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Favorevole alla separazione delle carriere dei magistrati, ma al referendum confermativo voterò NO

di Vincenzo Musacchio
professore di Strategie di Contrasto alla Criminalità Organizzata Associato al Rutgers Institute on Anti-Corruption Studies (RIACS) di Newark (USA)

La separazione delle carriere nel contesto in cui è stata concepita e realizzata non sarà la soluzione ai problemi della giustizia penale italiana. Un’efficace riforma del “sistema giustizia”, vicina ai cittadini, punta prima a rendere il processo penale efficiente e rapido, focalizzando gli interventi soprattutto sulla qualità della normazione e sulla riduzione dei tempi processuali. Questa soluzione sarebbe, senza dubbio, volta alla tutela dei cittadini onesti e meno abbienti e pienamente in linea con il dettato costituzionale che garantisce l’equità sociale e la tutela della dignità umana.

Ritengo, altresì, la separazione delle carriere un tema rilevante, ma dovrebbe essere proposta solo dopo aver realizzato un serio percorso di riforma dell'intero procedimento penale, semplificando le normative principali, promuovendo la digitalizzazione e l'uso di strumenti deflattivi, come il decreto penale di condanna e rafforzando la giustizia riparativa. È ben evidente che l'incremento della produttività degli uffici giudiziari dipenda in gran parte dal potenziamento degli organici, dal funzionamento efficace dei depositi telematici dei documenti e dall'introduzione di norme più snelle riguardo alla gestione delle prove in dibattimento. Garantire i diritti delle parti e consolidare le tutele del giusto processo significa rendere il sistema non solo equo, ma anche celere ed efficiente.

A questo scopo si dovrebbe introdurre l'obbligo generalizzato del fascicolo telematico nel processo penale di primo grado e completare integralmente la digitalizzazione. Sarebbe, inoltre, necessario ampliare l'utilizzo delle pene pecuniarie come sostituzione di quelle detentive per reati minori, assicurando così un trattamento più favorevole per questa tipologia di imputati. Andrebbe poi creato un quadro normativo preciso dedicato alla giustizia riparativa, affiancandola al processo penale tradizionale, con la nascita di centri specializzati su base locale.

Utilissima sarebbe, anche, l'introduzione di termini specifici di improcedibilità poiché contribuirebbero a snellire il procedimento penale sin dal suo inizio. Anche la perseguibilità a querela, per alcuni reati minori, potrebbe favorire risarcimenti più rapidi e soluzioni anticipate. Sarebbe essenziale, insieme a quanto esposto, intraprendere una profonda opera di depenalizzazione, intervenendo sul sistema sanzionatorio in modo mirato e riservando la pena detentiva ai reati più gravi, tra i quali in primis ai delitti di mafia, terrorismo, corruzione ed evasione fiscale.

Solo attraverso un'azione coordinata e strutturata di ampio respiro, dove sia inserita anche la separazione delle carriere, si otterranno obiettivi concreti in termini di qualità, efficacia ed efficienza del processo penale. Questo tipo di riforme, parziali e incoerenti, invece, hanno un impatto limitato e non rispondono alle reali necessità di un sistema giudiziario moderno e soprattutto efficiente. Mi preme rimarcare che stiamo andando sempre più verso una giustizia a due velocità: lenta e perentoria per i semplici cittadini, veloce e poco efficace per i potenti.

La complessità della materia poteva e doveva essere discussa, condivisa e migliorata: una riforma costituzionale di questa portata non può essere approvata senza nessun emendamento e senza un valido e costruttivo confronto con le minoranze. La separazione delle carriere, per di più, avulsa da un più generale processo di riforma, così come in precedenza delineato, nel migliore dei casi, sarà del tutto effimera. Una riforma parziale come questa non porterà alcun beneficio. Come ben affermava Aldo Moro: «Il rinvio è il momento significativo di ogni disegno riformatore».

Si facciano prima le riforme strutturali del sistema giustizia e solo dopo aver sanato i mali che realmente la affliggono, si attui anche la separazione delle carriere dei magistrati. In conclusione, nonostante resti favorevole a questa separazione, per i suddetti motivi, al referendum costituzionale voterò NO.

11/02/2026
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