Magistratura democratica
giurisprudenza di merito

Tribunale per i minorenni
e famiglia di ‘Ndrangheta:
quale il perimetro di azione?

Fino a dove si spingono i poteri di intervento del Tribunale per i Minorenni - e, più in generale, delle istituzioni pubbliche - a tutela dei minorenni che crescono e vengono educati in contesti familiari intrisi dei (dis)valori propri delle organizzazioni mafiose? Come conciliare il diritto alla genitorialità con la salvaguardia dell’interesse del minore?
Tribunale per i minorenni<br>e famiglia di ‘Ndrangheta:<br>quale il perimetro di azione?

Intorno a questi interrogativi si agitano i decreti, emessi nel 2012 dal Tribunale per i Minorenni di Reggio Calabria e qui allegati, con cui sono state disposte ex art. 333 c.c., anche sul richiamo della normativa sovranazionale di riferimento, drastiche misure di allontanamento dall’ambiente familiare, permeato, si legge in uno dei provvedimenti, «da dinamiche malavitose e, comunque, da valori improntati ad una sub-cultura, con un travisato senso dell’ ‘onore’ e del ‘rispetto’”, ovvero da “valori tribali"».





 
04/02/2013
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A dieci anni dal processo Aemilia

L’articolo è la versione integrale dell’intervento predisposto per il Convegno di Reggio Emilia dell’aprile scorso per il decennale dell’inizio del processo Aemilia, uno dei più grandi processi alla ’ndrangheta al Nord che ne ha accertato il radicamento sull’asse da Bologna a Piacenza ed epicentro a Reggio Emilia. Ricorda alcuni momenti cruciali del processo, tenuto in una regione già modello di virtù civiche che non hanno impedito a una mafia imprenditrice di adattarsi e integrarsi nel contesto del buon governo della regione. Indica le acquisizioni principali di un processo dal quale emergono non solo la capacità della ’ndrangheta di mimetizzarsi in un territorio non tradizionale ma soprattutto la sua attitudine a costruire alleanze, offrendo risposte a una domanda di servizi illeciti in favore di una certa imprenditoria e a una comunità affascinata dal dinamismo dell’impresa mafiosa. Ne resta confermata l’intuizione degli studiosi che leggono la penetrazione della ‘ndrangheta in Emilia Romagna in termini di conflitto di civiltà e insistono sulla necessità di contrastare la penetrazione delle mafie anche sul piano culturale e simbolico.

08/05/2026
Il punto sulle mafie. Analisi sbagliate e necessità di correggerle. Rocco Sciarrone, Prima lezione di sociologia delle mafie (Laterza)

Vecchi e nuovi errori di analisi. Eppure la storia, per chi vuole, sa essere “magistra vitae”. E i giuristi dovrebbero avere imparato che, se non si guarda oltre i confini del diritto, le competenze specialistiche rischiano di rimanere armi spuntate anche  sul piano delle tradizionali forme di contrasto alle mafie. Le quali, invece, si adattano al nuovo e si aggiornano, e così si rafforzano. 

15/11/2025