Magistratura democratica
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Chi governa il giudice? Intelligenza artificiale, giurisdizione e organizzazione degli uffici

a cura di Redazione

21 ottobre 2026, ore 15.00-18.00 - Biblioteca Ambrosoli, Palazzo di Giustizia di Milano

L’intelligenza artificiale è entrata anche nel mondo della giustizia. Dalla ricerca giurisprudenziale alla redazione degli atti, dalla formazione degli operatori all’organizzazione degli uffici, le nuove tecnologie stanno modificando il modo in cui la giurisdizione viene esercitata.

Ma chi governa questa trasformazione? Quali sono i limiti nell’utilizzo dell’intelligenza artificiale da parte dei magistrati? Quali conseguenze può avere sui diritti fondamentali, sul giusto processo e sull’autonomia delle decisioni? E quale ruolo devono svolgere il Ministero della giustizia, il Consiglio superiore della magistratura e gli uffici giudiziari?

Partendo dal numero monografico di Questione giustizia dedicato a La giustizia alla sfida delle nuove tecnologie dell’informazione, il seminario riunirà magistrati, studiosi e rappresentanti dell’avvocatura per discutere le opportunità e i rischi dell’intelligenza artificiale nella giustizia, le responsabilità derivanti dal suo utilizzo, la formazione degli operatori del diritto e le sfide organizzative che attendono gli uffici giudiziari nei prossimi anni.

L'incontro si concluderà con una tavola rotonda dedicata al governo e all'organizzazione della giustizia nell'età dell'intelligenza artificiale e con un ampio dibattito aperto al pubblico.

L'evento sarà trasmesso in diretta da Radio Radicale.

30/09/2026
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Parallelamente, la concezione manageriale della giurisdizione, fondata su efficienza, produttività e misurazione della performance, tende a ridurre il giudizio a prestazione misurabile, sacrificando la complessità dell’attività interpretativa, le garanzie processuali e il carattere intrinsecamente umano della decisione giudiziaria.
In questa prospettiva, il contributo propone una rivalutazione dell’anzianità non quale automatismo burocratico, ma quale valorizzazione dell’esperienza maturata nell’esercizio della giurisdizione e, al contempo, quale possibile argine alla discrezionalità degenerativa, al carrierismo e al correntismo. La riscoperta del significato costituzionale di un “criterio di anzianità temperata” viene posto come obiettivo riformatore, che consenta di riaffermare una concezione della magistratura fondata sull’autonomia, sull’indipendenza e sulla responsabilità del giudicare, sia come obiettivo culturale volto al recupero del valore del concreto esercizio della giurisdizione rispetto alle logiche della mera performance organizzativa.

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