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Questione penale e politiche penitenziarie, i documenti dell’Associazione italiana dei professori di diritto penale

Diamo seguito al dibattito sulle visioni del diritto e del processo penale attraverso la pubblicazione di due importanti contributi dell’Associazione italiana dei professori di diritto penale, il primo dedicato alla gestione della questione penale nel suo complesso e il secondo centrato sul tema delle politiche penitenziarie e della pena carceraria.

Sono documenti che lasciano affiorare una preoccupazione considerevole – che è anche la nostra – sulla torsione in atto della leva penalistica, da strumento per favorire la convivenza civile a dispositivo centrale della produzione e della raccolta del consenso.

È una trasformazione che incide sul delicato equilibrio del diritto penale costituzionale: espressione massima del monopolio della coercizione ma, al contempo, garanzia contro la forza di quel potere punitivo

23/11/2018
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Se fioriscono le spine

Recensione al libro di Glauco Giostra (Menabò, 2025)

31/01/2026
Ladri di case e mendicanti. La povertà minaccia la sicurezza pubblica

Il pacchetto-sicurezza del 2025 interviene sulle occupazioni abusive del domicilio altrui (i cd. furti di case) e sull’accattonaggio, ritenuti fenomeni di grande allarme sociale. Di fatto, però, dall’analisi delle norme si comprende che l’obiettivo dell’intervento è più la tutela dei locatori e grandi proprietari, nonché la criminalizzazione delle associazioni che lavorano nel vasto campo dell’informalità abitativa. Le norme sull’accattonaggio presentano, soprattutto nella nuova versione, problemi molto forti sotto il profilo dell’offensività e della proporzionalità. Ci si chiede se non si stia creando un vero e proprio diritto penale del rom e se tale operazione sia utile per tutelare davvero la sicurezza urbana.

15/01/2026
La nonviolenza al banco degli imputati: anatomia del reato di rivolta

Il reato di rivolta in istituto penitenziario costituisce un salto di qualità: il diritto penale, incriminando atti di dissenso non violenti, perde la sua natura di strumento di difesa contro gli abusi e le sopraffazioni per diventare baluardo del principio di autorità. Descrizione della fattispecie di rivolta – sia in carcere sia nei CPR – e sua collocazione sistematica forniscono basi evidenti per decifrare la torsione di cui si è detto. I detenuti e gli stranieri, al contempo, vengono definitivamente consegnati al ruolo di nemici dell’ordine e della sicurezza.

14/01/2026
Flagranza differita: tra dinamiche operative e tutela dei diritti fondamentali

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13/01/2026