home search menu
Manchester by the sea
Magistratura e società / cinema e letteratura
Manchester by the sea
di Isabella Mariani
Giudice della Corte d'appello di Firenze
La recensione al film di Kenneth Lonergan, vincitore di due premi Oscar: miglior sceneggiatura originale, miglior attore protagonista per Casey Affleck

Sono andata a vedere Manchester by the sea (Usa, 2016) con il viatico di un mio giovane cugino, onnivoro di film, aspirante magistrato. Lui ha commentato il film dicendomi che, uscendo dalla sala, avrei avuto una nuova visione della vita o di come si fa un film. Non ricordo esattamente. Il ragazzo è giovane. Lo sguardo sulla vita non è cambiato, ma il film, a mio parere, è bellissimo.

Un giovane uomo, solissimo e sofferente, campa a Boston sturando bagni e facendo riparazioni nelle case di una umanità varia. Vive in una squallida stanza in un sotterraneo, si ubriaca e fa risse il sabato sera. Un giorno viene richiamato nel suo villaggio dalla morte del fratello maggiore che lo ha nominato tutore dell’amato nipote Patrick. In un sovrapporsi di scene del passato e del presente, viene svelato il drammatico avvenimento che ha deviato il corso della esistenza del protagonista Lee. Lui prova a rispettare l’incarico lasciatogli dal fratello, ma non ce la fa; non è più possibile per lui vivere ancora nel luogo del dolore. Tornerà a Boston, forse, con una prospettiva di vita.

La trama, tuttavia, non è rilevante.

Colpisce di questo film l’analisi profonda dei rapporti umani e della vita, non urlata e neppure raccontata, ma intuita negli sguardi, nei dialoghi e nei comportamenti dei protagonisti.

Per chi, come noi magistrati, ha la fortuna di potere vivere le vite di tante persone, se solo si avesse la sensibilità di ascoltarle, l’episodio che devasta la vita di Lee è simile ai dolori che si incontrano spessissimo.

Il film è la storia della cesura tra un prima e un dopo, il prima di cui non conosci la felicità nella sua semplicità e banalità, se non nel ricordo doloroso e dirompente. È la storia della impossibilità della ripresa, della mera sopravvivenza: la vita non fa sconti, il dolore non si cura. È la storia degli affetti familiari, muti, presenti e fortissimi: necessari, ma non sufficienti.

Con cammei profondi.

La madre di Patrick, fuori di testa e ubriacona, ha lasciato il figlio in tenera età e neppure con la ritrovata normalità di una esistenza votata alla fede riesce a reggere il ritorno del figlio. Viene in mente la madre del Canto della pianura di Kent Haruf, che abbandona i suoi figli Bobby e Ike. La inconsistenza di un percorso di apparente ripresa, perché sempre di dipendenza. L’abbandono che riteniamo il peggiore, l’innominabile, quello di una madre verso i figli. I figli che comunque vivono e crescono e stanno, alla fine, anche bene.

Le donne assatanate di sesso di Boston che provocano il tuttofare Lee rappresentano la superficialità dei rapporti, privi della capacità di leggere l’altro.

La diversa reazione di padre e madre di fronte al dolore: cuore spezzato per entrambi, ma incapacità di trovare un qualsiasi conforto per il padre, mentre la donna comunque prosegue la sua vita.

Sullo sfondo l’oceano del Massachusetts, e scene di mare, di pesca, di vita di villaggio che richiamano la Elisabeth Strout di Olive Kitteridge.

C’è una speranza alla fine? Non so. Forse solo un attenuarsi del dolore, che diventa più oggettivo, meno conformante la intera esistenza.

Un film drammatico, ma che non crea sofferenza. Solo riflessione. 

18 marzo 2017
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
Il traditore, un film per (ri)guardare un pezzo della nostra storia repubblicana
Il traditore, un film per (ri)guardare un pezzo della nostra storia repubblicana
di Patrizia Rautiis
Il film di Marco Bellocchio, presentato all'ultimo Festival di Cannes, visto con lo sguardo di un magistrato
31 maggio 2019
Il colpevole–The guilty, un film di Gustav Möller
Il colpevole–The guilty, un film di Gustav Möller
di Paola Perrone
L'opera prima del regista danese è un thriller coinvolgente, drammatico e ricco di scelte estreme che però non stancano mai lo spettatore
11 maggio 2019
Cafarnao-Caos e miracoli, un film di Nadine Labaki
Cafarnao-Caos e miracoli, un film di Nadine Labaki
di Patrizia Rautiis
Zain, il piccolo protagonista dell'opera premio della Giuria a Cannes 2018, viene elevato a “manifesto” dei mali del mondo, offrendo ai nostri occhi la mostruosità di un’infanzia già troppo violata, cercando di coinvolgere un’umanità che rimane sempre troppo distante, inerme e colpevole
4 maggio 2019
Il verdetto-The children act, un film di  Richard Eyre
Il verdetto-The children act, un film di Richard Eyre
di Paola Perrone
La recensione all'opera tratta da La ballata di Adam Henry, un romanzo di Ian McEwan
10 novembre 2018
Opera senza autore, un film di Florian Henckel von Donnersmarck
Opera senza autore, un film di Florian Henckel von Donnersmarck
di Paola Perrone
Come ne Le vite degli altri, anche in quest'opera l’autore riesce a dipingere, attraverso la storia di singole persone, la Storia di un’intera nazione dilaniata e stravolta dalle leggi dittatoriali passate da quelle naziste a quelle filosovietiche
27 ottobre 2018
Lo sguardo che manca alla giustizia
Lo sguardo che manca alla giustizia
di Donatella Stasio
Il film «Sulla mia pelle», che racconta la vicenda di Stefano Cucchi, sollecita molte riflessioni tra cui quella sull’impersonalità (brutale) delle istituzioni, compresa la giustizia, e sulle sue ricadute negative nel rapporto di fiducia con i cittadini. Un problema antico ma ricorrente e cruciale nella vita delle istituzioni, di cui i magistrati devono farsi carico con i loro comportamenti. Secondo Piero Calamandrei, bisogna che «anche nel processo circoli questo senso di fiducia, di solidarietà e di umanità, che è in tutti i campi lo spirito animatore della democrazia»
18 settembre 2018
Dogman, una scellerata storia di periferia
Dogman, una scellerata storia di periferia
di Patrizia Rautiis
Matteo Garrone, ispirato dalla vicenda romana del Canaro, torna con la sua macchina da presa sul litorale campano per tratteggiare un universo di violenza e degrado in cui Bene e Male finiscono per mescolarsi, perdendo i propri confini
2 giugno 2018
La casa sul mare, un film di Robert Guédiguian
La casa sul mare, un film di Robert Guédiguian
di Patrizia Papa
Il regista francese ci regala una storia di straordinaria bellezza, raccontata con delicatezza e asciuttezza. Un'opera in cui la trama si dipana perché ciascun personaggio possa riappropriarsi della sua storia e della vita. Mentre il treno sullo sfondo continuamente va e poi ritorna. Perché la vita non può fermarsi
26 maggio 2018
La giornata particolare di una giuria popolare
La giornata particolare di una giuria popolare
di Oscar Magi
Una nuova recensione per La convocazione di Enrico Maisto, un film in cui l'autore passa con naturalezza dalla narrazione del registro intimo e quotidiano dei convocati a comporre la giuria a quello solenne del giuramento finale in un crescendo emotivo e intenso.
3 febbraio 2018
La convocazione, un film civile
La convocazione, un film civile
di Ilio Mannucci Pacini
La recensione al documentario di Enrico Maisto, un'opera in cui sensazioni ed emozioni esprimono il punto di vista dei cittadini comuni sull’istituzione giudiziaria e sulla giustizia
20 gennaio 2018
Newsletter


Fascicolo 2/2019
Famiglie e Individui. Il singolo nel nucleo

Il codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza: idee e istituti
Magistratura e società
La grande vergogna. L’Italia delle leggi razziali, un libro completo e documentato
La grande vergogna. L’Italia delle leggi razziali, un libro completo e documentato
di Paola Perrone
Un volume importante quello di Carlo Brusco (Edizioni Gruppo Abele), bello soprattutto perché alimenta quel senso di responsabilità negli italiani che fa riconoscere oggi come proprie le storiche colpe dell’antisemitismo del periodo fascista
27 luglio 2019
Argonautiche della memoria – se le domande inattese salvano la storiografia. Christoph U. Schminck-Gustavus racconta
Argonautiche della memoria – se le domande inattese salvano la storiografia. Christoph U. Schminck-Gustavus racconta
di Mosè Carrara Sutour
Se la ricerca, il recupero o l'assunzione di una coscienza storica richiedono sempre uno sforzo di prospettiva, l'incontro-racconto con l'intellettuale tedesco conduce all'incontro tra il diritto e la storia taciuta, in un tempo ritrovato – anche fisicamente – in cui i “vinti” entrano a pieno titolo nella storiografia
26 luglio 2019
In ricordo di Francesco Saverio Borrelli
In ricordo di Francesco Saverio Borrelli
di Gherardo Colombo
Essere completamente indipendente dal potere politico, non assecondarlo, non subirlo e non adeguarvisi. È anche per questo che si è potuto indagare sulla corruzione e scoprirne il sistema. Perché c’era Saverio Borrelli
22 luglio 2019
Almarina: due donne, Nisida, un futuro possibile per entrambe
Almarina: due donne, Nisida, un futuro possibile per entrambe
di Ennio Tomaselli
La recensione all'ultimo romanzo di Valeria Parrella (Einaudi), pagine utili per sensibilizzare l’opinione pubblica su temi come il carcere minorile, questioni che altrimenti rischiano di restare confinate nell’ambito degli addetti ai lavori
20 luglio 2019
Lo scandalo romano: un bubbone maligno scoppiato in un organismo già infiacchito da mali risalenti
Lo scandalo romano: un bubbone maligno scoppiato in un organismo già infiacchito da mali risalenti
di Nello Rossi
«Famiglie e individui. Il singolo nel nucleo» e «Il codice della crisi d'impresa e dell'insolvenza». Questi gli obiettivi del nuovo numero trimestrale di Questione Giustizia
18 luglio 2019
La magistratura resistente *
di Paolo Borgna
Prima dell'8 settembre del 1943, durante il Ventennio fascista, molti magistrati sentivano l’iscrizione al Pnf come un’umiliazione, che non li obbligava a comportamenti contrari alla loro coscienza. Per loro, l’opposizione al fascismo fu uno stato d’animo pre-politico, un’opposizione culturale, un “antifascismo di stile”
11 luglio 2019