home search menu
Deposito di atti in formato PDF immagine: la questione è ancora aperta
Giurisprudenza e documenti / giurisprudenza di merito
Deposito di atti in formato PDF immagine: la questione è ancora aperta
di Gianmarco Marinai
Giudice del Tribunale di Livorno e RID della Toscana
Nota a Tribunale Milano 3 febbraio 2016 n. 1432

La decisione del Tribunale di Milano riporta all'attualità una delle tante questioni giuridiche legate all'introduzione del Processo Civile Telematico, già trattata in questa rivista, in sede di commento ai primi provvedimenti giudiziari resi nell'estate 2014, all'indomani dell'introduzione dell'obbligatorietà del PCT.

Con la memoria di replica a conclusionale, una parte eccepisce l'inammissibilità della comparsa conclusionale avversaria, in quanto depositata in spregio delle regole tecniche che sovraintendono il deposito telematico degli atti: essa, infatti, non era in formato "pdf-nativo", ottenuta, cioè, dalla trasformazione di un file di testo, ma in formato "pdf-immagine", cioè derivante dalla scansione di un atto "nato" cartaceo.

Il Tribunale, dimostrando di ben conoscere sia la normativa tecnica, sia i precedenti giurisprudenziali, respinge l'eccezione, ritenendo che "in mancanza di una sanzione processuale qualificata dal legislatore, l’inosservanza della normativa tecnica costituisca una mera irregolarità".

Aggiunge che tale irregolarità non necessita neppure di essere sanata mediante un ordine del giudice di procedere a nuovo deposito dell'atto.

L'atto, infatti, ha raggiunto il proprio scopo essendo venuto a conoscenza del giudice e a disposizione delle altre parti e "ciò accade una volta che l’atto depositato telematicamente, anche se non rispondente alle norme tecniche, viene accettato dalla cancelleria e inserito dal sistema nel fascicolo processuale telematico", in quanto "visibile" e "leggibile".

E' vero − prosegue il Tribunale – che si impone la regolarizzazione dell'atto per "assicurare una corretta implementazione del fascicolo informatico e del funzionamento del sistema del PCT", tale essendo lo scopo delle regole tecniche, ma tale regolarizzazione è necessaria solo allorquando la regolarizzazione "consente contemporaneamente la prosecuzione del giudizio", al contrario del caso di specie, nel quale la regolarizzazione imporrebbe la remissione della causa sul ruolo e dunque, non risultando leso il diritto di difesa, una retrocessione del processo incompatibile con il prevalente principio della ragionevole durata del processo.

Rinviando al commento sopra citato, non ci si può esimere dal notare come il punto dirimente appare quello di comprendere quale sia lo scopo della norma che detta le specifiche tecniche e cioè l'art. 12 del Provvedimento del Ministero della Giustizia 16.4.2014, contenente le Specifiche tecniche previste dall'art. 34 d.m. 21 febbraio 2011 n. 44:

"ART. 12 (Formato dell’atto del processo in forma di documento informatico – art. 11 del regolamento)

1. L’atto del processo in forma di documento informatico, da depositare telematicamente all’ufficio giudiziario, rispetta i seguenti requisiti:

a) è in formato PDF;

b) è privo di elementi attivi;

c) è ottenuto da una trasformazione di un documento testuale, senza restrizioni per le operazioni di selezione e copia di parti; non è pertanto ammessa la scansione di immagini;

d) è sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata esterna secondo la struttura riportata ai commi seguenti;

e) è corredato da un file in formato XML, che contiene le informazioni strutturate nonché tutte le informazioni della nota di iscrizione a ruolo, e che rispetta gli XSD riportati nell’Allegato 5; esso è denominato DatiAtto.xml ed è sottoscritto con firma digitale o firma elettronica qualificata.

2. La struttura del documento firmato è PAdES-BES (o PAdES Part 3) o CAdESBES; il certificato di firma è inserito nella busta crittografica; è fatto divieto di inserire nella busta crittografica le informazioni di revoca riguardanti il certificato del firmatario. La modalità di apposizione della firma digitale o della firma elettronica qualificata è del tipo “firme multiple indipendenti” o parallele, e prevede che uno o più soggetti firmino, ognuno con la propria chiave privata, lo stesso documento (o contenuto della busta). L’ordine di apposizione delle firme dei firmatari non è significativo e un’alterazione dell’ordinamento delle firme non pregiudica la validità della busta crittografica; nel caso del formato CAdES il file generato si presenta con un’unica estensione p7m. Il meccanismo qui descritto è valido sia per l’apposizione di una firma singola che per l’apposizione di firme multiple.

3. Le applicazioni di generazione della firma digitale o qualificata per la sottoscrizione dei documenti informatici devono utilizzare la funzione di hash di cui all'art 4, comma 2, del Decreto del Presidente del Consiglio dei Ministri 22 febbraio 2013".

Alcuni provvedimenti hanno ritenuto che lo scopo della norma sia quello di rendere gli atti immediatamente intelligibili a tutti gli operatori del processo, senza imporre la necessità di ricercare programmi di conversione di formati diversi e di rendere l'atto navigabile ad ogni attore del processo, anche al fine di effettuare le operazioni di copia-incolla.

Il Tribunale di Milano ritiene, invece, che lo scopo consista, genericamente nell'assicurare una corretta implementazione del fascicolo informatico e del funzionamento del sistema del PCT.

Esaminando nel suo complesso l'art. 12 sopra riportato, sembra, però, che il legislatore abbia inteso indicare i parametri minimi affinché un file, cioè un documento informatico costituito da un insieme di bit, possa essere accettato come valido atto processuale.

Allo stesso modo in cui nessuno dubita che non può essere qualificato valido atto processuale un ricorso inciso su una tavoletta di cera o scritto con inchiostro simpatico, o che non può essere equiparato ad un valido deposito il lancio del mattone con avvolto l'atto direttamente sulla scrivania del giudice, non pare potersi ritenere validamente formato un atto inserito in un file audio o video, oppure inviato in un formato diverso dal PDF (i formati sono potenzialmente infiniti: PPT, ODT, TIFF, LIT, EPUB, per restare ad alcuni famosi formati idonei a contenere testo, ma che necessitano di programmi specifici per essere aperti), oppure non firmato digitalmente, o radicalmente privo del file XML, imprescindibile per permettere al sistema di catalogare l'atto ed inserirlo nel fascicolo giusto, ma irrilevante ai fini del riconoscimento del suo contenuto, o, ancora, con certificato di firma non inserito nella busta; né può dirsi validamente depositato l'atto inviato per email all'indirizzo di posta del giudice o della cancelleria del Tribunale. E in tutti questi casi non c'è dubbio che l'atto sia teoricamente leggibile: è evidente, allora, che non è sufficiente a ritenere raggiunto lo scopo, il fatto che l'atto processuale sia leggibile e sia messo a disposizione del giudice e delle parti.

Mai come nel caso degli atti telematici (costituiti da null'altro se non da una serie ordinata di informazioni binarie) si rende necessaria la rigorosa applicazione dell'art. 121 c.p.c., secondo cui il principio della libertà delle forme degli atti vale solo nel caso in cui la legge non richieda forme determinate.

Se la forma non è rispettata, l'atto è nullo e la nullità si trae proprio dall'art. 121 e dall'art. 156 c. 2 c.p.c., non essendo presenti i requisiti formali indispensabili per il raggiungimento dello scopo, salva – ovviamente − la possibilità di rinnovazione di cui all'art. 162 c.p.c..

Non sembra possibile, d'altra parte, invocare il principio costituzionale della ragionevole durata del processo per consentire la violazione di norme poste a presidio del corretto svolgimento del processo e dunque a tutela del diritto di difesa e del principio del contraddittorio.

Va anzi segnalato – in senso esattamente opposto – il provvedimento del Tribunale di Siena del 5/11/2014 in cui si legge che "il requisito dell’assenza di restrizioni per le operazioni di selezione e copia di parti, così come il requisito dell’accompagnamento dell’atto processuale di parte con un file di dati che ne renda inequivoca anche ai fini informatici la collocazione e qualificazione datane dalle parte, costituiscono un quid essenziale per la ragionevole durata del procedimento, poiché rispettivamente la selezione e copia di parti del testo dell’atto di parte e la sua corretta e inequivoca collocazione informatica nei sistemi del dominio Giustizia costituiscono un irrinunciabile elemento di efficienza nell’attività giudiziaria e in quella giurisdizionale".

In ogni caso, è oramai improcrastinabile un intervento organico del legislatore volto a regolamentare questa ed altre criticità nascenti dall'introduzione del Processo Civile Telematico a valore legale e dalla sovrapposizione delle relative norme con quelle del codice di procedura nato e pensato in una situazione storica e tecnologica incomparabilmente diversa da quella attuale.

In questo senso sembra andare il disegno di legge delega licenziato proprio a fine febbraio dalla Commissione Giustizia della Camera dei Deputati, nel quale è delegata la redazione di un testo unico del PCT che dovrebbe prevedere, tra le altre numerose norme, anche uno "schema informatico per la predisposizione degli atti processuali", "il divieto di sanzioni processuali sulla validità degli atti per il mancato rispetto delle specifiche tecniche sulla forma e sullo schema informatico dell'atto, quando questo abbia comunque raggiunto lo scopo" (auspicando, però, che il legislatore chiarisca una volta per tutti quale sia, esattamente, lo scopo), "il principio di sinteticità degli atti di parte e del giudice … prevedendo le conseguenze, anche processuali, dell'eventuale inosservanza".

L'operatore non può che plaudire al tentativo di codificazione, auspicandone una rapida approvazione.

 

30 marzo 2016
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
La Cassazione si cimenta sulla firma digitale: solo CAdES o anche PAdES? 
Istruzioni per l’uso
La Cassazione si cimenta sulla firma digitale: solo CAdES o anche PAdES? Istruzioni per l’uso
di Gianmarco Marinai
Commento all’ordinanza n. 20672/2017 di rimessione alle Sezioni unite della questione concernente gli effetti della violazione delle disposizioni tecniche specifiche sulla forma degli “atti del processo in forma di documento informatico”
19 ottobre 2017
Per un modello leggero (ma non un “guscio vuoto”!) di ufficio per il processo
Per un modello leggero (ma non un “guscio vuoto”!) di ufficio per il processo
di Roberto Braccialini
Giugno 2003. In coda ad un dibattito veramente intenso promosso dall’Associazione nazionale magistrati su protocolli, processo e organizzazione, sulla scia delle riflessioni maturate in quel contesto sul valore essenziale dell’organizzazione delle risorse a disposizione della giurisdizione per rendere effettivo il principio della ragionevole durata del processo, parte uno scambio di corrispondenza molto fitto su questi argomenti tra un giudice civile, un dirigente amministrativo ed un docente universitario che in capo a pochi mesi approda ad una felice formula organizzativa, la quale riassume in sé l’esigenza di coordinare le risorse esistenti in vista della migliore funzionalità per il processo
2 maggio 2017
PCT: due brevi pronunce su casella pec piena e deposito cartaceo non consentito
PCT: due brevi pronunce su casella pec piena e deposito cartaceo non consentito
di Gianmarco Marinai
Commento a Trib. Milano 20.4.2016 e Trib. Locri 12.7.2016
26 settembre 2016
La XI Assemblea Nazionale degli Osservatori sulla Giustizia civile
La Cassazione per la prima volta alle prese con i problemi del processo civile telematico
Nuovi scenari del “dominio” @giustizia.it
In difesa del processo civile telematico
In difesa del processo civile telematico
di Salvatore Carboni
Il processo civile telematico richiede, per la sua piena operatività, e per usufruire dei suoi benefici, allo stato in buona parte solamente potenziali, la totale scomparsa della carta. Senza vie di mezzo. Senza regimi transitori
14 ottobre 2015
PCT: Lo scoglio della stampa sul percorso del processo civile telematico
PCT: Lo scoglio della stampa sul percorso del processo civile telematico
di Enrico Consolandi
Prassi locali concordate vs. statuizioni normative
12 ottobre 2015
PCT: il problema non è la carta
PCT: il problema non è la carta
di Gianmarco Marinai
Obbligare alla copia cartacea degli atti è una battaglia di retroguardia che ci dipinge dinanzi all'opinione pubblica come dei reazionari contrari a qualunque evoluzione
12 ottobre 2015
Processo civile telematico: abbiamo una via d’uscita?
Processo civile telematico: abbiamo una via d’uscita?
di Roberto Braccialini
Quello della carta è oggi “il problema” del processo telematico, il macigno che ne sta bloccando l’ingranaggio evolutivo
9 ottobre 2015
Newsletter


Fascicolo 2/2019
Famiglie e Individui. Il singolo nel nucleo

Il codice della crisi d’impresa e dell’insolvenza: idee e istituti
Giurisprudenza e documenti
Le Sezioni unite sulla cannabis light. Una prima lettura
Le Sezioni unite sulla cannabis light. Una prima lettura
di Davide Barbagiovanni
La cannabis light tra legge, giudici, principio di offensività in astratto e in concreto e alcune occasioni mancate
24 luglio 2019
Licenziamenti disciplinari e contrattazione collettiva tra realtà e immaginazione
Licenziamenti disciplinari e contrattazione collettiva tra realtà e immaginazione
di Alberto Piccinini
Note critiche a proposito della sentenza Cass., Sezione Lavoro, n. 12365 del 9 maggio 2019
23 luglio 2019
Caso Sea Watch 3, la “scandalosa” ordinanza di rigetto del gip di Agrigento
Caso Sea Watch 3, la “scandalosa” ordinanza di rigetto del gip di Agrigento
di Andrea Natale
La richiesta di convalida dell'arresto di Carola Rackete è stata respinta. Una decisione che ricorda l'esistenza di una gerarchia di documenti normativi che antepone la Costituzione e le convenzioni internazionali ai provvedimenti amministrativi di un Ministro
3 luglio 2019
Sicurezza sociale e nuove tipologie contrattuali: l'assegno al nucleo familiare
Sicurezza sociale e nuove tipologie contrattuali: l'assegno al nucleo familiare
di Anna Terzi
Il giudice di legittimità indica nell'interpretazione sistematico-evolutiva la via corretta per l’applicazione delle norme previdenziali anteriori alla disciplina delle nuove tipologie di contratto di lavoro
2 luglio 2019
Le ordinanze prefettizie limitative della libertà di movimento nelle “zone rosse” *
di Giacomo Cresci
È stata di recente inaugurata a Firenze e Bologna una nuova frontiera nell’esercizio dei poteri di polizia con riflessi sui principi cardine di un ordinamento democratico: ma l’ordinanza prefettizia del Prefetto di Firenze, limitativa della libertà di movimento a seguito di mera denuncia, è stata annullata dal Tar Toscana con la decisione che si commenta
10 giugno 2019
Elezione di domicilio e conoscenza del procedimento: la parola passa alle Sezioni unite
Elezione di domicilio e conoscenza del procedimento: la parola passa alle Sezioni unite
di Federico Piccichè
Le Sezioni unite chiamate a pronunciarsi sulla validità della dichiarazione di assenza basata su un’elezione di domicilio presso difensore d’ufficio nominato dalla polizia giudiziaria in sede di identificazione. Nota a Cassazione Penale, Sez. 1, ordinanza 29 gennaio 2019 (dep. 1 marzo 2019), n. 9114, Pres. Mazzei, Rel. Siani
27 maggio 2019