Magistratura democratica
Magistratura e società
Un chiarimento doveroso
di Nello Rossi
direttore di Questione Giustizia
Lettera al Prof. Andrea Proto Pisani

Andrea Proto Pisani è un maestro ed un amico che ha dato a più generazioni di giuristi e di operatori del diritto lezioni di diritto e di vita impossibili da dimenticare.

Una consapevolezza, questa, che non potrà essere scalfita da alcuna incomprensione o divergenza di opinioni.

Con questo spirito intendiamo dissipare un equivoco e fornire un chiarimento ad Andrea Proto Pisani ed ai lettori della Rivista.

Nel corso del suo applaudito intervento al recente congresso dell’Associazione nazionale magistrati, Andrea Proto Pisani – dopo aver svolto considerazioni critiche sulla formazione di una carriera dirigenziale parallela a quella dei “semplici” giudici e sulle degenerazioni di tutte le correnti della magistratura – ha fatto riferimento ad un suo contributo su questi temi, scritto per il libro in memoria di Carlo Verardi, che non sarebbe stato pubblicato “con scuse pretestuose” dalla Rivista fondata da Giuseppe Borrè perché non condiviso nei contenuti e non gradito. Il suo scritto – ha aggiunto – è stato pubblicato sul Foro italiano.

Effettivamente Questione Giustizia, promotrice di un volume collettivo in memoria di Carlo Verardi, aveva richiesto ad Andrea Proto Pisani uno scritto destinato ad essere pubblicato nell’e-book.

E però, la mancata pubblicazione di tale contributo non è stata affatto dovuta ad una – grossolana e inconcepibile – censura per la mancata condivisione del suo contenuto ma al fatto che, del tutto legittimamente, l’articolo è stato destinato dall’autore alla pubblicazione sul Foro italiano e anticipatamente diffuso sulle mailing list dei magistrati.

Per effetto di questa scelta dell’autore, Questione Giustizia (che, sulla base di una regola dettata dal suo primo direttore, Giuseppe Borrè, e nel tempo sempre osservata, non pubblica scritti che siano già apparsi su altre riviste) ha dovuto rinunciare con rammarico ad inserire lo scritto di Proto Pisani nel volume dedicato a Carlo Verardi.

Non vi è stata, dunque, nessuna preclusione per il merito dell’articolo, che sarebbe stata incompatibile con l’impostazione della nostra Rivista – caratterizzata, come i lettori possono quotidianamente constatare, dal più ampio pluralismo – ed inimmaginabile nei confronti di uno studioso che tutti i componenti della Redazione, a partire da chi scrive, considerano un maestro.

Si è trattato solo dell’applicazione di una regola risalente nel tempo che mira a salvaguardare l’originalità della Rivista e il suo valore per chi la legge e per chi ci scrive.

 

 

 

 

 

17 dicembre 2019
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