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Eurobarometro, speciale immigrazione: in che modo le opinioni degli italiani differiscono da quelle dei cittadini europei?
di Lenka Dražanová
ricercatrice presso il Migration Policy Centre dell'Istituto universitario europeo
La pubblicazione dell’Eurobarometro sull’integrazione degli immigrati nell’Ue (n. 469) permette di fare dei confronti tra l’Italia e gli altri Stati europei. Questa breve analisi di alcuni dati intende far luce sulla domanda se le opinioni degli italiani a proposito di immigrazione differiscano significativamente da quelle dei cittadini europei, e in caso affermativo su quali aspetti principali

Perché questa rubrica

La Rubrica “Diritti senza confini” nasce dalla collaborazione fra le Riviste Questione Giustizia e Diritto, Immigrazione e Cittadinanza per rispondere all’esigenza di promuovere, con tempestività e in modo incisivo, il dibattito giuridico sulle principali questioni inerenti al diritto degli stranieri.

continua

1. Gli italiani considerano l’immigrazione un fenomeno illegale più di quanto facciano, mediamente, i cittadini europei

Mentre la maggioranza degli europei ritiene che ci siano più immigrati extracomunitari che risiedono legalmente nel loro Paese (rispetto agli immigrati illegali), la maggioranza (47%) degli intervistati italiani ritiene che ci siano più immigrati che soggiornano illegalmente in Italia (rispetto agli immigrati legali). Solo il 16% degli italiani ritiene che ci siano più immigrati che soggiornano legalmente e il 25% crede che ci sia lo stesso numero di immigrati che soggiornano legalmente e di immigrati che soggiornano illegalmente. Probabilmente questo è dovuto al fatto che l’Italia è uno dei principali Paesi di ingresso per gli immigrati provenienti dall’esterno dell’UE.

 

Figura 1. Percezione generale, nei vari Stati europei, delle proporzioni relative di immigrati che soggiornano legalmente o illegalmente nel Paese

Fonte: Eurobarometro Speciale 469 Report 2018

 

2. Gli italiani tendono a sovrastimare la quota della popolazione immigrata sulla popolazione totale, più di quanto accada in media in Europa

In generale, la maggior parte degli europei tende a sovrastimare la quota di immigrati residente nei loro Paesi. In media, la popolazione europea percepisce la quota della popolazione immigrata come doppia rispetto alle sue dimensioni effettive. Tuttavia, gli italiani stimano che la quota della popolazione immigrata sia pari a circa tre volte e mezza la cifra reale. Questo risultato colloca l’Italia tra i Paesi che più sovrastimano la popolazione immigrata rispetto alle cifre reali. I Paesi in cui si registra un rapporto tra stima e cifra reale superiore a quello che si riscontra in Italia sono tutti, a eccezione dell’Irlanda, nuovi Stati membri dell’UE.

 

Figura 2. Rapporto tra percentuale di immigrati nati al di fuori dell’UE-28 stimata (mediamente) dalla popolazione di ciascun Paese e percentuale effettiva di immigrati nella popolazione di ciascun Paese

Fonte: Eurobarometro Speciale 469 Report 2018 

 

3. Gli italiani riferiscono una maggiore interazione con gli immigrati rispetto alla media europea

La metà degli intervistati italiani interagisce quotidianamente con gli immigrati, si tratti di scambiare poche parole o di fare un’attività insieme. In particolare, il 35% dichiara di interagire quotidianamente in uno o due contesti, mentre il 17% dichiara interazioni quotidiane con gli immigrati in almeno tre diversi contesti. Questo pone l’Italia tra i Paesi con proporzioni elevate di intervistati che interagiscono quotidianamente con gli immigrati. In particolare, tra tutti i cittadini degli Stati dell’UE, gli italiani segnalano la massima interazione con gli immigrati mentre utilizzano i servizi pubblici.

 

Figura 3. Interazione media con gli immigrati negli Stati membri dell’UE-28 nei servizi pubblici

Fonte: Eurobarometro Speciale 469 Report 2018

 

4. Nonostante questi alti tassi di interazione, l’Italia appartiene ai Paesi dell’UE con le percentuali più basse di intervistati che si sentono a proprio agio con gli immigrati

Agli intervistati è stato chiesto se si sentissero a loro agio avendo un immigrato come loro direttore/superiore, collega di lavoro, vicino di casa, medico, membro della famiglia (compresi i partner) e/o amico. Quattro italiani su dieci (40%) affermano di sentirsi a proprio agio in qualsiasi tipo di relazione sociale con gli immigrati. Circa la metà (48%) degli intervistati italiani si sentirebbe a disagio in almeno uno di questi tipi di relazioni sociali. Solo una percentuale particolarmente bassa di italiani (18%) si sentirebbe del tutto a proprio agio se il suo medico fosse un immigrato extracomunitario.

 

Figura 4. Percezioni generali sull’eventualità di avere un immigrato come medico

Fonte: Eurobarometro Speciale 469 Report 2018

 

5. Gli italiani percepiscono l’integrazione degli immigrati meno riuscita rispetto a quanto pensino altri cittadini europei

Complessivamente, metà dei cittadini europei (54%) ritiene che l’integrazione degli immigrati abbia successo. Al contrario, il 55% degli italiani percepisce l’integrazione degli immigrati come non riuscita. Metà (51%) degli intervistati italiani considera l’immigrazione come un problema, rispetto al 6% che la vede più come un’opportunità. C’è un netto divario su questo tema tra, da una parte, l’Italia e alcuni altri Paesi (Ungheria, Malta, Grecia, Slovacchia e Bulgaria) e, dall’altra, Paesi come la Svezia, l’Irlanda e il Regno Unito, dove significative minoranze di intervistati considerano gli immigrati principalmente un’opportunità. Rispetto ai cittadini di altri Stati dell’UE, gli italiani percepiscono particolarmente forte il legame tra immigrazione e criminalità. Tre quarti degli intervistati italiani concordano con la dichiarazione secondo cui gli immigrati peggiorano i problemi di criminalità nel loro Paese; è la seconda proporzione nell’UE, dopo Malta. Allo stesso tempo, gli italiani, rispetto agli intervistati in altri Paesi europei, tendono anche a credere meno che l’integrazione degli immigrati sarebbe favorita dall’introduzione di programmi ad hoc.

 

Figura 5. Percezioni generali, nei vari Stati dell’UE, su quanto sia riuscita l’integrazione della maggior parte degli immigrati

Fonte: Eurobarometro Speciale 469 Report 2018

 

Figura 6. Opinioni sull’impatto dell’immigrazione sulla criminalità

Fonte: Eurobarometro Speciale 469 Report 2018

 

Figura 7. Opinioni sui programmi a sostegno dell’integrazione degli immigrati

Fonte: Eurobarometro Speciale 469 Report 2018

 

6. In relazione ai modi di integrare gli immigrati, gli italiani considerano la lingua un aspetto molto importante dell’integrazione in misura minore rispetto ai cittadini di altri Paesi europei

Solo la metà degli intervistati italiani considera importante per l’integrazione che gli immigrati parlino la lingua del Paese ospitante. Ciò è in netto contrasto con quanto si registra in Paesi come i Paesi Bassi e la Germania, dove quasi otto intervistati su dieci ritengono che sia molto importante parlare la lingua nazionale per una integrazione riuscita. Solo un terzo degli intervistati in Italia concorda sul fatto che i corsi di lingua per gli immigrati aiutino l’integrazione. In linea con le loro opinioni sulla lingua come fattore importante per un’integrazione di successo, solo tre italiani su dieci (il numero più basso tra tutti gli Stati dell’UE) concordano pienamente sul fatto che l’iscrizione dei figli di immigrati alla scuola materna favorisca l’integrazione.

 

Figura 8. Opinioni sui corsi di lingua come sostegno all’integrazione degli immigrati

Fonte: Eurobarometro Speciale 469 Report 2018

 

Figura 9. Opinioni sull’iscrizione di bambini immigrati alla scuola materna come sostegno all’integrazione degli immigrati

Fonte: Eurobarometro Speciale 469 Report 2018

 

7. Quattro italiani su dieci tendono a mantenere una percezione neutrale sul contributo degli immigrati alla società

In generale, in Europa la percezione di un impatto positivo o negativo degli immigrati sulla società sembra essere correlata con la quota effettiva di immigrati nella popolazione totale di un Paese. Per esempio, nei Paesi con percezioni più positive (Svezia, Lussemburgo) la percentuale di immigrati è superiore all’8%, mentre in Ungheria o Bulgaria, Paesi con percezioni negative, le percentuali sono inferiori al 2%. È interessante notare che l’Italia – insieme a Grecia e Malta – non segue questo schema. Questi Paesi hanno una proporzione piuttosto alta di immigrati extracomunitari (secondo i dati ufficiali di Eurostat, in Italia gli immigrati sono il 7% della popolazione, in Grecia l’8,4 %, a Malta il 7,8 %), ma hanno anche una percezione abbastanza negativa del loro impatto sulla società.

 

Figura 10. Percezioni relative all’impatto degli immigrati sulla società

Fonte: Eurobarometro Speciale 469 Report 2018

19 dicembre 2018
L’Europa dei diritti e le migrazioni. Le norme e la realtà
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di Elena Paciotti
Con la pubblicazione dell’intervento di Elena Paciotti al seminario su “L’Europa dei diritti e le migrazioni”, tenutosi alla Fondazione Basso il 15 maggio scorso, la redazione di Questione Giustizia on-line intende offrire ai lettori una serie di spunti di riflessione in vista delle elezioni del Parlamento europeo del 26 maggio 2019. I contributi che verranno pubblicati quotidianamente in questa settimana intendono porre in luce alcuni aspetti cruciali della posta in gioco e degli scenari europei che si apriranno con la nuova legislatura nell’Europa integrata dei diritti. Buona lettura!
20 maggio 2019
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La Rubrica “Diritti senza confini” nasce dalla collaborazione fra le Riviste Questione Giustizia e Diritto, Immigrazione e Cittadinanza per rispondere all’esigenza di promuovere, con tempestività e in modo incisivo, il dibattito giuridico sulle principali questioni inerenti al diritto degli stranieri. Attraverso questa nuova Rubrica si intende contribuire a soddisfare il diffuso desiderio di informazione, di confronto e di documentazione scientifica sui temi del diritto dell’immigrazione e dell’asilo.

Un respiro multidisciplinare e sempre attento al concreto dipanarsi dei fenomeni sociali e politici vuole caratterizzare la Rubrica, che si offre di ospitare interventi anche di taglio non strettamente giuridico, nella consapevolezza che un’attenta riflessione sul diritto degli stranieri esige anche il contributo di saperi diversi. Ovviamente centrale resta l’approfondimento giuridico, che già di per sé richiede, per questi temi, una buona sinergia tra molteplici ambiti disciplinari.

 

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