Il Syndicat de la magistrature esprime forte preoccupazione per i numerosi attacchi alle libertà fondamentali e al principio di separazione dei poteri, in risposta alla mobilitazione delle scuole superiori e ai disordini intervenuti nel corso delle manifestazioni del 17 ottobre 2026. Pur deplorando questi ultimi, riteniamo che essi non possano giustificare la messa in discussione dei principi fondamentali che regolano lo stato di diritto.
Da diversi giorni, il guardasigilli, membro del Governo, si esibisce in interventi pubblici, anche a margine di visite giudiziarie, chiedendo ai magistrati una risposta penale di "estrema fermezza", arrivando persino a congratularsi per le decisioni di incarcerazione di condannati anche incensurati. Questi commenti, inaccettabili a fronte di decisioni giudiziarie cotituiscono pressioni politiche sulla magistratura e ne minano l'indipendenza. Le reazioni sono tanto più problematiche in quanto i procedimenti sono ancora in corso e per alcuni di essi sono stati presentati ricorsi.
Inoltre, anche se sono soggetti all'autorità gerarchica del Ministro della Giustizia, i pubblici ministeri non possono essere assimilati a prefetti che eseguono le decisioni del ministro né essere qualificati come "bracci armati" del guardasigilli. Lo status di cui godono garantisce loro la totale libertà in udienza, la garanzia dell’indipendenza nei confronti dell'esecutivo e il corollario del rispetto della separazione dei poteri, con la conseguenza che il guardasigilli non può condizionare le loro richieste. Il Syndicat de la magistrature si rivolgerà pertanto, su questo punto, al Consiglio di Stato e manifesta la propria sorpresa per l'ordine impartito al pubblico ministero di eseguire immediatamente le condanne anche in assenza di un ordine del giudice e di predisporre circuiti specifici non previsti dalla legge.
Constatiamo, infine, un aumento esponenziale dei provvedimenti prefettizi che vietano le manifestazioni e impongono il coprifuoco. Questo strumento sicuritario ha fatto un ulteriore passo avanti ieri, quando il Presidente della Repubblica ha comunicato l’intenzione di vietare tutte le manifestazioni non indette da organizzazioni sindacali, le sole legittimate, a suo avviso, a promuoverle.
La libertà di manifestazione è garantita dal nostro ordinamento costituzionale ed è compito del potere esecutivo di uno Stato democratico garantire che essa venga esercitata. Proporre un generale divieto di manifestazione è un totale abuso, contrario in modo sproporzionato al nostro diritto e agli impegni internazionali. Il Syndicat si impegnerà anche qui per garantire il rispetto di questa libertà e rimarrà pienamente mobilitato per difendere le libertà fondamentali e per garantire il rispetto della separazione dei poteri.
23 ottobre