Magistratura democratica
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Tutela della salute mentale e sistema penale: dalla possibile riforma del doppio binario alla necessaria diversificazione della risposta “esecutiva”

di Antonella Massaro
professore associato di diritto penale presso l'Università di Roma Tre

Il trattamento del paziente psichiatrico autore di reato resta perennemente in bilico tra pena e misura di sicurezza, tra l’emergenza psichiatrica nelle strutture carcerarie e l’inadeguatezza di quelle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS) che, caricate dell’onere di “superare definitivamente” gli ospedali psichiatrici giudiziari, sembrano ancora, dopo dieci anni dalla loro istituzione, impantanate a metà del guado, in attesa di una riforma organica che le traghetti sull’altra sponda.

Tutela della salute mentale e sistema penale: dalla possibile riforma del doppio binario alla necessaria diversificazione della risposta “esecutiva”

Il trattamento del paziente psichiatrico autore di reato resta perennemente in bilico tra pena e misura di sicurezza, tra l’emergenza psichiatrica nelle strutture carcerarie e l’inadeguatezza di quelle Residenze per l’esecuzione delle misure di sicurezza (REMS) che, caricate dell’onere di “superare definitivamente” gli ospedali psichiatrici giudiziari, sembrano ancora, dopo dieci anni dalla loro istituzione, impantanate a metà del guado, in attesa di una riforma organica che le traghetti sull’altra sponda.

13/05/2021
REMS, oltre le buone intenzioni, no al ritorno al passato e problema di legittimità costituzionale. Quindi quale futuro?

Negli ultimi mesi, dopo un lungo silenzio, si è ravvivato il dibattito sulle REMS, o meglio su la riforma della esecuzione della misura di sicurezza

04/02/2021
Liberare e liberarsi dalle REMS

Protocolli operativi. Misura di sicurezza provvisorie. Pazienti difficili. Deistituzionalizzazione.

09/09/2020
Questioni attuali dopo la chiusura degli Opg
La chiusura degli Opg e le modifiche della disciplina della misura di sicurezza detentiva – necessarie, non rinviabili ulteriormente, ma del tutto irrelate coi codici e l’Ordinamento penitenziario – hanno posto e porranno ai giuristi, agli operatori penitenziari, alle forze di polizia ed agli operatori socio-sanitari non poche questioni interpretative, organizzative, di relazioni istituzionali leali e sane tra “mondi vitali” alimentati da “saperi”, statuti deontologici e professionali diversi. Qui il punto di vista di magistrati di sorveglianza che hanno sperimentato sul campo le questioni e hanno elaborato prassi, metodi, risposte.
16/03/2017