Dichiarazione di MEDEL sulla riforma costituzionale della magistratura in Italia
MEDEL [«Magistrats européens pour la démocratie et les libertés» – ndr] esprime forte preoccupazione per la riforma della magistratura approvata ad ottobre dal Parlamento italiano su proposta del Governo in carica.
Nota come riforma per la “separazione delle carriere”, la legge in realtà demolisce nei suoi punti chiave l’assetto costituzionale che sino ad oggi ha garantito l’indipendenza dell’intero sistema giudiziario e del suo organo di autogoverno, senza sostituirlo con eguali presidi necessari per la tenuta dello Stato di diritto.
Viene eliminato il principio della “unità” della magistratura attraverso il quale la Costituzione ha posto il pubblico ministero al riparo della sfera di controllo dell’esecutivo, aprendo così la porta al controllo dall’esterno dell’Ufficio di procura e alla perdita della sua indipendenza.
Inoltre, il Consiglio superiore verrà svilito, perdendo rappresentatività e legittimazione così come funzioni chiave e prerogative essenziali per la sua funzione di garante della indipendenza di giudici e pubblici ministeri.
Nei due Consigli divisi, i componenti togati non saranno più eletti dai loro pari, come raccomandano gli standard europei, ma saranno sorteggiati, mentre per i componenti non magistrati il sorteggio avverrà fra nomi selezionati preventivamente dal Parlamento.
La competenza relativa al disciplinare verrà trasferita a un unico organo esterno ai Consigli (Alta Corte), concepito come giudice “speciale” ed esclusivo con competenza sia in primo grado che per le impugnazioni delle decisioni, senza garanzie di una revisione indipendente. Anche per quest’organo, provvisto di una competenza così cruciale, strettamente correlata all’indipendenza giudiziaria, la composizione è affidata primariamente al “caso” con il sorteggio fra i giudici e pubblici ministeri con almeno 20 anni di servizio, che hanno svolto o svolgono funzioni di legittimità, mentre per i membri laici il sorteggio avverrà a partire da una lista formata dal Parlamento, salvo i tre membri nominati dal Presidente della Repubblica.
Si lascia alla legge ordinaria lo spazio per scelte (ad esempio, le modalità concrete del sorteggio) che andranno direttamente a incidere sulla capacità degli organi neo-costituiti di svolgere effettivamente le loro funzioni di tutela, e nel rispetto dell’indipendenza del sistema giudiziario.
Nel sottolineare le ricadute che questa riforma avrà sull’indipendenza dei giudici, non meno che su quella dei pubblici ministeri, MEDEL vuole ricordare che:
- il processo di regressione dello Stato di diritto in Paesi membri dell’Unione europea (come la Polonia) ha portato a riforme di istituzioni-chiave per l’indipendenza dei sistemi giudiziari, quali sono i Consigli di giustizia e l’Ufficio del pubblico ministero;
- la responsabilità disciplinare dei magistrati è diventata negli ultimi anni un tema di grande preoccupazione e diverse sentenze delle Corti europee hanno riscontrato che misure disciplinari sono state usate per mettere a tacere o rimuovere i giudici;
- come sottolineato dalla recente Dichiarazione di Riga della Rete europea dei Consigli di giustizia (ENCJ)[1], proprio in un contesto, come quello attuale, di sviluppi negativi per lo Stato di diritto e di sfide per la separazione dei poteri, i Consigli di giustizia devono svolgere un ruolo di difesa fondamentale, in supporto ai sistemi giudiziari e ai giudici sotto attacco e per sostenere la resilienza di una giustizia indipendente.
Di fronte all’attacco globale in atto contro la democrazia, lo Stato di diritto e l’indipendenza della magistratura, le autorità nazionali dovrebbero garantire il sistema di controlli e contrappesi, anziché indebolirlo.
MEDEL sostiene pienamente l’Associazione nazionale magistrati e tutti i magistrati italiani che, in un contesto difficile che nega anche il loro diritto e dovere di prendere la parola in difesa dell’indipendenza della magistratura, portano avanti il loro impegno per lo Stato di diritto e i valori sanciti dalla Carta costituzionale.
* Pubblicato in doppia versione (italiana e originale inglese) su QG online il 2 dicembre 2025 (www.questionegiustizia.it/articolo/dichiarazione-di-medel-sulla-riforma-costituzionale-della-magistratura-in-italia).
1. ENCJ, “Confronting Threats to the Rule of Law”, XXI Assemblea generale, 4-6 giugno 2025 (www.encj.eu/node/835).