Tra Gardone e Via Fani
Sommario: 1. Ideologie della giurisdizione: da Bellagio a Gardone – 2. Tra gli anni ‘60 e il 1978: scongelamento della Costituzione e svolta di civiltà – 3. Via Fani e i 55 giorni: la nuova glaciazione – 4. Il giudice a una dimensione
Il 25 e il 26 ottobre 2026 i magistrati italiani sono chiamati ad eleggere i componenti togati del prossimo Consiglio superiore della magistratura. Si tratta di un appuntamento che, per più ragioni, è di straordinaria importanza.
Non solo perché il Consiglio superiore della magistratura è un organo previsto dalla Costituzione repubblicana, ma anche perché si tratta di una “elezione” che si celebra solo pochi mesi dopo il fallimento del progetto di revisione costituzionale che avrebbe profondamente inciso sulla fisionomia del CSM.
È un’occasione per ragionare su come ciascun gruppo associativo si proponga di impedire altre degenerazioni nell’esercizio del governo autonomo. È un’occasione per fare un esercizio di memoria e misurare le differenze. Ricordando, anzitutto, a cosa serve il Consiglio superiore della magistratura.
Cosa c’è di vero, e di falso, nella notizia secondo la quale i magistrati sarebbero prossimi a ricevere «fino a» 100.000 euro a testa
Pubblichiamo, per il suo rilevante interesse, il Rapporto tecnico sulla percezione della magistratura italiana, predisposto dalla Fondazione Olivetti Tecnologia e Ricerca per il periodo gennaio 2025-luglio 2026 (quadro strutturale 2014-2026)
Idee e proposte per il nuovo CSM : la parola a Daniele Cappuccio
21 ottobre 2026, ore 15.00-18.00 - Biblioteca Ambrosoli, Palazzo di Giustizia di Milano