La riforma della Corte dei conti tra passato ed attualità: il pendolo della storia che oscilla verso l’autoreferenzialità del potere
La riforma della Corte dei conti (l. 7 gennaio 2026, n. 1) vede la luce nel momento di massimo scontro tra politica e magistratura. Le origini della riforma sono però lontane e si inseriscono in un ciclo pluridecennale, che ha visto i controlli sulla pubblica amministrazione allentarsi per poi irrigidirsi nuovamente. La crisi economica del 2008-2023 ha pesantemente inciso sulla capacità dell’Amministrazione di svolgere i suoi compiti e i controlli sono erroneamente additati come causa delle sue inefficienze.
Il progetto di riforma della Corte dei conti sembra in dirittura d’arrivo, con un’ampia delega al Governo per la riscrittura di organizzazione e funzioni: eliminate le sgrammaticature del testo iniziale, emerge il disegno di un controllore addomesticato, naturale bacino cui attingere per gli incarichi di alta amministrazione
Con la presente pubblicazione si prosegue l’anticipazione degli studi sulla riforma della giustizia tributaria nell’ambito di un complessivo focus sulla giustizia tributaria (a cura di Francesco Buffa e Gianfranco Gilardi) che verrà pubblicato prossimamente su Questione giustizia. Sono già usciti i contributi di Guerra, Di Vizio, Diotallevi, Gilardi, Buffa.
Controlli e pareri piegati alle necessità degli amministratori, in funzione di scudo alla responsabilità, che viene pericolosamente sovrapposta a quella penale. Con l’alibi del PNRR, si fa strada un progetto pericoloso per l’indipendenza della magistratura contabile e per la tutela delle risorse pubbliche.