home search menu
Leggi anti-discriminazione ed effetti indesiderati
Osservatorio internazionale
Leggi anti-discriminazione ed effetti indesiderati
di Luigi Marini
Magistrato, Legal adviser alla Rappresentanza permanente d’Italia presso le Nazioni Unite*
Un dibattito nato attorno alle misure adottate in molti Stati e comunità per impedire che gli aspiranti a un lavoro debbano preventivamente dichiarare i propri precedenti penali

In un articolo pubblicato nell’inserto economico del New York Times del 20 Agosto 2016, Sendhil Mullainathan, professore dell’Università di Harvard, affronta il tema delle discriminazioni che intervengono nella ricerca di un lavoro e dei possibili “effetti indesiderati” delle misure adottate per fronteggiarle.

Il caso è quello delle misure adottate in molti Stati e comunità per impedire che gli aspiranti a un lavoro debbano preventivamente dichiarare i propri precedenti penali. Come ho già avuto modo di accennare in altro commento1, salvo poche eccezioni le sentenze di condanna anche per fatti assolutamente minori restano registrate a vita nel casellario giudiziale statunitense.

Si tratta di una soluzione che per le persone condannate ostacola drammaticamente la ripresa di una vita normale e che danneggia soprattutto gli appartenenti alle classi sociali più emarginate. Le statistiche dimostrano che quasi il 70% dei giovani di colore che non hanno concluso gli studi superiori hanno subito una condanna entro i loro primi 30 anni.

Muovendo da tale situazione di fatto, sia a livello federale sia a livello statale e di comunità locale sono state adottate politiche che non consentono in sede di selezione per un posto di lavoro la richiesta di informazioni sulle eventuali condanne penali. Sembrerebbe una buona soluzione anti-discriminatoria e un aiuto effettivo per coloro che intendono recuperare una vita “normale” dopo avere scontato una condanna, soprattutto in un Paese che lega alla posizione lavorativa il godimento di diritti e servizi essenziali.

Citando una ricerca sul campo, l’autore ci dice che il discorso è più complesso e che una misura antidiscriminatoria può trasformarsi una soluzione che accresce i rischi di discriminazione. Il suo argomento è semplice e, insieme, di portata generale. Non sempre i bisogni e le aspettative di una parte possono essere semplicemente inibiti o vietati.

Siccome è nelle cose che un datore di lavoro tenda a preferire persone che non hanno avuto condanne penali, nell’impossibilità di richiedere tale informazione direttamente agli aspiranti lavoratori egli finirà per adottare altri criteri di selezione che in qualche modo rispondano alla sua esigenza. E questo può essere un fattore inatteso di nuova discriminazione.

È quanto ipotizzano gli esiti di una ricerca sul campo. In una realtà in cui le domande di lavoro sono fatte essenzialmente con la trasmissione del proprio curriculum, i ricercatori hanno inviato una serie di domande campione inserendovi elementi che potevano indirizzare il datore di lavoro nel comprendere se l’aspirante fosse bianco oppure di colore. Il risultato è che le domande presentate da aspiranti “probabilmente” bianchi hanno avuto un’attenzione molto maggiore delle altre; un risultato che sembra avere una chiara relazione con le statistiche sopra ricordate.

Se tale ricerca trovasse maggiori conferme, dovremmo concludere che per evitare la discriminazione in danno dei giovani (di colore) effettivamente colpiti da condanna penale si finisce per estenderla a tutte le persone di colore, incluse quelle incensurate.

La conclusione del prof. Mullainathan è semplice: invece di incidere sui sintomi, occorre cercare di incidere sulle cause dei fenomeni e ricordarsi che non è affatto vero che modifiche delle convinzioni e dei comportamenti richiedono tempi biblici. Se in soli 60 anni, grazie all’impegno di associazioni e istituzioni, il favore per i matrimoni inter-razziali è passato dal 4 all’87%, azioni positive e altrettanto impegno possono cambiare in tempo ancor più breve i pregiudizi che accompagnano i giovani con precedenti penali.

L’esempio viene da una ricerca condotta in Pennsylvania, dove campi di lavoro estivi rivolti a giovani a rischio non solo hanno fornito a costoro una prima esperienza lavorativa da spendere nelle ricerche di un lavoro stabile, ma sembrano ridurre le possibilità di commissione di futuri crimini. Sono strade come questa che possono eliminare le ragioni che spingono oggi i datori di lavoro ad adottare condotte discriminatorie.

Non è difficile comprendere come un approccio critico di questo genere possa trovare applicazione nel nostro Paese ai temi che riguardano il ricorso al carcere, le misure alternative e le politiche volte a ridurre i rischi di recidivanza. Il che significa investire in serie ricerche sul campo e avere una reale volontà di sperimentare e misurarsi coi fatti: condizioni su cui abbiamo ancora molta strada da fare dopo i primi segnali incoraggianti.

________________

* Le opinioni qui esposte sono espresse a titolo personale e non impegnano l’Amministrazione.

1 “Carcere, droga e intervento penale in Usa. Un dibattito aperto”, Questione Giustizia, n.3/2015, pag.209 ss. 

6 settembre 2016
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
Principio di non discriminazione e norme speciali per le minoranze. La legge sacra islamica di fronte alla Cedu
Principio di non discriminazione e norme speciali per le minoranze. La legge sacra islamica di fronte alla Cedu
di Marika Ikonomu
La Corte analizza la questione alla luce sia delle fonti interne sia della normativa europea e internazionale, al fine di individuare il corretto bilanciamento tra la protezione del particolarismo religioso e la protezione dei diritti fondamentali
10 gennaio 2019
La cultura giuridica e le leggi razziali: avvocati e giudici ebrei. La giurisprudenza in materia razziale
La cultura giuridica e le leggi razziali: avvocati e giudici ebrei. La giurisprudenza in materia razziale
di Carlo Brusco
Il testo costituisce un capitolo, ancora in via di elaborazione, di un libro dedicato alle leggi razziali del 1938/1939 che verrà pubblicato, nell’80° anniversario della loro promulgazione, dalle Edizioni Gruppo Abele
22 dicembre 2018
Caso mense a Lodi, il Tribunale di Milano accerta la natura discriminatoria del regolamento comunale
Caso mense a Lodi, il Tribunale di Milano accerta la natura discriminatoria del regolamento comunale
L’ordinanza offre un’approfondita interpretazione del quadro vigente in materia di non discriminazione
14 dicembre 2018
Il valore dell’indipendenza al tempo delle leggi razziali *
di Olimpia Monaco
L’esempio di Mario Fioretti. Combattere l’immobilismo e l’assoggettamento della giurisdizione alla deriva autoritaria del potere politico significa – ieri come oggi – uscire allo scoperto contro lo “spirito del tempo”, infrangere l’autoreferenzialità e rifondare il rapporto tra legalità e giustizia
13 dicembre 2018
La magistratura al tempo delle leggi razziali *
di Piergiorgio Morosini
In un ritorno ciclico, sempre possibile, dello scarto tra giustizia e neutralità, l’ombra lunga delle leggi antiebraiche impone una rinnovata attenzione per l’assetto e i valori costituzionali. Poteri esercitati “per decreto”, remissività istituzionale, dichiarazioni di (non) appartenenza razziale sono sintomi di un’eclissi della coscienza − civile e collettiva − che porta alla persecuzione delle vite. Una lezione per il magistrato contemporaneo
28 novembre 2018
La legalità del male*
di Pasquale Serrao d’Aquino
Monito aperto al futuro e carico di implicazioni attuali, la memoria dei Giusti ha un suo capitolo illustre nella vita di quei magistrati che, mentre la dittatura fascista traeva linfa dalla declinazione giuridica e culturale della razza, sottrassero la portata dei diritti umani alla superficie ermeneutica e al silenzio, in difesa della democrazia
22 novembre 2018
L’Apartheid e oltre. L’esperienza delle Legal Aid Clinics in Sudafrica
L’Apartheid e oltre. L’esperienza delle Legal Aid Clinics in Sudafrica
di Elettra Aldinio
Le Legal Aid Clinics in Sudafrica durante l’Apartheid furono uno spiraglio di luce nel naufragio dei diritti. Oggi svolgono il loro compito nella consapevolezza, segnata da Mandela, che l’arma più potente è l’educazione dei cittadini
13 novembre 2018
Il regolamento per l’accesso alle prestazioni agevolate del comune di Lodi o la burocrazia dell’ingiustizia
Il regolamento per l’accesso alle prestazioni agevolate del comune di Lodi o la burocrazia dell’ingiustizia
di Elisabetta Tarquini
Quella che riguarda la mensa scolastica del comune lombardo è una storia che mette in luce la straordinaria capacità della burocrazia di funzionare da strumento di esclusione. Il regolamento viola i diritti di una parte di chi abita quel territorio, individuata in relazione alla sua nazionalità e origine etnica, e lo fa violando norme statali sovraordinate
6 novembre 2018
Regole e principi per un buon giornalismo non per un giornalismo buono: la nuova edizione delle Linee guida della Carta di Roma
Regole e principi per un buon giornalismo non per un giornalismo buono: la nuova edizione delle Linee guida della Carta di Roma
di Paola Barretta
L’Associazione Carta di Roma è stata fondata nel dicembre 2011 per dare attuazione al protocollo deontologico per una informazione corretta sui temi dell’immigrazione, siglato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti (CNOG) e dalla Federazione nazionale della stampa italiana (FNSI) nel giugno del 2008
15 ottobre 2018
Reati motivati da ragioni di odio e discriminazione etnico-religiosa e immigrazione: le direttive del Procuratore della Repubblica di Torino
Reati motivati da ragioni di odio e discriminazione etnico-religiosa e immigrazione: le direttive del Procuratore della Repubblica di Torino
Pubblichiamo le Direttive per un più efficace contrasto dei reati motivati da ragioni di odio e discriminazione etnico-religiosa e per la più rapida trattazione degli Affari dell’Immigrazione, nel rispetto dei diritti fondamentali delle persone emanate il 9 luglio 2018
17 luglio 2018
Newsletter


Fascicolo 1/2019
Populismo e diritto
Osservatorio internazionale
Per una costituzione democratica europea: un progetto, un metodo, un’agenda
Per una costituzione democratica europea: un progetto, un metodo, un’agenda
di Pier Virgilio Dastoli
Contrariamente al passato, dopo le elezioni europee sembra necessaria la formazione di una alleanza di innovatori pronta a battersi per un'Europa solidale fondata su una dimensione democratica che sia insieme rappresentativa, partecipativa, economica, di prossimità e paritaria
23 maggio 2019
Lettere dai magistrati turchi
Lettere dai magistrati turchi
Il 23 maggio è la giornata di sensibilizzazione per l'indipendenza della giustizia in Europa. Pubblichiamo la traduzione in dodici lingue delle Letters from the Turkish Judiciary edite in e-book da Medel, impressionante testimonianza dell'incredibile accelerazione della caduta dello Stato di diritto in Turchia
23 maggio 2019
Per il rilancio del progetto europeo
Per il rilancio del progetto europeo
di Franco Ippolito
L’Europa delle Costituzioni e delle Carte dei diritti, l’Europa della pari dignità delle persone non può chiudersi in una fortezza, alzando muri materiali o giuridici, senza tradire sé stessa e perdere la sua identità e la sua stessa “anima”
23 maggio 2019
Lottare per l'Europa per potere sperare nell'Europa
Lottare per l'Europa per potere sperare nell'Europa
di Giuseppe Bronzini
Per sconfiggere le forze sovraniste è necessario riavviare la riflessione razionale sulla realtà ambivalente del processo di integrazione europea, successi ma anche gravi limiti. Ma questo non basta; occorre offrire visibili forme di solidarietà sociale paneuropea chiaramente ascrivibili all’Unione che ricostruiscano quella fiducia nel potere sovranazionale gravemente compromessa con le politiche di austerity
22 maggio 2019
La Giustizia in Europa  *
di Mariarosaria Guglielmi
Non è immaginabile una cultura giuridica europea senza la giurisprudenza in tema di libertà e di diritti delle Corti europee che rappresentano la garanzia di uno strumento di verifica del rispetto dei diritti: il discorso sui diritti comprende una capacità di visione attraverso una lente in grado di cogliere uno spettro più ampio di prospettive, in un’ottica non puramente nazionale. Non vi è giudice nei confini dell’Europa che oggi non si senta giudice europeo, che non avverta il senso di un percorso irreversibile che la giurisdizione deve continuare a compiere verso l’effettiva realizzazione di un spazio comune di Giustizia
21 maggio 2019
L’Europa dei diritti e le migrazioni. Le norme e la realtà
L’Europa dei diritti e le migrazioni. Le norme e la realtà
di Elena Paciotti
Con la pubblicazione dell’intervento di Elena Paciotti al seminario su “L’Europa dei diritti e le migrazioni”, tenutosi alla Fondazione Basso il 15 maggio scorso, la redazione di Questione Giustizia on-line intende offrire ai lettori una serie di spunti di riflessione in vista delle elezioni del Parlamento europeo del 26 maggio 2019. I contributi che verranno pubblicati quotidianamente in questa settimana intendono porre in luce alcuni aspetti cruciali della posta in gioco e degli scenari europei che si apriranno con la nuova legislatura nell’Europa integrata dei diritti. Buona lettura!
20 maggio 2019