Magistratura democratica
cinema e letteratura

E’ bella Pristina la sera

di Francesco Florit
Giudice del Tribunale di Udine
Una crime story balcanica di Gianfranco Gallo
E’ bella Pristina la sera

Il nuovo romanzo di Gianfranco Gallo, sostituto della principale Procura del Nord Italia ed ex procuratore internazionale in Kosovo, è un avvincente crime novel ambientato nella capitale della nuova Repubblica balcanica.

Numerosi sono oramai i casi di magistrati e avvocati che, giunti alla soglia della mezza età, sentono il desiderio o la necessità di trasferire in un romanzo la propria esperienza di vita e professionale.

Le storie che vengono così narrate sono apprezzabili anche perché credibili: il lettore, specialmente se appartiene al medesimo milieu dell’autore (e quindi frequenta i palazzi di giustizia italiani per ragioni professionali), non fa alcuna fatica ad immedesimarsi nei personaggi, nella loro psiche, riconoscendo atteggiamenti, luoghi e caratteri che gli sono familiari, perché costituiscono le costanti dell’ambiente giudiziario, dal Nord al Sud della Penisola.

Distinguendosi dai tradizionali ‘romanzi criminali’, Gianfranco Gallo fa una operazione più audace ed avanzata, collocando la storia in un Paese emerso dai traumi della fine del secolo passato e parlandoci di una cultura e di un modo di intendere la vita profondamente diversi dal nostro.

Questa scelta ambiziosa dell’autore, se preclude al lettore la facile immedesimazione nelle scene e nei personaggi, per l’impossibilità di ritrovare con facilità ed immediatezza volti e comportamenti noti, garantisce originalità alla narrazione e consente di scoprire, pagina dopo pagina, un mondo al tempo stesso straordinario e terribile, che si potrebbe pensare immaginario ma che è assai aderente alla realtà: il mondo dell’homo balcanicus.

Infatti, i tratti salienti della cultura e della psiche albanese emergono con chiarezza nel personaggio principale del romanzo, Nikolla Nokaj, la voce narrante: primato della forza e dell’“uomo forte” che sia in grado di esercitarla, sul dialogo e sulla democrazia; sostanziale disprezzo per le donne, alle quali viene riconosciuta ed assegnata la sola funzione riproduttiva (equivalenti ad un otre, che prende la forma di ciò di cui sono riempite, secondo il Kanun i Lëkë Dukagjinit, l’antica legge tradizionale ancora oggi rispettata ed applicata in ampie aree dell’Albania e del Kosovo; mera fabrika e fëmijëve, fabbrica di bambini, secondo un’espressione popolare kosovara); esaltazione dell’identità albanese con svalutazione delle differenze culturali e religiose.

Il personaggio principale intorno a cui tutto ruota, un poliziotto ‘deviato’, è interprete di una vicenda criminale che ha dell’incredibile e che potrebbe apparire il frutto di una fantasia sfrenata: senonché, è tutto vero, fin nei dettagli, poiché la prima parte del romanzo (3/4 delle 370 pagine) costituisce la trasposizione letteraria della più interessante vicenda giudiziaria che ha impegnato dapprima la Procura della Missione ONU (UNMIK) e quindi il giudiziario della Missione EU (EULEX). Una vicenda di amore e morte, tipicamente albanese, tipicamente kosovara, in cui la vita umana giunge ad essere priva di valore se il premio da raggiungere sia una donna bellissima (Miss Kosovo 1997, da conquistare come un trofeo e da umiliare immediatamente dopo) ovvero la vendetta di sangue imposta dalla legge tradizionale (kanun).

Gianfranco Gallo è stato il Procuratore Internazionale ONU che ha investigato il caso e che ha portato alla sbarra i principali autori della catena di omicidi descritta nel libro. La sentenza che ha portato alla condanna dei poliziotti deviati può essere letta qui.

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La seconda parte del romanzo è frutto della fantasia letteraria del collega e della sua abilità di scrittore.

Son 100 pagine che si leggono tutte d’un fiato, sviluppate a tratti con la tecnica del ‘racconto nel racconto’ (molto spesso, si tratta di altrettante vicende giudiziarie kosovare) con un coupe de theatre ed un finale dal sapore dostoevskijano che lascia una piacevolissima sensazione dolceamara, degna conclusione di un libro che colpisce il lettore allo stomaco ed al cuore.

Non potendo dire di più, per rispetto del lettore e per rispetto dell’autore, si consiglia la lettura di questa autentica strenna natalizia!

Il libro è edito da Cierre ed è pubblicato anche in e-book

19/12/2015
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