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Il procedimento semplificato di cognizione (o meglio il “nuovo” processo di cognizione di primo grado) *

di Beatrice Gambineri
professoressa ordinaria di diritto processuale civile nell'Università di Firenze

La disciplina del processo di cognizione di primo grado è stata profondamente innovata dalla recente riforma, con l’intento di semplificare, razionalizzare e velocizzare l’attività processuale. Il nuovo rito ordinario appare tuttavia di difficile gestione, con la conseguenza che l’efficienza e la speditezza del sistema sono affidati al nuovo “rito semplificato”, soggetto a regole che si pongono in gran parte in linea di stretta continuità con quelle dell’ormai abrogato processo a cognizione piena.
Appare dunque fondamentale convincere gli avvocati a instaurare il processo nelle forme del rito semplificato, a tal fine potendo concorrere un’interpretazione non restrittiva dell’art. 281-duodecies, quarto comma, cpc per il deposito delle memorie scritte contenenti l’attività di controreplica e le richieste istruttorie.

[*]

Il presente contributo costituisce anticipazione del n. 1/2023 di Questione Giustizia trimestrale, di prossima pubblicazione

31/05/2023
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