Magistratura democratica

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Intelligenza artificiale e licenziamento: quando il lavoro umano diventa “non funzionale”

Il contributo analizza l’impatto dell’intelligenza artificiale sui licenziamenti per giustificato motivo oggettivo, con particolare riferimento all’obbligo di repêchage e ai limiti del sindacato giudiziale sulle scelte organizzative datoriali. L’adozione di sistemi algoritmici nella gestione del personale pone interrogativi in ordine alla prova dell’impossibilità di ricollocazione, alla delimitazione del patrimonio professionale esigibile e al rischio di una progressiva attenuazione dello scrutinio di merito sull’organizzazione imprenditoriale. Muovendo dalla più recente giurisprudenza di legittimità in tema di onere probatorio e compatibilità delle mansioni, il saggio propone una lettura sistematica volta a evitare che l’innovazione tecnologica alteri l’equilibrio tra libertà d’iniziativa economica ex art. 41 Cost. e tutela della centralità del lavoro umano ex art. 4 e 35 Cost.

24/07/2026
Le domande di Questione giustizia all'Avv. Dario Lunardon

Questione giustizia pone alcuni interrogativi ad Avvocati e Magistrati, per ragionare collettivamente sull’esperienza e sull’esito della consultazione referendaria unitamente alle prospettive, anche di riforma, che coinvolgono il mondo della Giustizia e i suoi protagonisti. La tavola rotonda “virtuale” si è aperta lunedì con le interviste all’Avv. Franco Moretti e alla Presidente di Medel Mariarosaria Guglielmi ed è proseguita ieri con le interviste all’Avv. Cathy La Torre e al giudice Luca Milani. Si conclude oggi con le interviste all’Avv. Dario Lunardon e alla giudice Rachele Monfredi

22/07/2026
Le domande di Questione giustizia a Rachele Monfredi, componente del comitato direttivo centrale ANM

Questione giustizia pone alcuni interrogativi ad Avvocati e Magistrati, per ragionare collettivamente sull’esperienza e sull’esito della consultazione referendaria unitamente alle prospettive, anche di riforma, che coinvolgono il mondo della Giustizia e i suoi protagonisti. La tavola rotonda “virtuale” si è aperta lunedì con le interviste all’Avv. Franco Moretti e alla Presidente di Medel Mariarosaria Guglielmi ed è proseguita ieri con le interviste all’Avv. Cathy La Torre e al giudice Luca Milani. Si conclude oggi con le interviste all’Avv. Dario Lunardon e alla giudice Rachele Monfredi.

22/07/2026
Le domande di Questione giustizia all'Avvocata Cathy La Torre

Questione giustizia pone alcuni interrogativi ad Avvocati e Magistrati, per ragionare collettivamente sull’esperienza e sull’esito della consultazione referendaria unitamente alle prospettive, anche di riforma, che coinvolgono il mondo della Giustizia e i suoi protagonisti. La tavola rotonda “virtuale” si è aperta ieri con le interviste all’Avv. Franco Moretti e alla Presidente di Medel Mariarosaria Guglielmi. Il dibattito prosegue oggi con le interviste all’Avv. Cathy La Torre e al giudice Luca Milani, e domani con le interviste all’Avv. Dario Lunardon e alla giudice Rachele Monfredi

21/07/2026
Le domande di Questione giustizia a Luca Milani, presidente della giunta Anm del distretto di Milano

Questione giustizia pone alcuni interrogativi ad Avvocati e Magistrati, per ragionare collettivamente sull’esperienza e sull’esito della consultazione referendaria unitamente alle prospettive, anche di riforma, che coinvolgono il mondo della Giustizia e i suoi protagonisti. La tavola rotonda “virtuale” si è aperta ieri con le interviste all’Avv. Franco Moretti e alla Presidente di Medel Mariarosaria Guglielmi. Il dibattito prosegue oggi con le interviste all’Avv. Cathy La Torre e al giudice Luca Milani, e domani con le interviste all’Avv. Dario Lunardon e alla giudice Rachele Monfredi

21/07/2026
Le domande di Questione giustizia a Mariarosaria Guglielmi, presidente di Medel (Magistrats européens pour la démocratie et les libertés)

Questione giustizia pone alcuni interrogativi ad Avvocati e Magistrati, per ragionare collettivamente sull’esperienza e sull’esito della consultazione referendaria unitamente alle prospettive, anche di riforma, che coinvolgono il mondo della Giustizia e i suoi protagonisti. La tavola rotonda “virtuale” si apre con due interviste: una all’Avv. Franco Moretti e l’altra alla Presidente di Medel Mariarosaria Guglielmi. Il dibattito proseguirà nei due giorni successivi con le interviste all’Avv. Cathy La Torre e al giudice Luca Milani, e a seguire all’Avv. Dario Lunardon e alla giudice Rachele Monfredi.

20/07/2026
Le domande di Questione giustizia a Franco Moretti, avvocato del foro di Roma e presidente del comitato Avvocati per il No

Questione giustizia pone alcuni interrogativi ad Avvocati e Magistrati, per ragionare collettivamente sull’esperienza e sull’esito della consultazione referendaria unitamente alle prospettive, anche di riforma, che coinvolgono il mondo della Giustizia e i suoi protagonisti. La tavola rotonda “virtuale” si apre con due interviste: una all’Avv. Franco Moretti e l’altra alla Presidente di Medel Mariarosaria Guglielmi. Il dibattito proseguirà nei due giorni successivi con le interviste all’Avv. Cathy La Torre e al giudice Luca Milani, e a seguire all’Avv. Dario Lunardon e alla giudice Rachele Monfredi.

20/07/2026
Il mondo vuoto e il diritto: in dialogo con Massimo Luciani

La pubblicazione dell’ultimo volume di Massimo Luciani, Il mondo vuoto. L’ordine sociale nel crepuscolo del soggetto, è un’occasione di discussione da non perdere per la cultura giuridica italiana. La riflessione sul diritto è, nel libro, in primo luogo una riflessione sulla nostra epoca e sulle alternative possibili. Il presente testo, pur in una sintonia e convergenza di fondo, propone analisi e terapie di segno diverso da quelle proposte nel volume.

16/07/2026
Estensione applicativa della figura dell’amministratore di sostegno nei contesti digitali

L’articolo esamina la figura dell’amministratore di sostegno nell’attuale ordinamento giuridico, tracciandone le origini storiche e delineandone l’evoluzione normativa. Particolare attenzione è dedicata alla necessità di una sua applicazione estensiva nei contesti digitali, con specifico riferimento ai social network, ove i diritti delle persone fragili rischiano di essere compromessi in un vortice digitale noto anche come “metaverso”. L’analisi evidenzia le criticità dell’impianto normativo vigente e suggerisce un’estensione delle competenze dell’amministratore di sostegno alle attività online, delineando strumenti giuridici innovativi. Il contributo è altresì arricchito da un confronto comparato con altri ordinamenti e da proposte per future riforme legislative volte a garantire una protezione più incisiva delle persone vulnerabili nel panorama digitale.

16/07/2026
La delibera del CSM del 10 giugno 2026 sulla comunicazione degli uffici giudiziari. Un passo indietro rispetto al recente passato?

La recente delibera del CSM del 10 giugno 2026 sulla comunicazione istituzionale degli uffici giudiziari rischia di risolversi in un passo indietro rispetto alle linee guida emanate dal Consiglio nel 2018. Mentre queste ultime si ponevano l’obiettivo di garantire la più ampia trasparenza e comprensibilità della giurisdizione al fine di aumentare la fiducia dei cittadini nella giustizia e nello Stato di diritto, l’ultima circolare nasce da un’unica preoccupazione: porre a carico degli uffici giudiziari oneri di comunicazione destinati, nell’intenzione del Consiglio, a garantire una tutela più ampia di quella incentrata sulla presunzione di innocenza ed estesa alla protezione reputazionale della persona. Un obiettivo che viene perseguito ingessando la comunicazione degli uffici in un reticolo di burocratici doveri di aggiornamento e di rettifica e che appare arduo da realizzare dal momento che i limiti invalicabili della normativa secondaria impongono di ignorare i media che sulla “reputazione” degli imputati giocano un ruolo eminente e decisivo. In definitiva si è di fronte ad una normativa secondaria prolissa, sostanzialmente velleitaria, potenziale causa di confusione e fonte di gravose responsabilità professionali e financo disciplinari di quanti – in primo luogo i dirigenti degli uffici – operano sul versante della comunicazione giudiziaria. 

14/07/2026
L’uso dell’intelligenza artificiale e la protezione di diritti fondamentali. Giurisprudenza della Corte Edu e giusto processo digitale

Il testo analizza il rapporto tra intelligenza artificiale e tutela dei diritti fondamentali alla luce della giurisprudenza della Corte Edu, con particolare riferimento al giusto processo. L’analisi mostra che l’IA non può sostituire il giudice umano, poiché mancano indipendenza, imparzialità e capacità valutativa, e conclude sottolineando la necessità di preservare il ruolo umano nella giurisdizione per garantire effettività, gestione della complessità delle vicende umane e controllo democratico.

03/07/2026
LLM e ragionamento giuridico. Perché la fluidità non è giudizio

ll contributo propone un’analisi critica dell’impatto dei modelli linguistici di grandi dimensioni sul ragionamento giuridico e sull’esercizio della funzione giudiziaria. La diffusione di strumenti in grado di generare testi giuridicamente plausibili introduce un rischio di natura non tecnica, ma cognitiva e istituzionale: la progressiva sostituzione della verifica argomentativa con la mera plausibilità linguistica. A partire dall’esame del funzionamento degli LLM come sistemi di generazione probabilistica del linguaggio, l’articolo evidenzia la loro strutturale mancanza di criteri interni di verità, rilevanza giuridica e responsabilità. La coerenza formale dell’output può alimentare un’illusione di comprensione idonea a incidere sulle condizioni di formazione del giudizio. Viene pertanto messa in luce l’asimmetria qualitativa tra giudizio umano e output artificiale, delimitando ambiti di impiego compatibili con la giurisdizione, circoscritti a funzioni meramente ausiliarie. Ne deriva l’esigenza di una competenza critica volta a preservare l’autonomia e la responsabilità del giudicare.

02/07/2026
Intelligenza artificiale generativa e giustizia: profili costituzionali tra efficienza e tutela dei diritti fondamentali

Questo articolo indaga alcune delle molteplici intersezioni tra intelligenza artificiale (IA) e diritto, concentrandosi sulle implicazioni dell’uso delle più recenti forme di IA generativa nei processi giudiziari. La prima parte è dedicata a un’analisi del dibattito precedente al 2022. Nella seconda parte, dopo aver introdotto la sottocategoria dei Large Language Models, si esamina l’uso amatoriale di ChatGPT in alcuni casi recenti, evidenziando i potenziali benefici, come il miglioramento dell’efficienza e dell’efficacia delle decisioni, e i rischi relativi alla trasparenza, alla protezione dei dati personali, all’indipendenza giudiziaria e al diritto a un processo equo. L’articolo esplora poi alcuni documenti istituzionali che regolano lo sviluppo della giustizia digitale in diverse giurisdizioni e affronta il tema del processo decisionale umano assistito dall’IA. Nell’ultima parte si discute se siamo all’alba di una nuova forma di giustizia, sottolineando l’esigenza di bilanciare i progressi tecnologici con la tutela dei diritti fondamentali. 

01/07/2026
La “reinvenzione” del metodo giuridico

L’articolo analizza l’impatto trasformativo delle tecnologie legali e dell’Intelligenza Artificiale sul metodo giuridico, sostenendo che non debbano essere le tecnologie a reinventare surrettiziamente il diritto, bensì i giuristi a ripensarne consapevolmente il metodo. Muovendo dal concetto di distant reading nelle cd. “digital humanities”, l’Autrice mostra come il diritto moderno, in quanto fondato sul testo e sulla sua contestabilità, presenti affordance decisive per lo Stato di diritto. Codice e dati, invece, tendono a cristallizzare il passato e a ridurre l’apertura al futuro. L’articolo offre una tipologia delle tecnologie legali, valuta criticamente le linee guida istituzionali sull’uso dell’IA e propone criteri per un impiego che preservi legalità, giudizio e protezione giuridica.

30/06/2026
Sfruttamento lavorativo e tecniche di tutela

Lo sfruttamento lavorativo non è una patologia ai margini del sistema, ma un fenomeno che si annida dentro la legalità formale, attraverso un uso strategico di istituti giuridici perfettamente leciti: l'appalto, il part-time involontario, le cooperative spurie, il cambio appalto. Gli interventi più incisivi nel suo contrasto provengono oggi non dal diritto del lavoro, ma dal diritto penale — con l'evoluzione applicativa dell'art. 603-bis c.p. e la recente sentenza della sezione penale della Cassazione che estende la legge 199/2016 all'intero settore dei servizi — e dal diritto tributario, che colpisce la convenienza economica del modello, non solo la singola condotta illecita. Il diritto del lavoro sconta invece un limite strutturale: i suoi strumenti sono correttivi, individuali e successivi, incapaci di toccare gli incentivi organizzativi a monte dello sfruttamento. La dissociazione tra potere economico e responsabilità giuridica — il soggetto che organizza la filiera non coincide con il datore di lavoro formale — rende ineffettiva la tutela proprio dove il bisogno è massimo. Sul salario, il DL 62/2026 rischia di istituzionalizzare lo scarto tra minimo contrattuale e minimo costituzionale ex art. 36 Cost., chiudendo prematuramente una stagione giurisprudenziale ancora necessaria. La sfida per il diritto del lavoro è smettere di intervenire ex post sul singolo rapporto e redistribuire la responsabilità giuridica lungo tutta la catena del valore, collocandola dove si forma il potere.

23/06/2026
Dalla regola alla regia. Per una governance cooperativa dell’intelligenza artificiale giudiziaria

Lo scritto raccoglie l’invito al dialogo contenuto nell’intervento di Claudio Castelli sull’innovazione giudiziaria e l’intelligenza artificiale, di cui condivide largamente la diagnosi storica e la denuncia dell’occasione mancata del PON Governance. In ottica costruttiva si propongono alcune precisazioni: che l’art. 15 della legge n. 132 del 2025 configura un monopolio normativo cui non corrisponde ancora una regia effettiva, sicché il problema non è l’eccesso di centralizzazione ma la sua incompiutezza; che gli impieghi dell’IA vanno distinti per classi di rischio, con garanzie graduate; che le condizioni di sicurezza vanno completate con i presidi del giusto processo. L’esperienza della sperimentazione Lexintel – condotta con risorse minime e su base volontaristica, fra difficoltà di interlocuzione e ostacoli tecnici, e oggi vincolata all’uso esclusivo di un solo strumento – è assunta come banco di prova delle difficoltà reali. Se ne ricava l’esigenza di una regia centrale resa effettiva, di un confronto strutturato con le strutture ministeriali e del superamento del lock-in tecnologico. La prospettiva non è un inverno tecnologico, ma un disgelo governato.

22/06/2026
L'ergastolo e il diritto alla speranza

Nel momento del dolore per la morte di Elvio Fassone, lo ricordiamo ripubblicando un suo scritto sulla pena dell’ergastolo. Un tema che ha affrontato con l’intelligenza visionaria e la straordinaria sensibilità che lo hanno caratterizzato in tutta la sua esperienza di intellettuale e di giurista

22/06/2026