Magistratura democratica
Magistratura e società

Il colpevole–The guilty, un film di Gustav Möller

di Paola Perrone
già presidente di Sezione della Corte d'appello di Torino
L'opera prima del regista danese è un thriller coinvolgente, drammatico e ricco di scelte estreme che però non stancano mai lo spettatore
<i>Il colpevole–The guilty</i>, un film di Gustav Möller

La scelta espressiva di questo film danese è estrema: tutta la vicenda si svolge in un unico locale, il protagonista è un unico attore, il piano delle sequenze è sempre quello di riprendere il viso del protagonista da distanza ravvicinata. Si tratta di decisioni artistiche che trasmettono allo spettatore un senso di claustrofobia che sembra tipico delle pellicole di matrice nordeuropea.

Altri film infatti sono stati girati in un unico interno (fra tutti si ricordano Nodo alla gola di Alfred Hitchcock e Carnage di Roman Polanski) ma nessuno aveva sommato anche l’unicità dell’interprete.

Si potrebbe pensare che queste valutazioni estreme stanchino lo spettatore, ma non è così: la storia è narrata in un crescendo emotivo talmente forte che sedendosi davanti allo schermo si viene totalmente rapiti.

Ma veniamo alla trama dell’opera prima del trentenne Gustav Möller, vincitore di tre premi al 36° Torino Film Festival e del Premio del pubblico al Sundance Film Festival 2018.

Il protagonista è un poliziotto addetto a ricevere telefonate con richieste di soccorso da parte dei cittadini.

Il suo lavoro dovrebbe limitarsi a inviare burocraticamente sul posto segnalato una pattuglia e poco più.

Ma il nostro agente, di cui intuiamo subito di aver iniziato a svolgere solo da poco tempo quella mansione, non ci sta.

Riceve una richiesta di aiuto da una donna che dice di essere stata sequestrata da suo marito che la sta portando verso un luogo di prigionia e decide di voler risolvere il dramma.

Questa presa di posizione lo porterà a parlare anche con la piccola figlia della coppia rimasta a casa e a ricostruire la storia di quella famiglia, in cui domina la figura di un padre-marito violento.

Ma la realtà è ben più complessa di quella che appare e il protagonista dovrà fare i conti con i consigli sbagliati che ha dato alla donna e a sua figlia.

Il merito maggiore di questo film è proprio questo: avvertire lo spettatore che non tutto ciò che sembra è vero e che la realtà affidata a degli stereotipi è fallace.

Alla fine, la scoperta del colpevole sarà un evento inaspettato.

Lo stile espressivo dell’opera è – nella sua essenzialità – coinvolgente e drammatico.

Noi stessi ci sentiamo trasportati dall’impegno che il poliziotto dimostra, al di là del suo stesso dovere e dall’ansia di salvare la vita della donna, risultato che alla fine raggiungerà ma in modo ben diverso, distogliendo la donna da un proposito suicidario.

Intorno al nucleo narrativo si interseca quello personale del poliziotto.

Egli è sotto giudizio per aver ucciso una persona per asserita legittima difesa. Scoprire di aver sbagliato nell’interpretare la storia della donna e di suo marito lo porta a rivisitare la propria condizione, con una resa incondizionata alla verità dei fatti e con piena assunzione di responsabilità per quanto avvenuto.

Il film si chiude con una algida inquadratura della biancastra luce dell’alba. In quel chiarore il poliziotto si immerge per partecipare all’udienza che lo vede imputato.

Un film da non perdere. Difficile da dimenticare.

11/05/2019
Altri articoli di Paola Perrone
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
Il traditore, un film per (ri)guardare un pezzo della nostra storia repubblicana
Il film di Marco Bellocchio, presentato all'ultimo Festival di Cannes, visto con lo sguardo di un magistrato
31/05/2019
Il colpevole–The guilty, un film di Gustav Möller
L'opera prima del regista danese è un thriller coinvolgente, drammatico e ricco di scelte estreme che però non stancano mai lo spettatore
11/05/2019
Cafarnao-Caos e miracoli, un film di Nadine Labaki
Zain, il piccolo protagonista dell'opera premio della Giuria a Cannes 2018, viene elevato a “manifesto” dei mali del mondo, offrendo ai nostri occhi la mostruosità di un’infanzia già troppo violata, cercando di coinvolgere un’umanità che rimane sempre troppo distante, inerme e colpevole
04/05/2019
Il verdetto-The children act, un film di Richard Eyre
La recensione all'opera tratta da La ballata di Adam Henry, un romanzo di Ian McEwan
10/11/2018
Opera senza autore, un film di Florian Henckel von Donnersmarck
Come ne Le vite degli altri, anche in quest'opera l’autore riesce a dipingere, attraverso la storia di singole persone, la Storia di un’intera nazione dilaniata e stravolta dalle leggi dittatoriali passate da quelle naziste a quelle filosovietiche
27/10/2018
Lo sguardo che manca alla giustizia
Il film «Sulla mia pelle», che racconta la vicenda di Stefano Cucchi, sollecita molte riflessioni tra cui quella sull’impersonalità (brutale) delle istituzioni, compresa la giustizia, e sulle sue ricadute negative nel rapporto di fiducia con i cittadini. Un problema antico ma ricorrente e cruciale nella vita delle istituzioni, di cui i magistrati devono farsi carico con i loro comportamenti. Secondo Piero Calamandrei, bisogna che «anche nel processo circoli questo senso di fiducia, di solidarietà e di umanità, che è in tutti i campi lo spirito animatore della democrazia»
18/09/2018
Dogman, una scellerata storia di periferia
Matteo Garrone, ispirato dalla vicenda romana del Canaro, torna con la sua macchina da presa sul litorale campano per tratteggiare un universo di violenza e degrado in cui Bene e Male finiscono per mescolarsi, perdendo i propri confini
02/06/2018
La casa sul mare, un film di Robert Guédiguian
Il regista francese ci regala una storia di straordinaria bellezza, raccontata con delicatezza e asciuttezza. Un'opera in cui la trama si dipana perché ciascun personaggio possa riappropriarsi della sua storia e della vita. Mentre il treno sullo sfondo continuamente va e poi ritorna. Perché la vita non può fermarsi
26/05/2018
La giornata particolare di una giuria popolare
Una nuova recensione per La convocazione di Enrico Maisto, un film in cui l'autore passa con naturalezza dalla narrazione del registro intimo e quotidiano dei convocati a comporre la giuria a quello solenne del giuramento finale in un crescendo emotivo e intenso.
03/02/2018