Magistratura democratica
giurisprudenza di merito

Revoca o sostituzione della misura cautelare e coinvolgimento della persona offesa. Ambito di applicazione del novellato art. 299 cpp

di Giovanni Zaccaro
Giudice Tribunale per i minorenni di Bari
La dialettica fra GIP e PM di Bari evidenzia la difficoltà di definire con certezza l'ambito di applicazione dell'obbligo di notificare alla persona offesa le richieste di revoca o modifica nel caso di procedimenti per violenza alla persona
Revoca o sostituzione della misura cautelare e coinvolgimento della persona offesa. Ambito di applicazione del novellato art. 299 cpp

Fra le novità introdotte dalla legge 119/13 vi è la modifica dell'art. 229  cpp che impone l'obbligo, a pena di inammissibilità, di notificare alla persona offesa le richieste di revoca o modifica della misura cautelare imposta nel corso di procedimenti per "delitti commessi con violenza alla persona".

La ratio normativa è evidentemente fondata sulla necessità di coinvolgere la persona offesa nel procedimento cautelare, garantendole la possibilità di produrre memorie e, comunque, di essere a conoscenza di eventuali provvedimenti di revoca della misura imposta (che pure le devono essere comunicati).

La (oramai consueta) sciatteria legislativa, tuttavia, lascia aperti seri dubbi interpretativi sulla portata della norma.

Se il contesto legislativo (la legge contro la c.d. violenza di genere) in cui la norma è maturata suggerisce che l'obbligo riguardi solo i reati consumati nell'ambito familiare o di rapporti  affettivi (attuali o  meno) fra reo e vittima, il dato letterale non consente tali limitazioni.

Alla tesi restrittiva ha aderito il GIP presso il Tribunale di Bari, accogliendo la richiesta di sostituzione della misura cautelare custodiale imposta ad un indagato di estorsione aggravata, minaccia e lesioni, nonostante la mancata notifica dell'istanza alla persona offesa. Secondo  il giudice, la norma riguarderebbe solo le ipotesi di maltrattamento in famiglia e di "violenza di genere".

Il PM presso quell'ufficio, aderendo invece all'interpetazione letterale, ha proposto appello evidenziando  l'inammissibilità dell'istanza in quanto  non preceduta dalla notifica alla persona offesa. Secondo l'appellante, la norma si applicherebbe ai procedimenti per tutti i reati per i quali la violenza è elemento costitutivo od anche circostanza aggravante.

Sul tema, si richiamano i precedenti contributi di Donatella Donati, Emma Rizzato e Francesco Menditto e si annuncia che la legge contro la violenza di genere sarà trattata su Questione Giustizia su carta con interventi di Tommaso Picazio e Barbara Spinelli.

 

 

 

22/01/2014
Altri articoli di Giovanni Zaccaro
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
Costituzione. partiti e cultura politica

Considerazioni a partire da Libertà inutile, di Gianfranco Pasquino

12/03/2022
La giornata internazionale per l’eliminazione della violenza contro le donne come monito alla magistratura

Il senso della giornata dedicata all’eliminazione della violenza contro le donne non può che essere, per l’ordine giudiziario, quello di interrogarsi profondamente sulle ragioni per le quali ancora oggi, a più di dieci anni dall’inizio dello slancio legislativo specificatamente dedicato al tema, inaugurato con il decreto legge 23 febbraio 2009 e proseguito sino alla legge 19 luglio 2019 (il cosiddetto “Codice rosso”), la prassi giudiziaria non sia riuscita a farsi sistema complessivo né a migliorare, nemmeno in minima parte percentuale, il tasso di protezione delle vittime di violenza. Resistenze culturali alle tematiche di genere, carenze organizzative e di risorse, assenza di un piano formativo adeguato, sono le questioni che devono essere poste al centro di un dibattito franco ed esente da preclusioni corporative.  

25/11/2021
La crescente procedimentalizzazione dell’atto parlamentare di indirizzo politico

La legge delega di riforma del processo penale assegna al legislatore delegato il compito di prevedere che gli uffici del pubblico ministero individuino – nell’ambito di criteri generali indicati dal Parlamento con legge – priorità trasparenti e predeterminate di selezione delle notizie di reato. A fronte di tale previsione lo scritto del Consigliere Buonomo esplora - con ricchezza di riferimenti alla disciplina del diritto parlamentare ed alla prassi - una tematica che si colloca a monte delle discussioni e dei confronti che scaturiranno dalla nuova normativa ma che è imprescindibile per coglierne la valenza e le implicazioni: le caratteristiche dell’atto parlamentare di indirizzo politico e la sua crescente procedimentalizzazione.

07/10/2021
La vittima ed il suo Giudice

La “storica” decisione della CEDU di condanna dello Stato italiano per violazione dell’art. 8 della Carta afferma il diritto della donna che denuncia una violenza sessuale al rispetto della sua vita privata, anche da parte dei Giudici che ne esaminano la credibilità, che non può essere affermata o negata in base alle sue abitudini sessuali, ed alle sue libere scelte di comportamento, in applicazione di canoni di moralità che rispecchiano stereotipi superati sul ruolo delle donne. Lo Stato è tenuto alla tutela della libertà della persona, e della sua dignità, tanto più nell’occasione dell’esercizio dell’attività giurisdizionale: un principio che Questione giustizia vuole rilanciare nel giorno della ricorrenza della istituzione della Repubblica italiana.

02/06/2021
Recensione a "Codice rosso. Il contrasto alla violenza di genere: dalle fonti sovranazionali agli strumenti applicativi"

La recensione al volume di Paola Di Nicola Travaglini e Francesco Menditto, edito da Giuffré-Francis Lefebvre (2020)

20/02/2021
“Per gelosia d’amore”, di Licia Badesi

La violenza sulle donne in atti di processi tra il 1862 e il 1928 (con un’intervista all’Autrice)

 

09/01/2021