home search menu
CGUE, pillole di giugno
Osservatorio internazionale / Europa
CGUE, pillole di giugno
di Alice Pisapia
Prof. a contratto Diritto UE per l'impresa e Diritto europeo della concorrenza Università dell’Insubria e Avvocato Foro di Milano
Le decisioni più rilevanti della Corte: ne bis in idem (Germania), diritto all'interpretazione e alla traduzione (Ungheria), illeciti civili dolosi o colposi (Olanda), libera circolazione (Regno Unito)

Spazio di libertà, sicurezza e giustizia

Cooperazione giudiziaria in materia penale

Sentenza della CGUE (Grande Sezione), 29 giugno 2016, causa C-486/14, Procedimento penale a carico di Piotr Kossowski.

Tipo di procedimento: Rinvio pregiudiziale dal Hanseatisches Oberlandesgericht Hamburg

Oggetto: Convenzione di applicazione dell’accordo di Schengen – Principio del ne bis in idem – Ammissibilità dell’azione penale nei confronti di un accusato in uno Stato membro dopo la chiusura del procedimento penale avviato a suo carico in un altro Stato membro da parte della procura senza un’istruzione approfondita.

La Corte ha quindi dichiarato che una decisione del pubblico ministero che pone fine all’azione penale e conclude definitivamente il procedimento penale condotto nei confronti di una persona (senza che siano state irrogate sanzioni) non può essere considerata una decisione definitiva ai fini dell’applicazione del principio ne bis in idem, qualora dalla motivazione di tale decisione risulti che il procedimento è stato chiuso senza che sia stata condotta un’istruzione approfondita. La mancata audizione della vittima e di un eventuale testimone costituisce un indizio dell’assenza di un’istruzione approfondita.

 

Sentenza della CGUE (Quinta Sezione), 9 giugno 2016, causa C-25/15, causa promossa da István Balogh.

Tipo di procedimento: Rinvio pregiudiziale dal Budapest Környéki Törvényszék

Oggetto: Diritto all’interpretazione e alla traduzione – Direttiva 2010/64/UE – Ambito di applicazione – Nozione di procedimento penale – Procedimento previsto in uno Stato membro per il riconoscimento di una decisione in materia penale emessa da un organo giurisdizionale di un altro Stato membro e per l’iscrizione nel casellario giudiziario della condanna pronunciata da tale organo – Costi connessi alla traduzione di tale decisione.

La direttiva 2010/64 stabilisce norme relative al diritto all’interpretazione e alla traduzione nei procedimenti penali e nei procedimenti di esecuzione di un mandato di arresto europeo. Dalla formulazione letterale dell’art. 1, par. 2, di tale direttiva risulta che detto diritto si applica alle persone dal momento in cui siano messe a conoscenza dalle autorità competenti di uno Stato membro di essere indagate o imputate per un reato, fino alla conclusione del procedimento, vale a dire fino alla decisione definitiva che accerti se abbiano commesso il reato, inclusi, se del caso, l’irrogazione della pena e l’esaurimento delle istanze in corso. Il procedimento speciale come quello in discussione nel procedimento principale, volto al riconoscimento di una decisione giudiziaria definitiva emessa da un organo giurisdizionale di un altro Stato membro, ha luogo, per definizione, dopo la decisione definitiva che stabilisce se la persona indagata o imputata abbia commesso il reato e, eventualmente, dopo la condanna della persona stessa. Pertanto la direttiva 2010/64 non è applicabile ad un procedimento speciale come quello in discussione nel procedimento principale.

 

Cooperazione giudiziaria in materia civile

Sentenza della CGUE (Seconda Sezione), 16 giugno 2016, causa C-12/15, Universal Music International Holding BV contro Michael Tétreault Schilling e a.

Tipo di procedimento: Rinvio pregiudiziale dal Hoge Raad der Nederlanden

Oggetto: Materia di illeciti civili dolosi o colposi – Evento dannoso – Negligenza dell’avvocato alla redazione di un contratto – Luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto

Con le questioni pregiudiziali sottoposte alla Corte il giudice del rinvio chiede se il regolamento n. 44/2001 debba essere interpretato nel senso che, in una fattispecie come quella oggetto del procedimento principale, possa essere ritenuto come luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto il luogo, situato in uno Stato membro, in cui il danno sia insorto, qualora tale danno consista unicamente in una perdita finanziaria derivante direttamente da un illecito commesso in un altro Stato membro. Poiché il regolamento n. 44/2001 sostituisce la convenzione di Bruxelles, l’interpretazione fornita dalla Corte con riferimento alle disposizioni di tale convenzione vale anche per quelle del citato regolamento, garantendo la continuità nell’interpretazione dei due atti (sentenza del 16 luglio 2009, Zuid-Chemie, C‑189/08, EU:C:2009:475, punto 19).

In materia di illecito civile doloso o colposo, il giudice del luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto o può avvenire è in genere il più idoneo a pronunciarsi, in particolare per motivi di prossimità alla controversia e di facilità nell’assunzione delle prove (sentenze del 21 maggio 2015, CDC Hydrogen Peroxide, C‑352/13, EU:C:2015:335, punto 40, nonché del 10 settembre 2015, Holterman Ferho Exploitatie e a., C‑47/14, EU:C:2015:574, punto 74). Con riferimento alla nozione di luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto deve intendersi sia il luogo della realizzazione del danno sia il luogo del fatto generatore che è all’origine del danno, di modo che il convenuto può essere citato, a scelta dell’attore, dinanzi ai giudici di un luogo o dell’altro.

L’espressione luogo in cui l’evento dannoso è avvenuto non può essere interpretata estensivamente al punto da comprendere qualsiasi luogo in cui possano essere avvertite le conseguenze lesive di un fatto che ha causato un danno effettivamente avvenuto in un altro luogo. Il danno puramente economico che si realizzi direttamente sul conto bancario dell’attore non può essere, di per sé, qualificato come elemento di collegamento pertinente ex art. 5, punto 3, del regolamento n. 44/2001. Al riguardo inoltre va anche osservato che una società come la Universal Music potesse optare tra diversi conti bancari dai quali poter versare l’importo transatto, ragion per cui il luogo in cui si trova tale conto non costituisce necessariamente un criterio di collegamento affidabile.

 

Libera circolazione delle persone

Sentenza della CGUE (Prima Sezione), 14 giugno 2016, causa C-308/14, Commissione europea contro Regno Unito di Gran Bretagna e Irlanda del Nord

Tipo di procedimento: Ricorso per inadempimento di uno Stato membro

Oggetto: Coordinamento dei sistemi di sicurezza sociale – Parità di trattamento in materia di accesso alle prestazioni di sicurezza sociale – Diritto di soggiorno – Normativa nazionale che nega la concessione di taluni assegni familiari o del credito d’imposta per figlio a carico ai cittadini degli altri Stati membri che non dispongono di un diritto di soggiorno legale

Con la censura principale dedotta a sostegno del presente ricorso la Commissione addebita al Regno Unito di subordinare la concessione delle prestazioni sociali di cui trattasi alla condizione che il richiedente risponda, oltre che al criterio collegato al fatto che egli «risieda abitualmente» nel territorio dello Stato membro ospitante, previsto dall’articolo 11, paragrafo 3, lettera e), del regolamento n. 883/2004, in combinato disposto con l’articolo 1, lettera j), di tale medesimo regolamento, al criterio del diritto di soggiorno.

L’esame di quest’ultimo criterio crea quindi, secondo la Commissione, una condizione aggiuntiva che non è prevista. Il regolamento n. 883/2004 non organizza un regime comune di sicurezza sociale, ma lascia sussistere regimi nazionali distinti, e ha come unico obiettivo quello di assicurare un coordinamento tra questi ultimi al fine di garantire l’esercizio effettivo della libera circolazione delle persone. Esso lascia sussistere pertanto regimi distinti che danno luogo a crediti distinti nei confronti di enti distinti, rispetto ai quali il destinatario della prestazione è direttamente titolare di diritti a norma o del solo diritto nazionale, oppure del diritto nazionale integrato, se del caso, dal diritto dell’Unione (sentenza del 19 settembre 2013, Brey, C‑140/12, EU:C:2013:565, punto 43).

La Corte pertanto respinge il ricorso della Commissione e conferma la legittimità dei criteri scelti dal Regno Unito.

14 settembre 2016
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
La Giustizia in Europa  *
di Mariarosaria Guglielmi
Non è immaginabile una cultura giuridica europea senza la giurisprudenza in tema di libertà e di diritti delle Corti europee che rappresentano la garanzia di uno strumento di verifica del rispetto dei diritti: il discorso sui diritti comprende una capacità di visione attraverso una lente in grado di cogliere uno spettro più ampio di prospettive, in un’ottica non puramente nazionale. Non vi è giudice nei confini dell’Europa che oggi non si senta giudice europeo, che non avverta il senso di un percorso irreversibile che la giurisdizione deve continuare a compiere verso l’effettiva realizzazione di un spazio comune di Giustizia
21 maggio 2019
Pillole di CGUE, primo trimestre 2019
Pillole di CGUE, primo trimestre 2019
di Francesco Buffa* e Salvatore Centonze**
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse nel primo trimestre 2019
17 maggio 2019
Il diritto all’assistenza sociale dei rifugiati. Riflessioni a partire da Corte di giustizia, sentenza 21 novembre 2018 (C-713/17)
Il diritto all’assistenza sociale dei rifugiati. Riflessioni a partire da Corte di giustizia, sentenza 21 novembre 2018 (C-713/17)
di Francesca Biondi Dal Monte
La Corte di giustizia afferma che l’art. 29 della “direttiva qualifiche” obbliga gli Stati membri a riconoscere la parità di trattamento dei beneficiari di protezione internazionale nell’accesso all’assistenza sociale ed è norma produttiva di effetti diretti
8 aprile 2019
La sentenza n. 20/2019 della Corte costituzionale italiana verso un riavvicinamento all’orientamento della Corte di giustizia?
La sentenza n. 20/2019 della Corte costituzionale italiana verso un riavvicinamento all’orientamento della Corte di giustizia?
di Giuseppe Bronzini
Nuovo intervento, dopo l’obiter della n. 269/2017, della Corte costituzionale sul tema dell’applicabilità diretta della Carta di Nizza quando la norma interna viola anche le disposizioni costituzionali. Le precisazioni della Corte sembrano scongiurare una rotta di collisione con l’orientamento della Corte di giustizia, ma a prezzo di una più estesa limitazione della discrezionalità dei giudici comuni
4 marzo 2019
L’europeismo giudiziario: notazioni a margine di una sentenza del giudice del lavoro di Trento
L’europeismo giudiziario: notazioni a margine di una sentenza del giudice del lavoro di Trento
di Ilario Nasso
In una fase storica in cui l’opinione pubblica e una certa politica demolitrice guardano all’Unione europea come alla causa di tutti i mali, una sentenza del giudice del lavoro di Trento, chiaramente intercetta numerosi temi particolarmente attuali: il contributo offerto dalla normativa UE alla salvaguardia dei diritti, la missione istituzionale della Corte di giustizia, il ruolo degli Stati membri nella regolamentazione del mercato
27 febbraio 2019
CGUE, pillole di dicembre
CGUE, pillole di dicembre
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a dicembre 2018
22 febbraio 2019
CGUE, pillole di novembre
CGUE, pillole di novembre
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a novembre 2018
8 febbraio 2019
CGUE, pillole di ottobre
CGUE, pillole di ottobre
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a ottobre 2018
25 gennaio 2019
Il ruolo del giudice nazionale dell’asilo tra effettività dei ricorsi e autonomia procedurale degli Stati membri: il punto sulla sospensiva
Il ruolo del giudice nazionale dell’asilo tra effettività dei ricorsi e autonomia procedurale degli Stati membri: il punto sulla sospensiva
di Francesca Capotorti
Dopo aver pubblicato l’ordinanza del Tribunale di Milano, annotata dalla professoressa Adelina Adinolfi, ecco il commento all’ordinanza della Cgue del 27 settembre 2018, C-422/18
27 novembre 2018
CGUE, pillole di settembre
CGUE, pillole di settembre
di Alice Pisapia
Le più interessanti pronunce della Corte del Lussemburgo emesse a settembre 2018
23 novembre 2018
Newsletter


Fascicolo 1/2019
Populismo e diritto
Osservatorio internazionale
Per una costituzione democratica europea: un progetto, un metodo, un’agenda
Per una costituzione democratica europea: un progetto, un metodo, un’agenda
di Pier Virgilio Dastoli
Contrariamente al passato, dopo le elezioni europee sembra necessaria la formazione di una alleanza di innovatori pronta a battersi per un'Europa solidale fondata su una dimensione democratica che sia insieme rappresentativa, partecipativa, economica, di prossimità e paritaria
23 maggio 2019
Lettere dai magistrati turchi
Lettere dai magistrati turchi
Il 23 maggio è la giornata di sensibilizzazione per l'indipendenza della giustizia in Europa. Pubblichiamo la traduzione in dodici lingue delle Letters from the Turkish Judiciary edite in e-book da Medel, impressionante testimonianza dell'incredibile accelerazione della caduta dello Stato di diritto in Turchia
23 maggio 2019
Per il rilancio del progetto europeo
Per il rilancio del progetto europeo
di Franco Ippolito
L’Europa delle Costituzioni e delle Carte dei diritti, l’Europa della pari dignità delle persone non può chiudersi in una fortezza, alzando muri materiali o giuridici, senza tradire sé stessa e perdere la sua identità e la sua stessa “anima”
23 maggio 2019
Lottare per l'Europa per potere sperare nell'Europa
Lottare per l'Europa per potere sperare nell'Europa
di Giuseppe Bronzini
Per sconfiggere le forze sovraniste è necessario riavviare la riflessione razionale sulla realtà ambivalente del processo di integrazione europea, successi ma anche gravi limiti. Ma questo non basta; occorre offrire visibili forme di solidarietà sociale paneuropea chiaramente ascrivibili all’Unione che ricostruiscano quella fiducia nel potere sovranazionale gravemente compromessa con le politiche di austerity
22 maggio 2019
La Giustizia in Europa  *
di Mariarosaria Guglielmi
Non è immaginabile una cultura giuridica europea senza la giurisprudenza in tema di libertà e di diritti delle Corti europee che rappresentano la garanzia di uno strumento di verifica del rispetto dei diritti: il discorso sui diritti comprende una capacità di visione attraverso una lente in grado di cogliere uno spettro più ampio di prospettive, in un’ottica non puramente nazionale. Non vi è giudice nei confini dell’Europa che oggi non si senta giudice europeo, che non avverta il senso di un percorso irreversibile che la giurisdizione deve continuare a compiere verso l’effettiva realizzazione di un spazio comune di Giustizia
21 maggio 2019
L’Europa dei diritti e le migrazioni. Le norme e la realtà
L’Europa dei diritti e le migrazioni. Le norme e la realtà
di Elena Paciotti
Con la pubblicazione dell’intervento di Elena Paciotti al seminario su “L’Europa dei diritti e le migrazioni”, tenutosi alla Fondazione Basso il 15 maggio scorso, la redazione di Questione Giustizia on-line intende offrire ai lettori una serie di spunti di riflessione in vista delle elezioni del Parlamento europeo del 26 maggio 2019. I contributi che verranno pubblicati quotidianamente in questa settimana intendono porre in luce alcuni aspetti cruciali della posta in gioco e degli scenari europei che si apriranno con la nuova legislatura nell’Europa integrata dei diritti. Buona lettura!
20 maggio 2019