Magistratura democratica
Editoriali

Per pensare il futuro

di Nello Rossi
direttore di Questione Giustizia

L'editoriale del direttore di Questione giustizia al numero doppio 1-2/2026 della rivista trimestrale

Non ci piacciono i toni enfatici. E spesso siamo dei veri e propri campioni di understatement

Ma deve essere chiaro che non è possibile sottovalutare o sminuire in alcun modo la portata della vicenda istituzionale del referendum costituzionale sull’assetto della magistratura, che si è conclusa con il clamoroso ribaltamento delle previsioni di quanti avevano pensato di vincere a mani basse la sfida referendaria e hanno coltivato a lungo questa convinzione, prima di vedere smentite le loro certezze e vanificati i loro progetti per il dopo-referendum. 

La posizione della Rivista sull’esito della campagna referendaria ha trovato una prima sintesi nel titolo di uno scritto pubblicato a qualche ora di distanza dai risultati: «Come è stata vinta una battaglia persa. Ma ora nessuna miope esultanza corporativa».

A questa impostazione, che vogliamo aperta e riflessiva, intendiamo restare fedeli. 

Non ignorando le ragioni dei dodici milioni di elettori che al referendum hanno votato SÌ (il 46,26% dei votanti) e i loro giustificati motivi di insoddisfazione verso il funzionamento della giustizia, ma ricordando e facendo valere il peso degli oltre quattordici milioni di cittadini (una percentuale del 53,74%) che, con il loro voto, hanno ribadito la validità del modello costituzionale di governo della magistratura, rigettando la feroce denigrazione e la delegittimazione dei magistrati che hanno costituito la cifra prevalente della campagna referendaria della destra. 

La ricerca di un equilibrio tra queste diverse sensibilità e istanze è, per la giustizia italiana, la questione del futuro. 

Riteniamo però che, per affrontare a ragion veduta un insieme di problemi che restano aspri e spinosi, occorre conservare memoria dei pensieri e delle riflessioni che hanno accompagnato il lungo confronto culturale e civile che si è sviluppato in occasione del referendum. 

Perciò ci è parso utile raccogliere in un numero doppio della Trimestrale, affidato alle cure di chi scrive, i saggi e gli articoli sui temi posti dal referendum apparsi sulla Rivista online, optando per un ordine rigorosamente cronologico e dividendo i contributi in quattro parti.

La prima dedicata a scritti precedenti all’approvazione della legge di riforma costituzionale. 

La seconda riservata ai contributi della fase di avvio della campagna referendaria.

La terza riguardante il momento centrale del confronto referendario. 

La quarta relativa alle riflessioni del dopo-referendum. 

A questi corposi capitoli fa poi seguito una Appendice di documenti, di interventi pubblici, di interviste, di articoli che hanno in vario modo toccato i nodi della legge di riforma costituzionale e del referendum. 

Il risultato è un numero della Trimestrale che vuole essere una testimonianza dell’impegno culturale eccezionale profuso da magistrati, accademici, intellettuali in una battaglia decisiva per il futuro della giurisdizione e per la salvaguardia dell’equilibrio tra i poteri. 

Un’opera collettiva che attesta come, per convincere i cittadini e superare il “giudizio di Dio” del referendum, non fossero sufficienti gli slogan e i messaggi suggestivi, ma fosse invece necessario mettere in campo tutta la ricchezza di idee e di pensieri di cui si era capaci. 

Affidando poi questi pensieri all’intelligenza e alla creatività di quanti hanno animato i moltissimi dibattiti che si sono svolti nel Paese, ora dinanzi a grandi platee, ora dinanzi a piccoli gruppi di cittadini. 

Non è azzardato sostenere che – nel derby tutto interno alla campagna referendaria – tra “comunicazione” generalista e “partecipazione” civica è stata quest’ultima a svolgere un ruolo decisivo per l’esito del referendum, nutrendo il dibattito pubblico di analisi puntuali e di argomentazioni razionali sugli snodi fondamentali della riforma.

Siamo convinti che, per pensare il futuro – come è ora necessario –, occorra conservare la memoria di quanto è stato detto e scritto nell’appassionato cimento del referendum. Ed è il compito che abbiamo pensato di assolvere con questo numero della Trimestrale di Questione giustizia. 

 

Nello Rossi

Maggio 2026

 

28/05/2026
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