Magistratura democratica
Giurisprudenza e documenti

La Corte EDU alla ricerca dell’imparzialità dei giudici davanti alla vittima "imperfetta"

di Paola Di Nicola Travaglini
consigliera della Corte di cassazione

Riflessioni a margine della sentenza della Corte EDU J.L. contro Italia del 27 maggio 2021

20/07/2021
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La sottomissione nelle molestie di genere e sessuali: quando il consenso non basta

La sottomissione nei casi di molestie di genere e sessuali nei luoghi di lavoro rappresenta condizione di soggezione strutturale che riduce in modo significativo la libertà di autodeterminazione della vittima. L’eventuale manifestazione del consenso, anche quando espressa, non può ritenersi valida né idonea a scriminare le condotte o gli atti molesti, in quanto frutto di una volontà compressa dal rapporto di dominio. Alla luce dell’art. 26, comma 3, del Codice delle pari opportunità, gli atti e i patti formatisi in tale condizione devono considerarsi nulli, alla luce della presenza degli indici oggettivi della sottomissione (contesto molesto, vulnerabilità personale e contrattuale, compressione decisionale, condotte adattive). La sottomissione può rappresentare anche un fattore di rischio organizzativo, rilevante anche nella valutazione prevenzionistica e nei Modelli 231.

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