav. Avevamo seguito con attenzione la creazione della prima associazione di magistrati in Turchia e la loro adesione a Medel avvenne in tempi molto stretti. Ho un ricordo vivissimo dei rapporti molto positivi che Yarsav aveva con l’Avvocatura ed il mondo accademico, delle sale gremite e del clima di entusiasmo che caratterizzava gli incontri, un entusiasmo contagioso che, in un mio intervento ad un convegno ad Ankara con avvocati ed universitari, mi spingeva a dire che – in quella sala – parlavamo tutti un’unica “mother tongue”, basata sui principi dello stato di diritto.

Concludo questa breve introduzione con il ricordo di un episodio.

Quando, nel 2008, Yarsav era stata costituita e immediatamente sciolta dal Governo, i colleghi turchi presentarono un ricorso al Consiglio di Stato contro l’atto di scioglimento e mi suggerirono di scrivere una lettera a tutte le più alte cariche dello Stato. Lo feci, con la convinzione di scrivere sulla sabbia. E invece ricevetti una risposta dall’Ambasciatore di Turchia a Roma che mi indirizzò una lettera rispettosissima ed amicale. Scriveva «a nome del mio Presidente», forniva rassicurazioni sul rispetto che il suo Paese aveva verso i principi dello stato di diritto e ricordava le riforme già introdotte nel settore della giustizia. Il Primo ministro dell’epoca era Recep Tayyip Erdoğan.

Il Consiglio di Stato accolse il ricorso e Yarsav iniziò il suo non lunghissimo periodo di esistenza.

Se penso alla drammatica conclusione che tutto questo ha avuto, mi interrogo sul senso di tutto quel che accadde in quel breve contesto temporale e sul fatto che la Turchia era ed è un Paese troppo grande ed importante per essere tenuto sulla soglia dell’Ue così a lungo.

Torno all’oggi. Dalla data della lettera dell’Ambasciatore turco a Roma, da quell’epoca di riforme istituzionali, all’estate del 2016, erano passati poco meno di otto anni. Sembrano una eternità.

Il mio auspicio forte è che tutti si impegnino perché in Europa resti viva la memoria di quei fatti e di quella Turchia, il ricordo di quegli avvenimenti e l’attenzione verso tanti amici ancora privati della libertà personale e dei loro beni.

03/11/2018
Altri articoli di Vito Monetti
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
Caso Vos Thalassa: il fatto; la lingua e l’ideologia del giudice

Nel luglio 2018, alcuni migranti tengono condotte violente per impedire ai membri dell’equipaggio dell’imbarcazione che li ha soccorsi di consegnarli alla Guardia costiera libica. La Corte di appello di Palermo ha condannato gli imputati, ribaltando il giudizio assolutorio reso dal GUP presso il Tribunale di Trapani che aveva ravvisato la sussistenza della causa di giustificazione della legittima difesa. Il confronto tra le due sentenze è l’occasione per riflettere – oltre che sul merito delle due decisioni – sul tema della motivazione delle sentenze penali.

23/07/2020
Cittadini, stranieri e solidarietà alimentare al tempo del coronavirus
Le decisioni dei Tribunali di Roma, Brescia e Ferrara sulle condizioni di accesso ai buoni spesa alimentari indicano i criteri che dovrebbero orientare gli enti locali nella ripartizione delle risorse ricevute per far fronte alla situazione emergenziale. Nel rispetto del principio di non discriminazione e della tutela di diritti umani fondamentali, gli enti locali dovrebbero fissare condizioni di accesso basate esclusivamente sulla condizione di disagio economico e sul domicilio (e non residenza) nel territorio comunale
21/05/2020
Il Covid-19 e le disuguaglianze economiche
Sono molteplici gli aspetti del rapporto tra pandemia da Covid-19 e disuguaglianze economiche: dal ruolo che le disuguaglianze pre-esistenti possono avere nell'accrescere sia il rischio di restare vittima del virus sia la sua diffusione,  fino alle conseguenze che la pandemia potrà avere sulle disuguaglianze future
08/04/2020
Le restrizioni alla libertà di movimento ai tempi del Covid-19
Le decisioni dei Tribunali di Roma e Trieste sul trattenimento di tre richiedenti asilo presso i Cpr di Ponte Galeria e Gradisca d’Isonzo offrono l’occasione per riflettere criticamente sul significato che assumono le misure restrittive alla libertà di movimento nel contesto della pandemia da Covid-19
30/03/2020
Lo Stato di diritto in Bulgaria: una “Fata Morgana”?
La Costituzione repubblicana del 1991 ha introdotto un modello di ordinamento giudiziario che presenta carenze strutturali e di sistema: quelle più significative riguardano l’assetto post-totalitario e le funzioni riservate al Procuratore Generale, e il funzionamento del Consiglio Supremo di giustizia (SJC). Un modello che favorisce l’unione anziché la separazione dei poteri e concorre al grave processo di regressione democratica, segnato dal crescente livello di  aggressione all’indipendenza della magistratura e ai  singoli giudici, e dall’assenza di risposte istituzionali
13/03/2020
Il vecchio carcere ai tempi del nuovo colera
Il carcere attuale è sovraffollato e pericoloso. Per evitare che il coronavirus vi penetri, con rischi per tutti, occorre pensare a risposte celeri e concrete. Non è esercizio di buonismo, ma sano realismo
11/03/2020
La protezione umanitaria nel solco della Costituzione
Una cittadina nigeriana che ha subito violenze sessuali ed è stata indotta alla prostituzione in Libia chiede protezione umanitaria. Nella pronuncia annotata, la rappresentazione credibile di un vissuto così traumatico e lacerante si impone nel giudizio di vulnerabilità, rispetto alla valutazione comparativa del paese di rimpatrio ed alla consumazione della privazione della dignità e della libertà personale nel paese di transito, la Libia
05/03/2020