Dal “cammino liberatore” alla Repubblica dell’eguaglianza: Resistenza, cittadinanza e emancipazione femminile nell’esperienza costituente
Il contributo analizza il ruolo delle ventuno donne elette all’Assemblea costituente nel 1946, ricostruendone il percorso politico e civile dalla Resistenza alla partecipazione ai lavori costituenti e alla successiva attuazione dei principi costituzionali. L’analisi evidenzia il rapporto tra esperienza antifascista, conquista della cittadinanza politica e costruzione di una concezione sostanziale dell’eguaglianza, nella quale la piena emancipazione femminile viene considerata parte integrante del progetto democratico della Repubblica. Particolare attenzione è dedicata al contributo delle Costituenti alla formulazione degli artt. 3, 29, 30, 31, 37 e 51 Cost., nonché al dibattito sull’accesso delle donne alla magistratura e al rapporto tra lavoro, autonomia economica, famiglia e maternità. Il contributo mette, inoltre, in luce la distanza tra l’innovazione dei principi costituzionali e la loro successiva attuazione legislativa, evidenziando il carattere della Costituzione quale progetto aperto di trasformazione sociale. In questa prospettiva, il “cammino liberatore” evocato da Teresa Mattei diviene la chiave di lettura di un percorso che, dalla Resistenza alla Costituente e dalla Costituente alla Repubblica contemporanea, continua a interrogare l’effettività dell’eguaglianza e della libertà.
Il contributo analizza il ruolo delle ventuno donne elette all’Assemblea costituente nel 1946, ricostruendone il percorso politico e civile dalla Resistenza alla partecipazione ai lavori costituenti e alla successiva attuazione dei principi costituzionali. L’analisi evidenzia il rapporto tra esperienza antifascista, conquista della cittadinanza politica e costruzione di una concezione sostanziale dell’eguaglianza, nella quale la piena emancipazione femminile viene considerata parte integrante del progetto democratico della Repubblica. Particolare attenzione è dedicata al contributo delle Costituenti alla formulazione degli artt. 3, 29, 30, 31, 37 e 51 Cost., nonché al dibattito sull’accesso delle donne alla magistratura e al rapporto tra lavoro, autonomia economica, famiglia e maternità. Il contributo mette, inoltre, in luce la distanza tra l’innovazione dei principi costituzionali e la loro successiva attuazione legislativa, evidenziando il carattere della Costituzione quale progetto aperto di trasformazione sociale. In questa prospettiva, il “cammino liberatore” evocato da Teresa Mattei diviene la chiave di lettura di un percorso che, dalla Resistenza alla Costituente e dalla Costituente alla Repubblica contemporanea, continua a interrogare l’effettività dell’eguaglianza e della libertà.
Il contributo esamina il progressivo indebolimento dell’indipendenza interna della magistratura e il conseguente deterioramento del disegno costituzionale delineato dagli artt. 101 e 107 Cost. L’analisi individua nel carrierismo, nel correntismo, nella crescente gerarchizzazione degli uffici e nell’affermarsi di una cultura aziendalistica della giustizia i principali fattori di tale trasformazione. In particolare, la progressiva centralità delle logiche di carriera e della discrezionalità nelle valutazioni e nelle nomine rischia di alterare la distinzione costituzionale dei magistrati solo per funzioni, favorendo forme di subordinazione volontaria interna e di condizionamento dell’autonomia individuale.
Parallelamente, la concezione manageriale della giurisdizione, fondata su efficienza, produttività e misurazione della performance, tende a ridurre il giudizio a prestazione misurabile, sacrificando la complessità dell’attività interpretativa, le garanzie processuali e il carattere intrinsecamente umano della decisione giudiziaria.
In questa prospettiva, il contributo propone una rivalutazione dell’anzianità non quale automatismo burocratico, ma quale valorizzazione dell’esperienza maturata nell’esercizio della giurisdizione e, al contempo, quale possibile argine alla discrezionalità degenerativa, al carrierismo e al correntismo. La riscoperta del significato costituzionale di un “criterio di anzianità temperata” viene posto come obiettivo riformatore, che consenta di riaffermare una concezione della magistratura fondata sull’autonomia, sull’indipendenza e sulla responsabilità del giudicare, sia come obiettivo culturale volto al recupero del valore del concreto esercizio della giurisdizione rispetto alle logiche della mera performance organizzativa.
Questione giustizia pone alcuni interrogativi ad Avvocati e Magistrati, per ragionare collettivamente sull’esperienza e sull’esito della consultazione referendaria unitamente alle prospettive, anche di riforma, che coinvolgono il mondo della Giustizia e i suoi protagonisti. La tavola rotonda “virtuale” si è aperta lunedì con le interviste all’Avv. Franco Moretti e alla Presidente di Medel Mariarosaria Guglielmi ed è proseguita ieri con le interviste all’Avv. Cathy La Torre e al giudice Luca Milani. Si conclude oggi con le interviste all’Avv. Dario Lunardon e alla giudice Rachele Monfredi
Questione giustizia pone alcuni interrogativi ad Avvocati e Magistrati, per ragionare collettivamente sull’esperienza e sull’esito della consultazione referendaria unitamente alle prospettive, anche di riforma, che coinvolgono il mondo della Giustizia e i suoi protagonisti. La tavola rotonda “virtuale” si è aperta lunedì con le interviste all’Avv. Franco Moretti e alla Presidente di Medel Mariarosaria Guglielmi ed è proseguita ieri con le interviste all’Avv. Cathy La Torre e al giudice Luca Milani. Si conclude oggi con le interviste all’Avv. Dario Lunardon e alla giudice Rachele Monfredi.
Questione giustizia pone alcuni interrogativi ad Avvocati e Magistrati, per ragionare collettivamente sull’esperienza e sull’esito della consultazione referendaria unitamente alle prospettive, anche di riforma, che coinvolgono il mondo della Giustizia e i suoi protagonisti. La tavola rotonda “virtuale” si è aperta ieri con le interviste all’Avv. Franco Moretti e alla Presidente di Medel Mariarosaria Guglielmi. Il dibattito prosegue oggi con le interviste all’Avv. Cathy La Torre e al giudice Luca Milani, e domani con le interviste all’Avv. Dario Lunardon e alla giudice Rachele Monfredi
Questione giustizia pone alcuni interrogativi ad Avvocati e Magistrati, per ragionare collettivamente sull’esperienza e sull’esito della consultazione referendaria unitamente alle prospettive, anche di riforma, che coinvolgono il mondo della Giustizia e i suoi protagonisti. La tavola rotonda “virtuale” si è aperta ieri con le interviste all’Avv. Franco Moretti e alla Presidente di Medel Mariarosaria Guglielmi. Il dibattito prosegue oggi con le interviste all’Avv. Cathy La Torre e al giudice Luca Milani, e domani con le interviste all’Avv. Dario Lunardon e alla giudice Rachele Monfredi
Questione giustizia pone alcuni interrogativi ad Avvocati e Magistrati, per ragionare collettivamente sull’esperienza e sull’esito della consultazione referendaria unitamente alle prospettive, anche di riforma, che coinvolgono il mondo della Giustizia e i suoi protagonisti. La tavola rotonda “virtuale” si apre con due interviste: una all’Avv. Franco Moretti e l’altra alla Presidente di Medel Mariarosaria Guglielmi. Il dibattito proseguirà nei due giorni successivi con le interviste all’Avv. Cathy La Torre e al giudice Luca Milani, e a seguire all’Avv. Dario Lunardon e alla giudice Rachele Monfredi.
Questione giustizia pone alcuni interrogativi ad Avvocati e Magistrati, per ragionare collettivamente sull’esperienza e sull’esito della consultazione referendaria unitamente alle prospettive, anche di riforma, che coinvolgono il mondo della Giustizia e i suoi protagonisti. La tavola rotonda “virtuale” si apre con due interviste: una all’Avv. Franco Moretti e l’altra alla Presidente di Medel Mariarosaria Guglielmi. Il dibattito proseguirà nei due giorni successivi con le interviste all’Avv. Cathy La Torre e al giudice Luca Milani, e a seguire all’Avv. Dario Lunardon e alla giudice Rachele Monfredi.
Questione giustizia pubblica, per il suo rilevante interesse, l'appello dell'11 maggio 2026 a firma di 126 costituzionalisti sulla legge elettorale