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I principi europei sul pubblico ministero
Osservatorio internazionale / giudici e PM in Europa e nel mondo
I principi europei sul pubblico ministero
di Guglielmo Taffini
LLM International law
Il CCPE adotta la Carta di Roma
I principi europei sul pubblico ministero

Il Consiglio Consultivo dei Procuratori Europei (CCPE), durante l’Assemblea Plenaria del 16 e 17 dicembre 2014, tenutasi a Roma, ha adottato un parere sulle norme ed i principi concernenti il pubblico ministero, la c.d. Carta di Roma.

Il Consiglio è un organo consultivo del Comitato dei Ministri del Consiglio d’Europa. E’ stato creato nel 2005, e si è riunito per la prima volta il 6 luglio 2006 a Mosca. L’obiettivo del Consiglio è di sviluppare, partendo dalla Raccomandazione del Comitato dei Ministri sul ruolo del pubblico ministero nell’ordinamento penale, nuovi strumenti e pratiche comuni relative all’esercizio delle funzioni dell’ufficio del pubblico ministero.

La Carta di Roma contiene venti principi concernenti lo status e l’attività del pubblico ministero di grandissima importanza, soprattutto alla luce delle forti diversità di status e organizzazione degli uffici del pubblico ministero nei vari stati membri del Consiglio d’Europa.

Tra i principi affermati bisogna ricordare: il dovere del pubblico ministero di garantire lo stato di diritto ed il rispetto dei diritti dell’uomo, in particolare la presunzione d’innocenza, il diritto ad un giusto processo, l’eguaglianza delle armi, la separazione dei poteri, l’indipendenza delle corti e la forza vincolante delle decisioni giudiziarie definitive; il principio dell’indipendenza e autonomia e della libertà da ogni interferenza indebita interna o esterna; l’imparzialità, l’obiettività e la trasparenza del pubblico ministero nell’esercizio delle proprie funzioni; la libertà di espressione e di associazione dei pubblici ministeri; il diritto dei pubblici ministeri ad essere protetti dallo Stato quando la loro sicurezza personale è minacciata; la trasparenza e l’obiettività dei criteri per il procedimento disciplinare, l’assunzione, le promozioni ed i trasferimenti dei pubblici ministeri; la definizione dei rapporti gerarchici tra i pubblici ministeri tramite regole chiare ed obiettive; l’obbligo del pubblico ministero di non utilizzare una prova qualora vi siano ragioni per ritenere che sia stata ottenuta tramite metodi illegali e cercar di far in modo che i responsabili siano perseguiti; l’adozione di linee guida chiare per l’esercizio dell’azione penale; il principio di cooperazione leale e reciproca a livello nazionale ed internazionale tra i pubblici ministeri.

Questi principi costituiscono importanti linee guida sia contro le riforme che mirano a limitare l’indipendenza del pubblico ministero, sia per la costruzione dei sistemi giudiziari nelle democrazie più giovani.

 

 

30 marzo 2015
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