home search menu
<i>Il verdetto-The children act</i>, un film di  Richard Eyre
Magistratura e società
Il verdetto-The children act, un film di Richard Eyre
di Paola Perrone
già presidente di Sezione della Corte d'appello di Torino
La recensione all'opera tratta da La ballata di Adam Henry, un romanzo di Ian McEwan
<i>Il verdetto-The children act</i>, un film di  Richard Eyre

Tratto dal romanzo di Ian McEwan La ballata di Adam Henry (Einaudi, 2014), questo film parla di una giudice dell’Alta Corte di Londra (Sezione famiglia) che vede intrecciarsi la propria vita, giunta ad età matura, ad una crisi coniugale e ad un caso giudiziario molto coinvolgente.

Impegnata totalmente nel suo lavoro, non si è accorta che il marito, molto innamorato di lei, si è sentito defraudato dalla rarefazione della loro intimità sessuale e pretende ora, col consenso di lei, di avere un’avventura senza futuro con una giovane donna.

Il caso urgente che lei deve decidere è la richiesta di un ospedale, che ha in cura un giovane 17enne malato di leucemia, di poterlo sottoporre ad una trasfusione di sangue salva vita, benché il ragazzo ed i suoi genitori, Testimoni di Geova, vi si oppongano nettamente per motivi religiosi.

La giudice Fiona Maye taglia di netto – per il momento – col marito che va via di casa mentre lei cambia la chiave della serratura; e si dedica completamente al caso a lei sottoposto convocando le parti e svolgendo l’istruttoria in una udienza serale, data l’imminenza del pericolo di vita già per l’indomani: sente l’oncologo che le spiega la necessità assoluta dell’intervento; sente il padre del malato che con forza rivendica il diritto del figlio di opporsi ad una commistione di sangue che finirebbe per oltraggiare il loro Dio.

Ma qui, quando la procedura le indicherebbe di ritirarsi per decidere “secondo il benessere del minore”, la giudice opera una scelta del tutto irrituale e che lascia tutti stupiti: dispone di andare personalmente in ospedale per avere un contatto diretto col minore, non perché da lui possano venirle indicazioni (in quando minorenne non può esercitare diritti in termini di trattamento sanitario) ma per verificare se la sua posizione sia spontanea o non piuttosto eterodiretta, e se egli sia consapevole della particolare dolorosità della morte che lo attenderebbe.

Il colloquio avviene in presenza dell’assistente sociale che ben conosce Adam: il ragazzo è maturo ed intelligente, stupito di ritrovarsi davanti il proprio giudice; Fiona Maye è tenera nel rivolgergli le domande; i due si ritrovano, a fine colloquio, lui a suonare un pezzo al violino e lei a cantarne le parole tratte da una poesia.

La decisione segue immediatamente e decreta l’autorizzazione all’ospedale ad intervenire con l’emotrasfusione.

Ma la storia non si interrompe qui: Adam, ormai ristabilito, comincia a scrivere delle lettere a colei che lo ha salvato, lettere di riconoscenza, e comincia a seguirla. L’habitus professionale spinge Fiona Maye a respingere tutti questi tentativi di imbastire una relazione e tutto sembra sedato. Ma in una trasferta in uffici periferici di New Castle, la Maye si ritrova il giovane che le propone di andare a vivere da lei. Prima che l’abbandono sia a questo punto definitivo fra i due c’è un fugace bacio dall’enigmatico significato.

La storia evolve ancora, ma non è il caso di rivelarne il finale.

Piuttosto, soprattutto per spettatori giuristi, è il caso di notare come il desiderio del giudice di conoscere direttamente la parte sulla quale sentenzia sia più forte di qualunque procedura rituale che lo vieterebbe: vi si legge, al di là della maestosità tutta britannica del ruolo svolto, come un dubbio del giudice sulla propria legittimazione a decidere. Dubbio che cerca di colmare attraverso una conoscenza senza steccati del caso specifico da affrontare.

Ed è proprio questo l’aspetto più interessante del film (e del libro) perché, nei tempi attuali e in Italia, non è più solo il pubblico a mettere in discussione la legittimazione della magistratura, ma è essa stessa che si interroga sul ruolo ricoperto.

Torna alla mente ciò che avvenne, nel 1985, allorché Elvio Fassone, presidente della Corte d’assise di Torino, completò un maxiprocesso a imputati di origine catanese, poi definitivamente condannati per omicidio e associazione mafiosa, comminando vari ergastoli. Ebbene, come egli stesso ebbe poi a spiegare in un bellissimo libro (Fine pena ora, Sellerio, 2015) [1], nella notte seguente al pronunciamento del dispositivo, egli sentì il bisogno di un contatto epistolare irrituale con l’imputato che si era dimostrato più pericoloso degli altri; da qui l’inizio di una corrispondenza fitta durata ventisei anni che portò ad una relazione vera e sincera fra i due in cui ci si interrogò sul senso della pena.

Per chi ha visto il film e letto il libro di McEwan, balza evidente la maggiore profondità del romanzo rispetto alla pellicola: che va dalla descrizione dettagliata del mestiere di giudice della famiglia, sempre a contatto con nodi dolorosissimi da sciogliere; all’evoluzione del rapporto con il marito con interrogativi sulla propria responsabilità nella rottura; soprattutto, all’accorgersi di essersi pericolosamente avvicinata ad una parte, in spregio alle regole e alla propria forma mentis.

Ma nel film splende come una stella Emma Thompson, perfetta nell’incarnare il giudice irreprensibile, eppure tanto umano.



[1] R. De Vito, Fine pena: ora, in questa Rivista on-line, 21 novembre 2015, http://questionegiustizia.it/articolo/fine-pena_ora_21-11-2015.php 

10 novembre 2018
Se ti piace questo articolo e trovi interessante la nostra rivista, iscriviti alla newsletter per ricevere gli aggiornamenti sulle nuove pubblicazioni.
La modifica della disciplina sul rientro in ruolo dei componenti 
togati del Csm: una riforma poco trasparente
La modifica della disciplina sul rientro in ruolo dei componenti togati del Csm: una riforma poco trasparente
di Marco Dall'Olio
L'abrogazione dell'art. 30, comma 2, del dPR 26 settembre 1958 n. 916 − avvenuta a fine anno 2017 mediante inserimento di un comma all'interno della legge di bilancio dello scorso anno − ha privato i magistrati del necessario dibattito preventivo sull'argomento
12 novembre 2018
Il ddl Pillon: adultocentrismo e conflitti tra generi e generazioni
Il ddl Pillon: adultocentrismo e conflitti tra generi e generazioni
di Stefano Celentano
Le premesse a corredo del ddl rendono “plastica” l’emersione di una “impostazione culturale” sulla regolamentazione della crisi delle famiglie differenziata, rispetto al passato, da svilenti categorie di pensiero. La pericolosa tendenza adultocentrica che imbriglia i minori in logiche di dominio e prevaricazione, rende il testo di legge in discussione un rigido manuale d’uso che burocratizza l’alta funzione genitoriale e riduce il minore ad un oggetto di contesa
8 novembre 2018
Il diritto fondamentale di asilo e alla protezione internazionale
Il diritto fondamentale di asilo e alla protezione internazionale
di Gaetano Silvestri
Pubblichiamo l'intervento tenuto al corso della Scuola superiore della magistratura “Il diritto ad una tutela giudiziaria effettiva dei richiedenti protezione internazionale” (Catania, 12-14 settembre 2018)
30 ottobre 2018
Opera senza autore, un film di Florian Henckel von Donnersmarck
Opera senza autore, un film di Florian Henckel von Donnersmarck
di Paola Perrone
Come ne Le vite degli altri, anche in quest'opera l’autore riesce a dipingere, attraverso la storia di singole persone, la Storia di un’intera nazione dilaniata e stravolta dalle leggi dittatoriali passate da quelle naziste a quelle filosovietiche
27 ottobre 2018
Il sorteggio dei candidati Csm, una riforma incostituzionale, irrazionale, dannosa
Il sorteggio dei candidati Csm, una riforma incostituzionale, irrazionale, dannosa
di Valerio Savio
Una proposta in grado di distruggere il ruolo rappresentativo ed istituzionale del Csm. Una pubblica umiliazione/delegittimazione per la magistratura e i singoli magistrati. Una riforma cui l’Anm deve opporsi con forza, unitariamente
24 ottobre 2018
La Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori
La Carta dei diritti dei figli nella separazione dei genitori
di Azzurra Fodra
Prime riflessioni a caldo di un giudice della famiglia sulla Carta adottata dall'Autorità garante per l'infanzia e l'adolescenza
23 ottobre 2018
Ddl Pillon, una proposta di legge farraginosa e ideologica
Ddl Pillon, una proposta di legge farraginosa e ideologica
di Assunta Confente
Note a margine del ddl Pillon: una riforma altamente ideologica, schierata a difesa del genitore più forte economicamente e quindi iniqua, che impone una visione di parte e trascura la realtà sociale in cui inciderà la normativa, ignorando l’interesse dei minori, divisi per legge in due, come se la loro identità e i loro bisogni non esistessero o fossero comunque per tutti uguali
5 ottobre 2018
Alla ricerca di buone prassi nel contenzioso famiglia: l'esperienza del Tribunale di Livorno
Alla ricerca di buone prassi nel contenzioso famiglia: l'esperienza del Tribunale di Livorno
di Azzurra Fodra
Un progetto tabellare e un protocollo di ampio respiro: così il Tribunale di Livorno attua qualità e efficacia nella gestione del contenzioso per la famiglia e i minori
2 ottobre 2018
Messa alla prova, quasi un romanzo di formazione
Messa alla prova, quasi un romanzo di formazione
di Andrea Natale
Ennio Tomaselli, per anni magistrato a Torino soprattutto in ambito minorile, è autore di numerose pubblicazioni, tra cui Giustizia e ingiustizia minorile. Tra profonde certezze e ragionevoli dubbi (FrancoAngeli, 2015). Messa alla prova (Manni editore, 2018) è il suo primo romanzo che, non per caso, ruota (anche, ma non solo) attorno al mondo della giustizia minorile. I personaggi: un cancelliere di tribunale, un giudice minorile e un ragazzo con alle spalle un’adozione fallita. Li accomuna un desiderio insoddisfatto di giustizia
22 settembre 2018
Lo sguardo che manca alla giustizia
Lo sguardo che manca alla giustizia
di Donatella Stasio
Il film «Sulla mia pelle», che racconta la vicenda di Stefano Cucchi, sollecita molte riflessioni tra cui quella sull’impersonalità (brutale) delle istituzioni, compresa la giustizia, e sulle sue ricadute negative nel rapporto di fiducia con i cittadini. Un problema antico ma ricorrente e cruciale nella vita delle istituzioni, di cui i magistrati devono farsi carico con i loro comportamenti. Secondo Piero Calamandrei, bisogna che «anche nel processo circoli questo senso di fiducia, di solidarietà e di umanità, che è in tutti i campi lo spirito animatore della democrazia»
18 settembre 2018
Newsletter


Fascicolo 2/2018
L’ospite straniero.
La protezione internazionale
nel sistema multilivello di tutela
dei diritti fondamentali
Magistratura e società
Opera senza autore, un film di Florian Henckel von Donnersmarck
Opera senza autore, un film di Florian Henckel von Donnersmarck
di Paola Perrone
Come ne Le vite degli altri, anche in quest'opera l’autore riesce a dipingere, attraverso la storia di singole persone, la Storia di un’intera nazione dilaniata e stravolta dalle leggi dittatoriali passate da quelle naziste a quelle filosovietiche
27 ottobre 2018
Regole e principi per un buon giornalismo non per un giornalismo buono: la nuova edizione delle Linee guida della Carta di Roma
Regole e principi per un buon giornalismo non per un giornalismo buono: la nuova edizione delle Linee guida della Carta di Roma
di Paola Barretta
L’Associazione Carta di Roma è stata fondata nel dicembre 2011 per dare attuazione al protocollo deontologico per una informazione corretta sui temi dell’immigrazione, siglato dal Consiglio nazionale dell’Ordine dei giornalisti (CNOG) e dalla Federazione nazionale della stampa italiana (FNSI) nel giugno del 2008
15 ottobre 2018
Diritti, identità, culture (tra alti e bassi giurisprudenziali)*
di Nicola Colaianni
Nella società delle grandi migrazioni il principio della legge uguale per tutti subisce l’assalto di nuove culture e di pretesi diritti culturali differenziati. La fallacia di questa interpretazione alla luce del dettato costituzionale non di rado, tuttavia, viene fondata su un inesistente obbligo di adesione ai “valori occidentali”. Viceversa il rispetto del diritto all’identità cultural-religiosa consente una interpretazione del diritto positivo in modo accogliente le altre culture, fino a che queste non contrastino con i diritti fondamentali: un uso interculturale del diritto
24 settembre 2018
Messa alla prova, quasi un romanzo di formazione
Messa alla prova, quasi un romanzo di formazione
di Andrea Natale
Ennio Tomaselli, per anni magistrato a Torino soprattutto in ambito minorile, è autore di numerose pubblicazioni, tra cui Giustizia e ingiustizia minorile. Tra profonde certezze e ragionevoli dubbi (FrancoAngeli, 2015). Messa alla prova (Manni editore, 2018) è il suo primo romanzo che, non per caso, ruota (anche, ma non solo) attorno al mondo della giustizia minorile. I personaggi: un cancelliere di tribunale, un giudice minorile e un ragazzo con alle spalle un’adozione fallita. Li accomuna un desiderio insoddisfatto di giustizia
22 settembre 2018
Pier Amato Perretta. Una vita per la libertà
Pier Amato Perretta. Una vita per la libertà
di Giuseppe Calzati
Un magistrato impegnato nell’associazionismo delle origini, che previde la deriva autoritaria del fascismo e che ad esso si oppose fino alla scelta di abbandonare l’ordine giudiziario e fino al sacrificio della vita durante la Resistenza
14 settembre 2018
Il giudice dei diritti
Il giudice dei diritti
di Marco Del Gaudio
La legittimazione autonoma della giurisdizione è un dato necessario che deriva dal suo ruolo di controllo sull’esercizio illegale del potere, a prescindere dalla “quantità di volontà popolare” che ha contribuito a legittimare quel potere di Governo. Nessun consenso rende lecito un atto di Governo contrario alle regole, ed è essenziale che la violazione sia accertata, riconosciuta e stigmatizzata in sede giurisdizionale. A maggior ragione nessun consenso, per quanto maggioritario o pressoché unanime, potrebbe rendere lecito un comportamento previsto dalla legge come reato
14 settembre 2018