Magistratura democratica
Giurisprudenza e documenti

La Relazione della Commissione sui crimini internazionali

a cura di Redazione

Questione Giustizia pubblica il testo di un documento di grande interesse: la Relazione della Commissione sui crimini internazionali istituita dalla Signora Ministra della Giustizia con decreto del 22 marzo 2022[1].

Ancora riservato, sebbene già presentato alla Ministra, il testo dell’articolato normativo predisposto, all’esito dei suoi lavori, dalla Commissione presieduta dai professori Francesco Palazzo e Fausto Pocar.

La pubblicazione della Relazione apre un confronto destinato ad avere ampio spazio sulle pagine della Rivista.


 
[1] Composizione e compiti della Commissione 

Presidenti 

- Prof. Francesco PALAZZO Professore emerito di Diritto penale presso l'Università di Firenze
- Prof. Fausto POCAR Professore emerito di Diritto internazionale presso l'Università di Milano

Componenti:

- Dott. Rosario AITALA  Giudice della Corte penale internazionale
- Dott. Maurizio BLOCK Procuratore generale militare presso la Corte suprema di cassazione
- Prof.ssa Valeria DEL TUFO  Ordinaria di Diritto penale - Università degli Studi Suor Orsola Benincasa
- Prof.ssa Emanuela FRONZA  Associata di Diritto penale - Università di Bologna
- Dott. Nicola LETTIERI Sostituto Procuratore generale presso la Corte suprema di cassazione
- Gen. Div. Salvatore LUONGO  Capo dell'Ufficio Legislativo del Ministero della Difesa
- Prof. Stefano MANACORDA  Ordinario di Diritto penale - Università degli studi della Campania
- Prof.ssa Chantal MELONI Associata di Diritto penale - Università degli Studi di Milano
- Dott. Antonio MURA Procuratore generale presso Ia Corte d'Appello di Roma
- Dott. Antonio PASTORE Magistrato addetto al Servizio Affari Internazionali  - Gabinetto della Ministra della giustizia
-  Prof. Marco PEDRAZZI Ordinario di Diritto internazionale -  Università  degli Studi di Milano
- Avv. Ezechia Paolo REALE Segretario generale The Siracusa International Institute
-  Dott. Cuno Jakob TARFUSSER  Sostituto procuratore generale presso la Corte d'appello di Milano
-  Prof. Antonio VALLINI  Ordinario di Diritto penale - Università di Pisa
- Min. Plen. Pasquale VELOTTI Vice Capo del Servizio per gli affari giuridici, del contenzioso diplomatico e dei trattati - Ministero Affari Esteri e Cooperazione internazionale
- Prof. Salvatore ZAPPALA' Ordinario di Diritto internazionale - Università  di Catania

Il decreto istitutivo prevede la partecipazione ai lavori del Capo e del Vice capo di Gabinetto, del Capo e del Vice capo dell’Ufficio Legislativo, del Capo dipartimento per gli affari di giustizia e del direttore generale degli affari internazionali e della cooperazione giudiziaria e del consigliere diplomatico della ministra

Compiti della Commissione: esame delle iniziative già proposte per la compiuta attuazione dello Statuto di Roma; stesura di un Codice dei crimini internazionali per assicurare il compiuto adattamento dello Statuto di Roma.
 

 

25/06/2022
Altri articoli di Redazione
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
Il progetto per un codice di crimini internazionali alla lente dei principi di complementarità e ne bis in idem dello Statuto della CPI

La relazione finale della Commissione istituita per l’adozione di un codice di crimini internazionali fa leva sul principio di complementarità dello Statuto di Roma per sostenere la necessaria introduzione di specifici international crimes in un apposito codice - o quantomeno nel tessuto codicistico penale già esistente. In caso contrario, infatti, determinandosi un caso di unwillingness/inability, la CPI potrebbe esercitare la propria giurisdizione complementare. Ma è veramente così? In realtà, il c.p. ed il c.p.m.g. già puniscono tali condotte, sia pur qualificandole quali ordinary crimes (comuni e militari). E tanto basta per l’esercizio della giurisdizione primaria italiana. 
L’adozione di un codice di crimini internazionali, potrebbe allora piuttosto costituire l’occasione per una rivisitazione organica della materia, che, tuttavia, dovrebbe necessariamente rispettare i principi costituzionali esistenti.

02/03/2023