Magistratura democratica
Magistratura e società

Non solo un anniversario

Oggi , 25 aprile,  è la festa della liberazione del Paese e l’anniversario della resistenza partigiana.

Grazie alla libertà allora riconquistata i cittadini italiani possono confrontarsi  liberamente, con spirito critico e nel rispetto delle diverse opinioni, sui temi drammatici della storia e del presente.

A nostro avviso il modo più significativo per celebrare questa festa è mantenere vive  l’attenzione e la solidarietà  verso quanti - persone e popoli - sono tuttora espropriati delle libertà di espressione, di critica, di informazione, da regimi dispotici, organizzazioni criminali  e prepotenti oligarchie economiche.

E’ con questo spirito che Questione Giustizia sceglie di pubblicare oggi il documento (in versione italiana, inglese e spagnola) di presentazione delle Sessioni del Tribunale permanente dei popoli dedicate alla ricostruzione degli omicidi dei giornalisti in Messico, Sri Lanka e Siria ed all’analisi delle restrizioni e degli attentati alla libertà di stampa in atto in molte parti del mondo. 

photo credits: Tribunale Permanente dei Popoli

 

La diretta streaming della sessione è disponibile su questo sito Web: https://ptmurderofjournalists.org/mexico/ a partire dalle ore 16.00 italiane. 

 

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In continuità con l’evento di lancio della sessione sui giornalisti tenuto a L’Aia il 2 novembre 2021, il Tribunale Permanente dei Popoli (TPP) terrà tre udienze tematiche su casi relativi ai governi del Messico, Sri Lanka e Siria, considerati rappresentativi dello scenario globale di violazione dei diritti umani fondamentali delineato nell’Opening session. La procedura è stata aperta in risposta a una richiesta proveniente dalle organizzazioni Free Press Unlimited, Committee to Protect Journalists e Reporters Without Borders. Le tre udienze tematiche si terranno, per il caso del Messico, il 26-27 aprile 2022 a Città del Messico, e per i casi dello Sri Lanka e della Siria, il 12-13 Maggio 2022 e il 16-17 Maggio 2022 a L’Aia. L’udienza finale è prevista per il 20 giugno 2022 a L’Aia.

La prima udienza tematica riguarderà l’omicidio del giornalista messicano Miguel Ángel López Velasco. L’atto di accusa presentato dalle organizzazioni richiedenti ritiene: “[…]lo Stato del Messico responsabile di gravi violazioni dei diritti umani internazionali del giornalista Miguel Ángel López Velasco, in particolare il diritto alla vita, il diritto alla libertà di espressione e il diritto a un ricorso effettivo.” Riporta che “gli omicidi del giornalista Miguel Ángel López Velasco, di sua moglie Agustina Solana e del loro figlio Misael il 20 giugno 2011 facevano parte di attacchi sistematici ai giornalisti in Messico. Nel periodo 2000-2020 in Messico sono stati segnalati tra i 46 ei 133 omicidi di giornalisti. Molti altri hanno subito altre forme di aggressioni fisiche e molestie, in alcuni casi commesse da pubblici ufficiali. Il Messico è classificato come uno dei paesi più pericolosi per i giornalisti. […] Il caso di Miguel Ángel López Velasco è anche emblematico della persistente impunità per gli omicidi di giornalisti in Messico, ampiamente ritenuta uno dei motori delle continue violenze contro i giornalisti. Sebbene il governo federale e i governi statali abbiano adottato diverse misure per migliorare le indagini e i procedimenti giudiziari riguardanti questi casi, il tasso di impunità per gli omicidi di giornalisti rimane vicino al 95%.”

La seconda udienza tematica si concentrerà sull’omicidio del giornalista dello Sri Lanka Lasantha Wickrematunge. L’atto di accusa ritiene: “[…] la Repubblica Democratica Socialista dello Sri Lanka responsabile di gravi violazioni dei diritti umani internazionali del giornalista Lasantha Wickrematunge, in particolare il diritto alla vita, il diritto alla libertà di espressione e il diritto a un ricorso effettivo.” L’accusa osserva che: “l’omicidio del giornalista Lasantha Wickrematunge l’8 gennaio 2009 faceva parte di attacchi sistematici ai giornalisti durante la guerra civile in Sri Lanka. In particolare negli ultimi mesi della guerra e nel periodo successivo, il governo, sotto la guida di Mahinda Rajapaksa come Presidente e Gotabaya Rajapaksa come Segretario alla Difesa, ha autorizzato attacchi ai giornalisti inclusi rapimenti, aggressioni, torture e uccisioni. Il regime di Rajapaksa ha pubblicamente arrestato, deportato e citato in giudizio diversi giornalisti e ha tentato di emanare leggi e regolamenti che limitassero la libera stampa. […] Il caso di Lasantha Wickrematunge è anche emblematico della famigerata cultura dell’impunità in Sri Lanka per le violazioni dei diritti umani. Gli organismi internazionali hanno riscontrato che nella maggior parte dei casi di guerra civile non sono stati compiuti progressi e che il sistema giudiziario è particolarmente inadeguato per i ricorsi contro potenti personaggi pubblici e attori del governo.”

La terza e ultima udienza tematica tratterà dell’omicidio del giornalista siriano Nabil Walid Al-Sharbaji. L’atto di accusa ritiene: “[…] la Repubblica Araba di Siria responsabile di gravi violazioni dei diritti umani internazionali del giornalista Nabil Walid Al-Sharbaji, in particolare il divieto di tortura, il diritto alla vita, il diritto alla libertà di espressione e il diritto a un ricorso effettivo”. L’accusa osserva che: “l’omicidio del giornalista Nabil Walid Al-Sharbaji, a causa delle condizioni della sua detenzione arbitraria e degli atti di tortura a cui è stato sottoposto, rientrava in attacchi sistematici ai giornalisti in Siria. Dall’inizio del conflitto nel 2011, almeno 23 giornalisti sono stati assassinati per rappresaglia per il loro lavoro, molti altri sono stati uccisi sotto il fuoco incrociato o hanno dovuto affrontare altre forme di attacchi fisici e intimidazioni. Il governo siriano è stato responsabile della maggior parte delle violazioni commesse contro i giornalisti tra il 2011 e il 2021, […] L’impunità per questi crimini contro i giornalisti è quasi totale. La Siria ha uno dei tassi di impunità più alti al mondo per gli omicidi di giornalisti e le vittime e i loro parenti non hanno accesso alla giustizia. Le misure eccezionali istituite dalla legge di emergenza consentono sia agli attori del governo di violare i diritti dei giornalisti, sia contribuiscono a creare un clima di impunità. Le indagini e i procedimenti giudiziari dei casi che coinvolgono l’omicidio di un giornalista sono ulteriormente complicate dalla mancanza di una magistratura indipendente, nonché da una legislazione di vasta portata sull’impunità e sull’amnistia.”

La giuria, convocata dal Presidente e dal Segretario Generale del TPP, è composta, in ordine alfabetico, da Eduardo Bertoni (Argentina),  Rappresentante dell’Ufficio Regionale per il Sudamerica dell’Istituto inter-americano dei Diritti Umani; Marina Forti (Italia), giornalista e scrittrice, Gill H. Boehringer (Australia), già decano e senior research fellow onorario della School of Law, Macquarie University a Sydney; Mariarosaria Guglielmi (Italia), magistrato, vicepresidente di Medel (Magistrats Européens pour la Démocratie et Libertés); Helen Jarvis (Australia-Cambogia), Vicepresidente del Tribunale Permanente dei Popoli; Nello Rossi (Italia), Vicepresidente del Tribunale Permanente dei Popoli; Kalpana Sharma (India), giornalista indipendente, Philippe Texier (Francia), Presidente del Tribunale Permanente dei Popoli; Marcela Turati Muñoz (Messico), giornalista freelance.

Info: ppt@permanentpeoplestribunal.org

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Il Tribunale Permanente dei Popoli (TPP) è un tribunale di opinione internazionale competente a pronunciarsi su ogni grave crimine commesso a danno di popoli e minoranze. Nasce a Bologna nel 1979 grazie all’intuizione del giurista e politico Lelio Basso e nel contesto della Dichiarazione Universale dei Diritti dei Popoli (1976). In diretta continuità con i Tribunali Russell sul Vietnam (1966-67) e sull’America Latina (1973-76) viene trasformato in un’istituzione permanente, capace di dare voce e visibilità a quei popoli costretti a misurarsi con l’assenza di diritto e l’impunità. Il Tribunale è composto da una rete di 70 esperti e personalità riconosciute a livello internazionale, di volta in volta convocate per la giuria di ciascuna sessione. Con 48 sessioni e sentenze il Tribunale ha dato visibilità a numerosi casi di gravi violazioni dei diritti umani, crimini contro l’umanità, crimini di guerra e genocidio. Di recente ha esteso i suoi ambiti di competenza anche ai crimini economici, ecologici e ai crimini di sistema. La sua sede è a Roma, presso la Fondazione Lelio e Lisli Basso, in via della Dogana Vecchia 5.

Link alla pagina del comunicato in italiano: http://permanentpeoplestribunal.org/sessione-sui-crimini-contro-i-giornalisti-calendario-delle-prossime-udienze/ 

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In continuity with the Opening session of the session on journalists held in The Hague on 2 November 2021, the Permanent Peoples’ Tribunal (PPT) will hold three thematic hearings on cases relating to the governments of Mexico, Sri Lanka and Syria, representative of the global scenario of violations of fundamental human rights outlined in the Opening session. The procedure was opened in response to a request from Free Press Unlimited, Committee to Protect Journalists and Reporters Without Borders. The three thematic hearings will take place, for the case of Mexico, on 26-27 April 2022 in Mexico City, and for the cases of Sri Lanka and Syria, on 12-13 May 2022 and on 16-17 May 2022 in The Hague. The final hearing is scheduled for June 20, 2022 in The Hague.

The first thematic hearing will concern the murder of Mexican journalist Miguel Ángel López Velasco. The indictment presented by the requesting organizations holds “the State of Mexico responsible for grave violations of the international human rights of journalist Miguel Ángel López Velasco, specifically the right to life, the right to freedom of expression and the right to an effective remedy.” It refers that “the murders of journalist Miguel Ángel López Velasco, his wife Agustina Solana and their son Misael on 20 June 2011, were part of systemic attacks on journalists in Mexico. In the period 2000-2020, between 46 and 133 murders of journalists were reported in Mexico. Many other journalists have been faced with other forms of physical attacks and harassment, in some cases committed by public officials. Mexico has consistently been ranked as one of the most dangerous countries for journalists. […]The case of Miguel Ángel López Velasco is also emblematic of the persistent impunity for murders of journalists in Mexico, widely believed to be one of the drivers of continuing violence against journalists. While the federal government and state governments have adopted several measures to improve the investigation and prosecution of these cases, the impunity rate for murders of journalists remains close to 95%.”

The second thematic hearing will focus on the murder of Sri Lankan journalist Lasantha Wickrematunge. The indictment holds “the Democratic Socialist Republic of Sri Lanka responsible for grave violations of the international human rights of journalist Lasantha Wickrematunge, specifically the right to life, the right to freedom of expression and the right to an effective remedy.” It states that“the murder of journalist Lasantha Wickrematunge on 8 January 2009 was part of systematic attacks of journalists during the civil war in Sri Lanka. Particularly in the last months of the war and the aftermath, the government, under the leadership of Mahinda Rajapaksa as President and Gotabaya Rajapaksa as Secretary of Defence, authorized attacks on journalists including abductions, assaults, torture and killings. More publicly, the Rajapaksa regime arrested, deported, and sued journalists and attempted to enact laws and regulations limiting the free press. […] The case of Lasantha Wickrematunge is also emblematic of the notorious culture of impunity in Sri Lanka for human rights violations. International bodies have found that no progress has been made in the majority of cases from the civil war, and that the justice system is particularly inadequate for remedies against powerful public figures and government actors”.

The third and final thematic hearing will focus on the murder of Syrian journalist Nabil Walid Al-Sharbaji. The indictment holds “the Syrian Arab Republic responsible for grave violations of the international human rights of journalist Nabil Walid Al-Sharbaji, specifically the right to freedom from torture, the right to life, the right to freedom of expression and the right to an effective remedy.” It affirms that “the murder of journalist Nabil Walid Al-Sharbaji, as a result of the conditions of his arbitrary detention and the acts of torture he was subjected to, was part of systematic attacks on journalists in Syria. Since the start of the conflict in 2011, at least 23 journalists have been murdered in reprisal for their work, with many others killed in crossfire or faced with other forms of physical attacks and intimidation. The Syrian government was responsible for the majority of the violations committed against journalists between 2011 and 2021, […] The impunity for these crimes against journalists is nearly complete. Syria has one of the highest impunity rates for murders of journalists in the world, and victims and their relatives lack access to justice. The exceptional measures instituted under emergency law both enable government actors to violate the rights of journalists, and contribute to a climate of impunity. Investigation and prosecution of cases involving the murder of a journalist are further complicated by the lack of an independent judiciary, as well as far-reaching impunity and amnesty legislation.”

The panel of judges, convened by the PPT President and the PPT General secretary, is integrated by, in alphabetical order: Eduardo Bertoni (Argentina), Representative of the Regional Office for South America of the InterAmerican Institute of Human Rights; Marina Forti (Italy), journalist and writer; Gill H. Boehringer, (Australia) former Dean and now Honorary Senior Research Fellow at the School of Law, Macquarie University, Sydney; Mariarosaria Guglielmi (Italy), Magistrate, Vice President of Medel (Magistrats Européens pour la Démocratie et Libertés); Helen Jarvis (Australia-Cambodia), Vice President of the Permanent Peoples’ Tribunal; Nello Rossi (Italy), Vice President of the Permanent Peoples’ Tribunal; Kalpana Sharma (India), independent journalist; Philippe Texier (France), President of the Permanent Peoples’ Tribunal and Marcela Turati Muñoz (Mexico), freelance journalist.

Should you have any further question, please contact ppt@permanentpeoplestribunal.org

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The Permanent Peoples’ Tribunal (PPT) is an international opinion tribunal that is competent to judge any type of crime committed causing injury to peoples and minorities. It was established in Bologna in 1979 thanks to the intuition of jurist and politician Lelio Basso, on the basis of the framework defined in the Universal Declaration of the Rights of People (1976). Established as a direct continuation of the Russel Tribunals on Vietnam (1966-67) and Latin America (1973-76), it was then transformed into a permanent institution, able to give a voice and visibility to those people facing a lack of their rights, and impunity. The Tribunal is built around a network of 70 internationally recognized experts and actors, who are then appointed for the PPT panel of judges for each session. Through its 48 sessions and judgments, the Tribunal has given visibility to several cases of serious human rights violations, crimes against humanity, war crimes, and genocide. It has recently expanded the scope of its competence to include economic, ecological, and systemic crimes.

The Permanent Peoples’ Tribunal is based in Rome, at the Fondazione Lelio e Lisli Basso, Via della Dogana Vecchia 5.

Link to the English version of the press release: http://permanentpeoplestribunal.org/session-on-the-murder-of-journalists-calendar-of-upcoming-hearings/?lang=en 

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En continuidad con el evento de lanzamiento de la sesión sobre periodistas celebrada en La Haya el 2 de noviembre de 2021, el Tribunal Permanente de los Pueblos (TPP) realizará tres audiencias temáticas sobre casos relacionados con los gobiernos de México, Sri Lanka y Siria, considerados representantes de el escenario global de violación de los derechos humanos fundamentales denunciado en la Sesión de Apertura. El procedimiento se abrió en respuesta a una solicitud de las organizaciones Free Press Unlimited, Committee to Protect Journalists y Reporters Without Borders. Las tres audiencias temáticas se realizarán, para el caso de México, los días 26 y 27 de abril de 2022 en la Ciudad de México, y para los casos de Sri Lanka y Siria, los días 12 y 13 de mayo de 2022 y el 16 y 17 de mayo de 2022 en La Haya. La audiencia final está programada para el 20 de junio de 2022 en La Haya.

La primera audiencia temática versará sobre el asesinato del periodista mexicano Miguel Ángel López Velasco. La acusación presentada por las organizaciones solicitantes encuentra: “[…] al Estado de México responsable por graves violaciones a los derechos humanos internacionales del periodista Miguel Ángel López Velasco, en particular el derecho a la vida, el derecho a la libertad de expresión y el derecho a un recurso efectivo”. Informa que “los asesinatos del periodista Miguel Ángel López Velasco, su esposa Agustina Solana y su hijo Misael el 20 de junio de 2011 fueron parte de ataques sistemáticos contra periodistas en México. En el periodo 2000-2020 se reportaron en México entre 46 y 133 asesinatos de periodistas. Muchos otros han sufrido otras formas de agresión física y acoso, en algunos casos por parte de funcionarios públicos. México está catalogado como uno de los países más peligrosos para los periodistas. […] El caso de Miguel Ángel López Velasco también es emblemático de la persistente impunidad de los asesinatos de periodistas en México, considerados ampliamente como uno de los motores de la continua violencia contra los periodistas. Si bien el gobierno federal y los gobiernos estatales han tomado varias medidas para mejorar las investigaciones y procesamientos de estos casos, la tasa de impunidad de los asesinatos de periodistas se mantiene cercana al 95 %”.

La segunda audiencia temática se centrará en el asesinato del periodista de Sri Lanka Lasantha Wickrematunge. La acusación declara: “[…] la República Socialista Democrática de Sri Lanka responsable de graves violaciones de los derechos humanos internacionales del periodista Lasantha Wickrematunge, en particular el derecho a la vida, el derecho a la libertad de expresión y el derecho a un remedio efectivo”. La acusación señala que: “El asesinato del periodista Lasantha Wickrematunge el 8 de enero de 2009 fue parte de los ataques sistemáticos contra periodistas durante la guerra civil en Sri Lanka. Particularmente en los últimos meses de la guerra y después, el gobierno, bajo el liderazgo de Mahinda Rajapaksa como presidente y Gotabaya Rajapaksa como secretario de Defensa, autorizó ataques contra periodistas, incluidos secuestros, agresiones, torturas y asesinatos. El régimen de Rajapaksa ha arrestado, deportado y demandado públicamente a varios periodistas y ha intentado promulgar leyes y reglamentos que restringen la libertad de prensa. […] El caso de Lasantha Wickrematunge también es emblemático de la infame cultura de impunidad de las violaciones de derechos humanos de Sri Lanka. Los organismos internacionales han descubierto que no se han logrado avances en la mayoría de los casos de guerra civil y que el sistema judicial es particularmente inadecuado para apelar contra poderosas figuras públicas y actores gubernamentales“.

La tercera y última audiencia temática tratará sobre el asesinato del periodista sirio Nabil Walid Al-Sharbaji. La acusación declara: “[…] la República Árabe Siria responsable de graves violaciones de los derechos humanos internacionales del periodista Nabil Walid Al-Sharbaji, en particular la prohibición de la tortura, el derecho a la vida, el derecho a la libertad de expresión y el derecho a un recurso efectivo”. La fiscalía señala que: “El asesinato del periodista Nabil Walid Al-Sharbaji, debido a las condiciones de su detención arbitraria y la tortura a la que fue sometido, fue parte de ataques sistemáticos contra periodistas en Siria. Desde que comenzó el conflicto en 2011, al menos 23 periodistas han sido asesinados en represalia por su trabajo, muchos más han muerto en fuego cruzado o han sufrido otras formas de agresiones físicas e intimidación. El gobierno sirio fue responsable de la mayoría de las violaciones cometidas contra periodistas entre 2011 y 2021, […] La impunidad de estos crímenes contra periodistas es casi total. Siria tiene una de las tasas de impunidad más altas del mundo por los asesinatos de periodistas y las víctimas y sus familiares no tienen acceso a la justicia. Las medidas excepcionales instituidas por la ley de emergencia permiten que ambos actores gubernamentales violen los derechos de los periodistas y ayudan a crear un clima de impunidad. La investigación y el enjuiciamiento de casos relacionados con el asesinato de un periodista se complican aún más por la falta de un poder judicial independiente, así como por una legislación de gran alcance sobre impunidad y amnistía.”

El jurado, convocado por el presidente del TPP y el secretario general del TPP, está integrado, en orden alfabético, por: Eduardo Bertoni (Argentina), Representante de la Oficina Regional para América del Sur del Instituto Interamericano de Derechos Humanos; Marina Forti (Italia), periodista y escritora; Gill H. Boehringer (Australia), ex decano y ahora investigador senior honorario en la Facultad de Derecho de la Universidad Macquarie, Sydney; Mariarosaria Guglielmi (Italia), magistrada, vicepresidenta de Medel (Magistrats Européens pour la Démocratie et Libertés); Helen Jarvis (Australia-Cambodia), vicepresidenta del Tribunal Permanente de los Pueblos; Nello Rossi (Italia), vicepresidente del Tribunal Permanente de los Pueblos; Kalpana Sharma (India), periodista independiente; Philippe Texier (Francia), presidente del Tribunal Permanente de los Pueblos y Marcela Turati Muñoz (México), periodista independiente.

Contacto: ppt@permanentpeoplestribunal.org

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El Tribunal Permanente de los Pueblos (TPP) es un tribunal de opinión internacional competente para pronunciarse sobre cualquier delito grave cometido en perjuicio de pueblos y minorías. Nació en Bolonia en 1979 gracias a la intuición del jurista y político Lelio Basso y en el contexto de la Declaración Universal de los Derechos de los Pueblos (1976). En continuidad directa con los Tribunales Russell sobre Vietnam (1966-67) y América Latina (1973-76), el TPP se transformó en una institución permanente, capaz de dar voz y visibilidad a aquellos pueblos obligados a enfrentar la impunidad.  El Tribunal está integrado por una red de 70 expertos y personalidades de reconocido prestigio internacional, convocados para formar el jurado de cada sesión. Con 48 sesiones y sentencias, el Tribunal ha dado visibilidad a numerosos casos de graves violaciones a los derechos humanos, crímenes de lesa humanidad, crímenes de guerra y genocidio. Recientemente ha ampliado sus áreas de especialización también a los delitos económicos, ecológicos y sistémicos. Tiene su sede en Roma, en la Fundación Lelio y Lisli Basso, en via della Dogana Vecchia 5.

Enlace a la versión española de la nota de prensa: http://permanentpeoplestribunal.org/sesion-sobre-los-asesinatos-de-periodistas-calendario-de-proximas-audiencias/?lang=es 

 

25/04/2022
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Il procedimento e la sentenza del Tribunale permanente dei popoli sugli omicidi dei giornalisti in Messico, Sri Lanka e Siria
a cura di Redazione

1. La sessione di apertura - 2. L’istruttoria del Tribunale - 3. I principi guida del giudizio del Tribunale (a cura di Nello Rossi) - 3.1. La libertà di stampa svolge un ruolo decisivo per la qualità della vita delle persone e, in molti casi, per la loro stessa sopravvivenza - 3.2. La libertà di stampa è indispensabile per l’esistenza di una democrazia effettiva - 3.3. La sicurezza e la libertà dei giornalisti sono una garanzia essenziale per tutti i cittadini e devono essere protette in ogni parte del mondo - 3.4. Messico, Sri Lanka, Siria: i tre casi estremi oggetto del giudizio del Tribunale - 4. Summary della sentenza (in lingua inglese)

04/10/2022
Estradizione e diritti umani. Riflessioni sulla sentenza della High Court inglese nel caso Assange

Sommario: 1. La capacità permeante dei diritti umani nella giurisprudenza inglese e la persistente rilevanza della giurisprudenza europea - 2. Il primo procedimento giudiziario inglese riguardante Julian Paul Assange - 3. La richiesta di estradizione di Julian Paul Assange da parte del governo statunitense all'autorità giudiziaria inglese: il procedimento davanti alla Magistrates' Court - 4. Il rinnovato clima culturale in tema di estradizione nella cultura giuridica di common law - 5. Il procedimento in grado di appello dell'autunno del 2021 davanti alla High Court - 6. Concise riflessioni finali.

03/08/2022
Il caso di Julian Assange. È giusto incriminare e per cosa? Quando informare il pubblico a tutela della democrazia si trasforma in attacco ostile

La decisione di estradare Julian Assange negli Stati Uniti, seguita al vaglio della Magistratura che non ha ravvisato alcuna condizione ostativa alla consegna, è il previsto epilogo di un caso complesso che affronta il tema dei limiti alla libertà di informazione nel suo aspetto più importante, l’esposizione degli abusi dei governi per consentire l’esercizio della critica e del dissenso. È anche l’occasione per verificare i limiti alla repressione penale, quando è motivata dall’interesse dello Stato alla sua difesa e integrità, per la cui tutela si impongono vincoli di segretezza alle informazioni. Per aver diffuso documenti riservati che hanno rivelato i crimini inconfessabili della democrazia, l’azione penale contro Assange, attraverso strumenti giuridici che richiamano anche letteralmente il diritto penale del nemico, è diretta a reprimere comportamenti che sono il pane quotidiano del giornalismo, con evidenti effetti di deterrenza per iniziative che oltrepassino i limiti di compatibilità fissati dai governi. La vicenda espone anche il volto brutale di un sistema penale che non esita a ricorrere a trattamenti inumani e degradanti, nel nome di quella stessa democrazia che garantisce sempre più selettivamente i diritti proclamati come universali. 

26/07/2022
Processo mediatico, libertà di critica e presunzione di innocenza

I video del caso Bossetti suscitano severe riflessioni sul processo mediatico e sulla libertà della stampa di sottoporre a critica l’operato degli inquirenti

01/12/2021
Sono la vedova di Jamal Khashoggi. Chiedo giustizia

Opening Session del Tribunale permanente dei popoli sugli omicidi di giornalisti  del 2 novembre 2021. Testimonianza di Hatice Cengiz sul caso dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi

16/11/2021
Sugli omicidi dei giornalisti
a cura di Redazione

Questione Giustizia pubblica, nelle versioni italiana ed inglese, la dichiarazione del Segretariato generale del Tribunale Permanente dei Popoli (TPP) resa in occasione della Sessione di apertura del procedimento sugli omicidi dei giornalisti che si è svolta a L’Aja il 2 novembre 2021 e l’atto di inizio della procedura. Oggi verrà inoltre separatamente pubblicata la testimonianza resa nel corso dell’opening session da Christophe Deloire, Segretario generale di Reporters Senza Frontiere, mentre domani la Rivista ospiterà la testimonianza di Hatice Cengiz sul caso dell’omicidio del giornalista Jamal Khashoggi.

15/11/2021
Gli omicidi e le violenze contro i giornalisti sono all’apice. E l’impunità è sistematica

Opening Session del Tribunale permanente dei popoli sugli omicidi di giornalisti del 2 novembre 2021. Testimonianza di Christophe Deloire, Segretario generale di Reporters Senza Frontiere. 

15/11/2021
Magistrati e giornalisti. Le querele, il "cahier de doléances", l’infedeltà necessaria

Si avvicina la scadenza del giugno 2021 fissata dalla Corte costituzionale per la sua pronuncia sul “carcere per i giornalisti” dopo la sollecitazione rivolta al Parlamento ad intervenire, entro un anno, sul tema della diffamazione a mezzo stampa. Dall’approssimarsi di questa data e dagli spunti offerti dalla cronaca traiamo l’occasione per affrontare due questioni estremamente attuali: le querele e le azioni civili dei magistrati per notizie ritenute false e diffamatorie e il cahier de doléances dei giornalisti per la vigente disciplina della diffamazione a mezzo stampa. 

12/05/2021