Magistratura democratica
Prassi e orientamenti

L’avviso alle “persone offese” predisposto dal Procuratore di Tivoli

Pubblichiamo l'avviso alle “persone offese” che Francesco Menditto ha elaborato con la collaborazione della professoressa Piemontese, esperta di comunicazione pubblica e istituzionale, autrice di vari documenti sul tema, tra cui il Codice di stile delle comunicazioni scritte ad uso delle amministrazioni pubbliche

Appare apprezzabile l’obiettivo di rendere effettivo e non formale l’adempimento del disposto dell’art. 90 bis c.p.p.. Infatti, l’avviso contiene numerose informazioni che, necessariamente, hanno imposto una particolare lunghezza del documento. Secondo le direttive del procuratore, l’avviso deve necessariamente essere utilizzato nel caso di denuncia o querela per i reati di minaccia e violenza ai danni delle donne e minori, anche in contesti legati a relazioni familiari o affettive.

09/02/2017
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
La comunicazione politica e le basi giuridiche, tra non conoscenza e disinformazione. Il caso Crans-Montana

L’abbassamento di livello della comunicazione politica deve avere dei limiti? In particolare il problema si può porre per questioni che implicano la necessaria conoscenza (e condivisione) di nozioni giuridiche di base. 
Le dichiarazioni social della presidente del Consiglio sugli oneri per le cure alle vittime di Crans-Montana non hanno considerato il quadro giuridico di riferimento, complesso ma certamente spiegabile: questioni da affrontare con un’accorta e misurata comunicazione istituzionale sono sparite del tutto in un linguaggio aggressivo, con cui crea un “nemico” a cui vengono riferiti i termini “ignobile, disumano, ripugnante” (salvo poi proporsi come “risolutrice”). 
La rappresentazione della vicenda è frutto di strategia comunicativa o di pura e semplice mancata conoscenza della materia affrontata?
Nel primo caso: è tollerabile che chi riveste una delicata funzione pubblica diffonda deliberatamente informazioni improprie nei presupposti o nelle modalità espressive? Nel secondo: è tollerabile che chi riveste una delicata funzione pubblica ignori – o non acquisisca - i dati fondamentali da porre a base della comunicazione istituzionale? 
In ogni caso sembra che non interessi informare i cittadini sui presupposti giuridici di vicende di rilevanza pubblica e renderli loro comprensibili, come sarebbe sicuramente possibile.

11/05/2026
Brevi note sulla comunicazione pubblica nella campagna referendaria 2026

Gli elementi prevalenti nei contenuti della campagna elettorale: tra “vicende eclatanti” e “posta in gioco”. La comunità dei giuristi di fronte agli effetti dell’investimento in sfiducia

10/03/2026
Dalle garanzie della giurisdizione al dominio della “comunicazione di polizia”: un percorso segnato?

L’ordinanza cautelare emessa dal giudice per le indagini preliminari di Milano nel “caso Equalize” è espressione elevata di garantismo processuale penale e, insieme, offre un punto di osservazione sulla situazione attuale (e del prossimo futuro) della comunicazione degli eventi di rilevanza penale.

Proprio nel momento in cui si esprime una giurisprudenza che eleva il provvedimento giurisdizionale a fonte di conoscenza dei fatti razionale, garantista, corretta, continente, interviene il divieto legislativo di conoscere quella fonte, con il decreto legislativo n. 198 del 2024.
Nell’articolo vengono quindi esaminati gli elementi principali del ragionamento giuridico del giudice senza poter citare le motivazioni del provvedimento, nelle quali sono sviluppati.
Il fenomeno del prevalere della comunicazione di polizia (per stile e contenuti), che si è verificato in forma specifica nei giorni successivi all’esecuzione dell’ordinanza Equalize, è già ampiamente presente nella comunicazione pubblica e istituzionale, ed è destinato a divenire un vero e proprio dominio a seguito della recente modifica normativa.

09/01/2025
“Declinazioni speciali” del contradditorio a protezione del dichiarante vulnerabile. Le misure di compensazione ai rischi di unfair trial, anche alla luce della nuova disciplina delle videoregistrazioni post Riforma Cartabia

La vulnerabilità è, da tempo, all’origine di trattamenti diversificati, a favore dei soggetti fragili.  Il procedimento penale non fa eccezione. Esiste un’altalena costante tra il rafforzamento dei diritti dell’imputato e quelli della persona offesa. Quando quest’ultima presenta caratteristiche personali (fisiche o psicologiche), tali da renderla particolarmente esposta alla “forza della giurisdizione”, il nostro sistema mette in atto misure processuali di protezione che, a prima vista, sembrano indebolire le garanzie del giusto processo a tutela dell’accusato. Questa indagine è volta ad approfondire la tematica delle dichiarazioni della vittima, alla luce dello statuto della prova dichiarativa del soggetto vulnerabile, rispetto ai rischi di eccessiva contrazione del contraddittorio; laddove anche la recente riforma Cartabia può giocare un suo ruolo.

02/10/2024
Il femminismo punitivo secondo Tamar Pitch

Recensione a Il malinteso della vittima, Edizioni Gruppo Abele, Torino, 2022.

04/03/2023